Published On: Dom, Giu 2nd, 2013

Black out a Sestri, il secondo in un mese

Attorno a mezzanotte di ieri un’ampia zona di Sestri Levante ha subito una serie di interruzioni, con black aout di alcuni minuti ripetuti per circa mezz’ora.
Si tratta del secondo episodio simile in meno di un mese. Al di là del disagio provocato alla cittadinanza, vi è anche da conteggiare il danno che queste microinterruzioni ripetute possono causare a tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici delle nostre case: non solo computer e router, ma anche il decoder delle tv, le centraline delle caldaie di casa etc.

E’ pertanto bene che questo problema, che non è certo causato dalla mancanza di gas o petrolio sui mercati internazionali, ma è dovuto a problemi tecnici locali, sia risolto bene e rapidamente.

Scheda sul costo dell’Energia in Italia
L’Italia ha il costo dell’energia elettrica più alto al mondo (almeno il 20% di più di altre nazioni). Ciò avviene grazie a una condotta che ci ha vietato (giustamente o ingiustamente non importa, importa confrontarci col resto del mondo e non avere idee preconcette e preconfezionate pro Eni, pro Sauditi etc.
a) il nucleare (utilizzato in ogni nazione europea); b) l’eolico (che salva con energia pulita Spagna, Danimarca e UK); c)  carbone, gas e petrolio (a Copenhagen ci sono 3 centrali e carbone nel centro città -fatte bene, sia chiaro).
Da noi le pale eoliche fanno girare la testa degli ambientalisti. Eppure sono la più conveniente e redditizia fonte di energia pulita. Altrove si fanno in nome dell’ambiente, da noi non si fanno in nome dell’ambiente.
Noi gestiamo l’Energia e l’Ambiente a fini elettorali, facendo leva sulle tendenze apocalittiche delle masse. Altrove si ragiona insieme e poi si decide: è così che si tutela l’ambiente, il lavoro, lo sviluppo.
In Italia viene osannata solo la produzione di energia elettrica attraverso il fotovoltaico, in maniera acritica e senza confrontare il suo rendimento. Il fotovoltaico però anche col recente crollo dei prezzi non rende economicamente, né per rendimento né ambientalmente (cosa fare dei pannelli dismessi?). Il fotovoltaico -oltre a costare ai poveri, perché gli incentivi sono pagati da tutte le bollette- fa felici i produttori cinesi e ha distrutto interi vigneti, perché i contadini trovavano più conveniente mettere i pannelli sovvenzionati che coltivare patate o uva. Alla faccia dell’ambientalismo da salotto…
Naturalmente paghiamo anche la benzina col prezzo più alto del mondo.
Da noi lo shale gas e il fracking sono scomunicati. Beppe Grillo ha dichiarato che il terremoto in Emilia è causato dal fracking. Ma se fosse così, allora gli Stati Uniti, che hanno utilizzato grandemente l’estrazione coi nuovi sistemi in ogni parte, ottenendo l’indipendenza energetica per un secolo almeno, dovrebbero essere rasi completamente al suolo dai terremoti. Cosa che non è. Si dice anche che il fracking consumi moltissima acqua. Sarà, ma se così fosse in Canada e negli USA ormai dovrebbe esserci il Sahara, cosa che non è.
Forse il fracking è davvero un danno, ma di sicuro il modo con cui in Italia trattiamo i temi dell’energia in rapporto con l’ambiente è fortemente ideologico e per nulla scientifico e galileiano. E’ un modo apocalittico e integralista: da noi anche l’esplorazione tradizionale è perseguitata da un’Inquisizione che più “santa” non si può… (in Norvegia si trivella quasi in tutti i fiordi, e i norvegesi non sono certo contro l’ambiente dove vivono e dove pescano…). Certo, ci sono disastri possibili come in ogni attività, ma si pensi che in Sicilia, nelle zone dove ci sono trivelle petrolifere in mare, le acque sono le più pulite e sicure per la balneazione, visti i controlli effettuati ogni giorno in quelle zone. Altrove non c’è una trivella ma in compenso ci sono i colibatteri e altri inquinanti: sappiamo bene com’è l’acqua marina…

Una bancarotta energetica programmata con fine idiozia?

