Published On: Mer, Lug 17th, 2019

Biomasse, trash masse, masse dementi

L’Italia è il Paese più ambientalista del mondo. A parole. Lo denota anche l’ostilità assurda verso l’utilizzo delle biomasse per la produzione di energia attraverso la frazione umida della spazzatura e con un’enorme quantità di scarti agricoli letteralmente buttata al vento…
Tutti sono disambientalisti, non solo i politici: le masse, inquinate dai media, pensano a impiccare colui o coloro da loro stessi appena indiati. I politici raccolgono ciò che non seminano.
Dalla rivista “Sapere“, aprile 2019:

“I residui alimentari italiani possiedono un potenziale enorme, che viene sistematicamente non utilizzato: secondo i dati dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, circa il 60% dal sistema agroalimentare italiano potrebbe essere risparmiato o autoprodotto… Nel settore agricolo, l’emergia l’energia ricavabile da residui di piante da frutto, vigne e olivi potrebbe soddisfare il bisogno energetico di 300.000 appartamenti di Classe A.
I residui colturali generati dalle consuete operazioni di raccolta, manutenzione, potatura se utilizzati per la produzione di gas, potrebbero fornirne 6,5 MILIARDI di metri cubi, la stessa quantità utilizzata da 16 milioni di italiani ogni anno. Per quanto riguarda il processo di trasformazione dal prodotto grezzo a quello finito, nella sola Emilia-Romagna sarebbe possibile recuperare dalla lavorazione di mais pomodori, patate e legumi, circa 11 milioni di metri cubi di biometano, equivalenti ai consumi di gas di 28.000 italiani.
Infine, restringendo il campo ai soli scarti domestici, nella città di Bologna il cibo sprecato da famiglie e ristoranti potrebbe essere impiegato per la produzione di 4 milioni di metri cubi di biometano, capaci di soddisfare i bisogni della compagnia di trasporto pubblico locale, che conta una flotta di 300 autobus a metano.”