Published On: lun, Apr 16th, 2018

Bicicletta: ne abbiamo capito l’importanza. Si spera

Finalmente anche a Chiavari si è deciso di incentivare l’uso della bicicletta nel centro città, installando apposite  nuove rastrelliere in diversi punti: le prime in piazza Matteotti, nelle prossime settimane le vedremo anche in piazza Verdi, piazza Fenice, via Ravaschieri (previo studio di fattibilità), via Dallorso, via Remolari, via Bontà, piazza Roma, corso Dante, via Entella, piazza Nuovo Mercato e via Ghio. In tutto saranno 150 posti. È intenzione dell’amministrazione comunale di anche ripristinare la parte di pista ciclabile lungo l’Entella a monte del ponte della Maddalena. La Federazione Italiana Amici della Bicicletta Tigullio ha naturalmente apprezzato molto l’iniziativa.

Si tratta certo di azioni virtuose e di buon senso. Occorre pero’ sottolineare che si sarebbe potuto procedere in questa direzione già da molti anni. Chiavari, per gran parte della sua estensione, è una città la cui pendenza si adatta benissimo all’uso della bicicletta, che sappiamo tutti essere un mezzo da preferire, appena è possibile, da molteplici punti di vista:  la tutela della salute, dell’ambiente, nonché il riappropriarsi in generale di uno stile di vita più sano, che permetta di godere a pieno del nostro territorio.

Senza citare i lontani paesi del nord Europa, in molte città italiane, specie in Pianura Padana ma non solo, i cittadini scelgono le due ruote come mezzo abituale per spostarsi, andare a scuola, al lavoro o nel tempo libero. Il rapporto Legambiente 2017 segnalava un’Italia sostanzialmente spaccata in due, in questo come in altri ambiti, tra un Nord ben piazzato ed un Sud decisamente indietro. Soprattutto veniva richiesto al Governo di stanziare fondi per la costruzione di piste ciclabili percorribili in tranquillità e sicurezza.

Per rispondere a questa esigenza il precedente Parlamento pochi mesi fa ha adottato un provvedimento il cui obiettivo primario  è di “promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative”. Si vincola il Ministero dei Trasporti ad approvare entro la prossima estate il piano della mobilità ciclistica, che copre un arco di tre anni e si occupa sia dei trasporti nelle città sia di altri percorsi a livello locale e nazionale. Regioni (a cui l’ex Ministro Delrio ha già affidato 14, 8 milioni di euro per progetti di piste ciclabili) ed enti locali dovranno a loro volta dotarsi di un piano triennale di investimento, che includa l’individuazione delle strade ciclabili e la costruzione di infrastrutture a tutela della sicurezza dei ciclisti presso stazioni e aeroporti. La rete ciclabile nazionale è detta Bicitalia e viene classifica come un’infrastruttura “di interesse strategico nazionale”. È lunga 20mila chilometri circa e al momento conta ventidue itinerari. Dalla ciclovia del Sole, che dal Brennero arriva a Palermo, alla Francigena, da Como a Brindisi, dalla Svizzera-mare (da Domodossola a Imperia) a quella dei tre mari (Otranto-Sapri). Il piano nazionale sosterrà l’incremento di questa rete, favorendo la trasformazione di strade o sentieri dismessi in piste ciclabili o il collegamento con altre forme di mobilità dolce, come le ippovie, le rotte fluviali e le ferrovie turistiche.

Perché le due ruote rappresentano anche un’economia che produce un fatturato di oltre i 6 milioni di euro annui (dati Legambiente), ed il mercato del cicloturismo ne è la fetta più importante.

Speriamo dunque che a tutti sia un po’ aumentata la voglia di sperimentare maggiormente la bici, complici anche gli inteventi dei nostri amministratori. E per chi ha bisogno di un veicolo più veloce c’è da anni la possibilità della bici elettrica e di quella a pedalata assistita, con un’amplificassima varietà di prezzi, per niente inaccessibili!

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