Published On: Mar, Apr 1st, 2014

Bicibus? Serve una seria opera di informazione ed educazione dei giovani (e anziani) ciclisti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera seguente, ricordando che a volte le iniziative di “accompagnamento dei bambini a scuola con la bici” sono avvenute con i bambini circondati da a) insegnanti davanti alla fila, a fianco e dietro, b) madri e padri al seguito, c) droni della Nasa per controllare il traffico dall’alto etc… In questo modo non sono del tutto efficaci.

Ho letto su Tigullio News la notizia del rilancio dell’iniziativa “pedibus e bicibus” e ne sono veramente lieto; mi congratulo anche con  le varie associazioni, la Asl e altri che sono intenzionati a promuovere l’organizzazione di corsi formativi per spiegare (così leggo) “l’efficacia della mobilità” in bicicletta e a piedi.

 Detto questo, mi permetto di avanzare una raccomandazione: ancor prima di spiegare come andare in bici è bello, è ecologico, è politicamente corretto, si insegni l’educazione stradale e la protezione della propria vita: si imponga l’installazione delle luci e la loro accensione di notte, e sempre nelle gallerie di S. Anna, si spieghi che andare in giro affiancati mette in pericolo la propria incolumità e quella degli altri, che superare la fila di auto ferme al semaforo è magari una bella soddisfazione ma è pericoloso prima ancora di costituire un intralcio al traffico.

 E, sommessamente, si raccomandi alla polizia locale un po’ di urbanità, anche con quelli che non sono ciclisti; quando ho protestato per averne evitato di un soffio un gruppo nelle gallerie di S.Anna, tutti regolarmente senza luci e qualcuno affiancato, sono stato trattato con disprezzo e derisione: il solito automobilista nemico dei ciclisti!   Un tempo si chiamavano vigili urbani… Si deve anche dire che l’obbligo delle luci riguarda anche le bici sportive (“da corsa”). Oggi esistono fari funzionanti con  batterie e LED da fissare alla forcella con un semplice morsetto: costano poco e sono efficacissimi.

 In sintesi: forse sarebbe troppo insegnare a tutti, ciclisti compresi, che oltre ai diritti esistono i doveri; ma almeno gli si insegni a proteggere la propria incolumità. E si tenti di ricordare alla polizia che i ciclisti che infrangono le regole del codice vanno ammoniti e multati, esattamente come qualsiasi altro cittadino.

Vi ringrazio per l’attenzione e formulo i migliori auguri per la piena riuscita delle vostre iniziative.

Un cordiale saluto,
Umberto Burani

ciclisti maleducati

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