“…Se leggete i programmi politici, delle varie formazioni di destra e sinistra, leggerete in modo costante cose del tipo: “l’Italia deve puntare a ridurre la dipendenza dall’estero, liberalizzare, aumentare la produzione di fonti rinnovabili per cogliere l’obiettivo del 20-20-20, adeguandosi al resto d’Europa“.
Ebbene, nell’ordine:
a) L’obiettivo del 20-20-20 l’abbiamo raggiunto gia’ nel 2012 (8 anni prima del target), per l’effetto combinato del crollo dei consumi e del boom del fotovoltaico
b) L’Italia ha incentivato investimenti nelle rinnovabili (essenzialmente nel fotovoltaico) in modo assurdo che costeranno 9 miliardi all’anno per 20 anni in bolletta, e che riducono di appena 2 miliardi l’import di gas.
c) Il resto d’Europa, contrariamente a quanto vi viene detto, ha una produzione basata sul nucleare o sul carbone. E’ pur vero che investire nel nucleare oggi e’ per molti motivi sconsigliabile (se non altro per il fatto che non te lo faranno mai fare), ma non c’e’ alcun dubbio che la fonte che costa meno al mondo nella Produzione di elettricita’ e’ e resta il Carbone, che non casualmente e’ in praticamente tutto il mondo (a parte l’Italia ovviamente), la fonte maggiormente utilizzata. Nel resto d’Europa, inoltre, l’eolico ha una producibilita’ doppia (es. Spagna, Germania e Daninarca) di quella italiana, visto che c’e’ vento. Oltre all’Italia, ha investito molto sul solare, unicamente la Germania, ma con incentivi meno onerosi, e con alle spalle un’industria nazionale nella produzione di celle (noi semplicemente abbiamo arricchito l’import da Cina e Germania).
d) L’Italia manca completamente di un Piano Energetico nazionale. Ha consentito investimenti abnormi nelle centrali a gas, che poi sotto-utilizza perche’ fuori mercato (ma ovviamente alla fine questi investimenti sono stati fatti pagare in bolletta ai cittadini ed alle imprese). Poi ha incentivato in modo assurdo le rinnovabili, salvo ipotecare per 20 anni imprese e famiglie ad un salasso…”. (Da Scenari economici: qui l’articolo e i dati)
energia1

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  1. Redazione ha detto:

    Nel testo non si faceva uno spot per il nucleare. Si invitava solo a non foderarsi gli occhi di prosciutto con criteri poco scientifici nel parlare di green economy. La green economy va più che bene, ma a patto che la si utilizzi scientificamente. La UE ieri ha messo i dazi sui pannelli fotovoltaici cinesi. Nello stesso tempo, sono confermate le tasse in bolletta per gli sgravi su chi ha il denaro per comprare i pannelli. Ma la cosa importante è dire che i pannelli vanno bene per una villetta, ma non risolvono il gravissimo deficit energetico italiano, se non coprendo metà Italia di pannelli. Idem per il nucleare civile: la Germania non ha tolto le centrali. Ha “detto” che le toglierà entro una ventina di anni. Forse è perché ci sono le elezioni?
    La Francia ogni anno riceve dall’Italia per la vendita di energia elettrica nucleare tanto quanto le serve per realizzare una nuova centrale nucleare per Areva & Co. Ogni anno! Ciò che dicevo non era: “Facciamo anche noi le centrali”, ma “Diciamoci qual è la realtà sull’energia, che ci provoca un 35% del disastro economico. Vedi la Indesit che faceva centrali a biogas etc. ma deve lasciare a casa 1500 dipendenti, perché nelle sue fabbriche paga troppo per l’energia elettrica e per le tasse sul lavoro. Parchi eolici off shore? Forse sono la soluzione ambientalista migliore. Ma gli ambientalisti non li vogliono, dicendo che sono soggetti a tangenti. Non sarebbe il caso di FARE e di NON far fare le tangenti? Nel Regno Unito un parco eolico in mare riscalderà 400.000 abitazioni. L’eolico rende decentemente, non è il solare. Idem per le biomasse, che ora possono essere anche piccole e senza combustione. Ma certo si deve mutare radicalmente l’approccio apocalittico e prescientifico di chi predica la green economy senza capire le leggi della “economy” e della scienza. Solo con “economy” e “scienza” con “green” si potrà realizzare qualcosa di buono per la natura e per le nostre disastrate finanze familiari. Facciamolo.

  2. mauro ha detto:

    La Germania è uscita dal nucleare (e ha riconosciuto all’Italia, per una volta, di essere stata più lungimirante), la Francia fra qualche anno avrà il suo parco di centrali nucleari da rinnovare…sta progressivamente orientandosi versole energie alternative e dovrà vendere le sue centrali a paesi meno sviluppati e propensi al nucleare… in Italia i favorevoli al nucleare ritornano a farsi sentire…un caso? Mi scappa da ridere

  3. umberto ha detto:

    Abbiamo l’energia più cara al mondo…ma siamo anche il primo paese al mondo a non aver voluto il nucleare. E comperiamo in Francia una bella fetta del nostro fabbisogno di energia, prodotta con il nucleare (va avanti tu, che a me viene da ridere…).

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