Published On: Ven, Ott 21st, 2016

Azzerata l’Irpef per l’agricoltura per 8000 imprese liguri. Ma ci sono agnelli pendolari per burocrazia

Dopo la cancellazione dell’Imu e dell’Irap e la compensazione Iva sulle carni bovine e suine, nella legge di Stabilità prevista per il 2017 il Consiglio dei ministri ha previsto l’azzeramento dell’Irpef agricola. «A beneficiarne saranno circa 8 mila imprese liguri – sottolinea Gerolamo Calleri, presidente di Coldiretti Liguria – Un provvedimento che segna un’importante inversione di tendenza sul ruolo dell’agricoltura in Italia rispetto agli ultimi decenni: l’agricoltura sta tornando ad avere un ruolo fondamentale per il nostro Paese».

Non si tratta dell’unica agevolazione per il settore. La legge di Stabilità prevede inoltre che gli imprenditori agricoli under 40 siano esonerati dal versamento dei contributi previdenziali: nei primi tre anni dalla creazione di impresa l’esenzione sarà del 100%, per poi passare al 66% e al 50% rispettivamente per il quarto e il quinto anno. Un’ulteriore spinta alla battaglia per il rafforzamento del made in Italy è l’entrata in vigore, dal 14 ottobre 2016, dell’etichettatura obbligatoria sulla filiera del latte e formaggi. «E ci aspettiamo a breve l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria anche per la pasta, per tutelare al 100% la filiera italiana del grano», precisa Calleri.

Tutti provvedimenti che vanno a premiare il ruolo economico e sociale che l’agricoltura riveste nel sistema Paese. Un comparto che, nonostante le difficoltà, nel secondo trimestre del 2016 ha dato segnali di crescita: +0,47% imprese a livello nazionale (749 mila circa in totale), +0,13% in Liguria (dati Infocamere).

Le pecore e la burocrazia
Come abbiamo già scritto su Tigullio News, vi sono però molti problemi nell’agricoltura, che non c’entrano con le agevolazioni del governo. Riferiamo questo esempio a dir poco sconfortante: due agnellini sono rimasti senza latte materno, ma sono sani e li si può alimentare col biberon. Il problema è che l’allevatore non li può portare nel giardino, nell’orto o nel cortile di casa sua, che dista circa 25 km. da dove ha terra e le pecore. Perché ci sono “regole precise” che vietano che gli animali vivano in un ambiente privo di acqua corrente, di stalla certificata dalla ASL, con mangiatoie etc.
Non citiamo nome e cognome perché “ho paura che la ASL si incavoli”, così ci viene detto…
Così, l’allevatore ogni giorno porta su e giù i due agnellini per la poppata col biberon. Si noti bene che i due mangiano come balene, ogni litro di latte costa ben più di un euro e ogni litro di benzina costa anche di più…
Se poi si vogliono trasferire delle pecore da un posto a un altro per pulire un pezzo di prato o di terra, servono dei certificati catastali del comune, oltre al fatto che il terreno dev’essere “pascolo” sui documenti, all’ok di veterinari, Asl etc. Quindi, uno che vuole tenersi pulito un parco, un pezzo di terra vicino a casa, utilizzando le pecore, o fa una fatica da Ercole, o lo fa illegalmente o non lo fa.
La burocrazia uccide l’agricoltura, dando però di che giustificare il proprio lavoro a un bel po’ di burocrati di Asl, agenzie nazionali, veterinari etc etc.
Gli allevatori che hanno non più di 50 o 100 pecore sono affezionati a ognuna di esse, per cui non servono regole avvilenti e punitive: ognuno renderà la vita del suo ovino la migliore possibile. Le regole vanno fatte per i grandi allevamenti, e allora si abbia pietà dei piccoli!

Agnelli pendolari per burinocrazia

Agnelli pendolari per burinocrazia