Published On: Gio, Lug 13th, 2017

Bike Sharing in fallimento (quasi) ovunque, anche a Sestri. Dati di Marco Conti

Nei giorni scorsi abbiamo letto un commento secco dello scrittore e traduttore (dal russo) Paolo Nori:

Poi  martedì 11 luglio 2017
Il bike sharing a Mosca funziona come a Bologna, non lo usa nessuno.
[scritto da un telefono russo]

Oggi arriva un nuovo comunicato del consigliere comunale Marco Conti sul bike sharing di Sestri levante, secondo il quale  “Con gli ultimi dati pervenuti in data 3 luglio 2017, possiamo proprio recitare il “de profundis” del Bike Sharing”.
In effetti, chi scrive ha sperimentato il primo bike sharing proprio a Bologna, più di 30 anni fa. Il modello in Europa non funziona bene, a parte alcune isole felici, perché le bici sono ormai molto diffuse, e gli stessi hotel le forniscono ai loro clienti. Non è quindi “colpa” del Comune di Sestri, ma un fatto generalizzato. Sarebbe opportuno valutare la chiusura del bike sharing, dirottando quei costi al completamento e manutenzione delle piste ciclabili, che invece funzionano bene e sono utilizzate da residenti e turisti.
Il modello bike sharing invece sta funzionando bene in uno stato collettivista, la Cina, e in una città gravata da un inquinamento micidiale come Pechino, anche perché i cinesi sono molto bravi a gestire le situazioni di massa e perché il modello “Uber” applicato in Cina con lo sharing OFO è davvero interessante e deburocratizzato: vedere qui.
Su scala limitata come quella di Sestri levante, il bike sharing classico è davvero fuori tempo massimo (e anche a Bonassola, dove c’è la meravigliosa pista ciclabile “ex ferroviaria” per Levanto e Framura, le bici si affittano a pagamento). Ecco il comunicato di Conti:

Nonostante le fanfare sulle grandi potenzialità del Bike Sharing, una lenta e costosa agonia ha caratterizzato questo servizio. Nei primi sei mesi del 2017 si sono registrati solamente 55 rinnovi e appena 58 nuovi abbonamenti per un incasso complessivo di € 1.028,00.

A questo punto c’è solo una via da intraprendere: cedere tout court  il servizio ad esterni eliminando così ogni fonte di costo, sia economico che umano considerato che il Comune impegna tuttora due suoi addetti per lo spostamento e la manutenzione dei mezzi. I privati, che possono essere anche realtà associative, imposterebbero una gestione finalizzata ad una maggiore promozione per aumentare i profitti ma al contempo offrendo un servizio più efficiente e di qualità.
Occorre però dire la verità ai cittadini sull’ennesimo sperpero sia gestionale che economico che ci ha portato oggi in questa situazione. Era così proprio necessario il Bike Sharing a Sestri Levante? La risposta è NO ed è motivata dai costi e dai pochissimi utenti.

Un po’ di cronistoria (2012-2016):
Costo di realizzazione € 390.448,00 (di cui € 134.943,00 cofinanziati dal Comune di Sestri Levante, il resto dal Ministero dell’ Ambiente)

Costi manutenzione e nuovi mezzi € 40.494,93

Costo gestione a Mediaterraneo Servizi Srl anno 2016 € 25.000,00

Incasso vendita tessere: € 16.571,00

bike sharing sestri levante