Published On: Gio, Giu 13th, 2019

Beatificazione di ‘Bisagno’, primo partigiano italiano e tigullino. Insegnamenti etici e storici

Aldo Gastaldi, “Bisagno”, comandante partigiano della divisione tigullina Cichero, medaglia d’oro della Resistenza, primo a prendere la via dei monti in Italia, protagonista di atti eroici e simbolo dei cattolici impegnati nella lotta di Liberazione (che comprese comunisti, liberaldemocratici e cattolici del partito popolare fondato da don Sturzo), sarà probabilmente proclamato beato dalla chiesa cattolica. Dopo le indagini preliminari condotte dal cardinale di Genova Angelo Bagnasco, è infatti iniziato il processo di beatificazione e canonizzazione di Gastaldi. Si tratta di una reale procedura “giudiziaria”, che deve certificare la qualità del processo condotto dal Tribunale ecclesiastico.

Gastaldi, che ottenne la medaglia d’oro al valor militare, è considerato il “primo partigiano d’Italia”», perché sarebbe stato il primo ad agire all’occupazione tedesca dell’Italia dopo l’8 settembre 1943.

“Bisagno” era nato a Genova nel 1921 e al momento dell’armistizio con gli Alleati liberatori era un sottotenente del Genio militare di base a Chiavari (caserme di Caperana).
Per prima cosa nascose le armi in dotazione al suo plotone all’interno della canonica di una chiesa, dopo di che (a inizi ottobre 1943) entrò nella clandestinità col nome da battaglia “Bisagno”.
Insieme col Giovanni Serbandini “Bini” fondò la divisione partigiana Cichero, che operava tra Val di Vara, Fontanabuona ed entroterra genovese fino ai confini col Piemonte (all’inizio la base era a Favale di Malvaro).

Serbandini -poi divenuto deputato del PCI- fu un’altra figura chiave della Resistenza tigullina, con Eraldo Fico “Virgola”. Nato a Chiavari e morto a Lavagna nel 1999, “Bini” era un insegnante aderente al Partito comunista clandestino, ma nel 1938, anno di grande fascistizzazione dell’Italia (leggi razziali, Legge Buffarini-Guidi contro i culti non cattolici, repressione politica) mentre insegnava a La Spezia, fu arrestato e condannato a quattro anni di carcere dal  Tribunale speciale fascista. Uscito dal carcere nel 1942, fondò il Comitato 311, che agì tra Sestri Levante e Genova.

Gastaldi, guidato dalla profonda fede religiosa, fu un partigiano “ribelle per amore” (dell’Italia) che cercava di evitare gli attentati alle persone, preferendo colpire le infrastrutture su cui contavano i nazifascisti per contrastare l’avanzata degli Alleati Angloamericani.

Per esempio, aveva posto una bomba in una caserma a Ferriere di Lumarzo. Ma -visto che questa non esplose, mentre nel frattempo stavano rientrando i fascisti- tornò indietro da solo sotto il fuoco nemico per riaccendere la miccia.
Nel 1944 -travestito da ufficiale degli alpini- ottenne da solo la defezione di un battaglione della divisione fascista Monterosa.
A Calvari in val Fontanabuona, presso la cappelletta delle Paie, si commemora annualmente, alla presenza del nipote di Gastaldi, l’eccidio di dieci partigiani che tra il crepitio delle raffiche di mitra morirono al grido di ‘Viva l’Italia’ e ‘Viva Bisagno’.

Gastaldi si dichiarava animato unicamente da motivazioni etiche e sociali, senza interessi personali o di partito:

«Noi non abbiamo un partito, noi non lottiamo per avere domani un cadreghino».

La sua indipendenza dai futuri poteri gli creò alcuni attriti con la maggioranza comunista della Cichero, inquadrata nelle potentissime divisioni Garibaldi. Ciò diede adito a qualche dubbio sulla sua morte, avvenuta per la caduta dalla cabina di un camion a Desenzano sul Garda, il 25 maggio del 1945.

L’avvio della causa di beatificazione del partigiano ‘Bisagno’ è una bellissima notizia per il Tigullio e per il suo entroterra, per Genova, per tutta la Liguria. Aldo Gastaldi fu una figura luminosa della Resistenza, testimone fino alla fine di uno smisurato amore per l’Italia e per la libertà. L’annuncio dato ieri dal cardinale Bagnasco è un’ulteriore prova ed attestazione della grandezza e del valore umano di questo nostro conterraneo”. Dichiara Claudio Muzio, consigliere regionale di Forza Italia e segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa della Liguria il quale Sabato prossimo rappresenterà la Regione alla cerimonia commemorativa in onore e ricordo di ‘Bisagno’ che si terrà a Rovegno.