Published On: Mer, Mar 13th, 2019

Baia di Portobello, il disastro provocato dagli ormeggi sulla posidonia e le pinna nobilis del fondale

A Sestri Levante continua la guerra sulla baia “più bella”. Dall’opposizione i consiglieri Gian Paolo Benedetti e Marco Conti dichiarano che “E’ inaccettabile e irresponsabile continuare a rinviare gli interventi di ripristino della diga.”, il che è giusto (ma la chiatta era condivisa con altri comuni, e poi il mare ha costretto al rinvio).
Ma l’opposizione esagera dicendo che si tratta di:

Un pretesto l’intento di togliere le imbarcazioni ormeggiate: si vuole favorire chi ha le concessioni sulla spiaggia. Presentata interrogazione in Consiglio Comunale.

“Riteniamo – dichiarano i Consiglieri Gian Paolo Benedetti e Marco Conti – che le intenzioni e gli impegni presi dalla Giunta siano stati disattesi! Inoltre facciamo presente che senza le imbarcazioni, che comunque sostengono un turismo nautico anch’esso meritevole di attenzione, non ci saranno maggiori spazi disponibili per la balneazione. Anzi, chi invece di occupare la spiaggia prendeva il sole a bordo o si spostava nelle scogliere vicine ora si ammasserà sull’arenile oppure se ne andrà in un’altra località. Ai nuovi paladini della sicurezza facciamo notare che la baia di ponente non appare così sicura come si vorrebbe far credere, ci sarebbero problemi di spazi e di trasbordi e sugli ormeggi all’altezza del pontile Margherita ci sono evidenti problemi di insabbiamento”.

Invece, una riduzione del numero degli ormeggi nella baia è giusta. Inoltre, come abbiamo scritto in questo articolo, è bene che ci sia una rotazione nei posti barca, senza “primogeniture” o “eredità” ultrasecolari per l’usufrutto di uno spazio demaniale. Il che deve valere per tutti, associazioni incluse.

C’è poi la questione del danno provocato dagli ormeggi.
Infatti nella baia di Portobello, si tratta di “corpi morti” dotati di catene (catenarie). Il ferro delle catenarie produce in mare una corrente galvanica che danneggia pesci e flora marina.
Inoltre, quando c’è una grande mareggiata come quella di fine ottobre 2018, le “catene” degli ormeggi “arano il fondale, distruggendo la preziosa posidonia e l’altrettanto preziosa colonia di pinna nobilis “nacchere”, predata -visto che nella baia non ci sono servizi né controllo- da turisti inconsapevoli e/o cretini che non sanno che è vietato il prelievo di questa specie rara. Il che invece viene fatto.
Ma le catene nel corso dell’ultima mareggiata hanno schiacciato una buona parte delle pinna nobilis sopravissute alla caccia delle cavallette a due zampe.

Pertanto a Portobello ci sono tre urgenze:
1. Il ripristino delle due scogliere di protezione (aprendo il varco sul lato ovest, per una migliore ossigenazione delle acque e una riduzione della fioritura di alghe);
2. La sostituzione degli ormeggi attuali con quelli “a vite” come Eco-Mooring System, un sistema di ormeggio “amico della posidonia” e ultraresistente. Un’ancora speciale “ad elica” viene avvitata sul fondo (vedere qui).
3. Ridurre e mettere a rotazione gli ormeggi in mare e i posti barca sulla spiaggia, con particolari privilegi per le barche in legno e storiche (gozzi e barche in legno, vele latine etc.).
Il resto è fumo negli occhi e guerra tra opposti privilegi.

Fotocredit: maranatha.photography.it