Published On: Mer, Mar 27th, 2013

Balneari Fiba: Lardinelli confermato presidente

spiagge balneariVincenzo Lardinelli, 49enne imprenditore balneare versiliese, è stato riconfermato alla guida nazionale della Fiba, l’organizzazione dei balneari di Confesercenti: l’elezione è avvenuta giovedì 21 marzo a San Benedetto del Tronto, in occasione del rinnovo delle cariche nazionali. Vicepresidente vicario è stato eletto Riccardo Vincenzi, romagnolo, gli altri due vicepresidenti sono invece il calabrese Vincenzo Farina e la marchigiana Ilenia Illuminati.

Per quanto riguarda la rappresentanza della Liguria, vengono confermate le presenze nell’ufficio di presidenza di Enrico BixioMatteo Rezzoagli – rispettivamente presidente e direttore regionale di Fiba – ai quali si aggiunge anche l’imperiese Gianmarco Oneglio.

Enrico Bixio, confermato anche nella giunta nazionale di Fiba, ribadisce come la preoccupazione principale degli operatori sia sempre evitare l’applicazione ai balneari della direttiva europea Bolkestein: «La proroga al 2020 delle attuali licenze, decisa a fine 2012 dal governo Monti, anziché risolvere il problema ne ha solo posticipato di qualche anno gli effetti. Ma il problema rimane, e va risolto con urgenza per offrire agli operatori le certezze necessarie ad effettuare nuovi investimenti e a garantire l’occupazione. Evitando quello che sarebbe, di fatto, un esproprio nei confronti degli attuali concessionari e che finirebbe con il favorire la speculazione».

«D’altra parte – aggiunge Bixiola difesa dei posti di lavoro assume un significato ancora più importante in una regione a vocazione turistico-balneare come la Liguria, dove il nostro settore ha un notevole impatto in termini occupazionali. Di questo ci ha dato atto anche la Conferenza Episcopale Italiana alla quale, recentemente, una nostra delegazione ha manifestato la gravità dei problemi attraversati dalla categoria. Uscire da questa situazione di incertezza diventa indispensabile, se non si vuole costringere gli imprenditori balneari a lasciare a casa centinaia di dipendenti, con tutte le conseguenze che ben si possono immaginare sulla tenuta dello stesso tessuto sociale del paese e, in particolare, della nostra regione, dequalificando in tal modo l’offerta turistica e dei servizi ad essa collegata».

Soffermandosi ancora di più sulla realtà ligure, Bixio auspica anche una maggiore comprensione da parte delle amministrazioni comunali per quanto riguarda il carico fiscale: «I sindaci non possono continuare a trattare i gestori degli stabilimenti balneari come dei bancomat, spremendoli con un’imposizione sempre più soffocante: i moltiplicatori applicati per il calcolo dell’Imu, infatti, hanno portato a livelli di tassazione spropositati. D’altra parte, far pagare l’Imu a quelli che sono semplici gestori, e non quindi i proprietari di un bene che invece appartiene al demanio, è una misura iniqua. Come se chiedessimo di pagare l’imposta sugli immobili a chi vive in affitto in una casa non sua. Una politica fiscale di questo tipo, a maggior ragione in un simile periodo di crisi, significa la condanna a morte di decine e decine di aziende in ogni comune costiero».

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