Published On: Ven, Apr 25th, 2014

Bocciata la Valutazione di incidenza sul depuratore di Lavagna e del Tigullio orientale

Doccia fredda per il depuratore di Lavagna e del Tigullio orientale, che andrebbe piazzato nella Colmata costruita sulla diga del porto di Lavagna, alla foce del fiume Entella.

E’ infatti stata respinta la valutazione di incidenza, cioé l’impatto che un’opera ha sugli habitat e sulle specie presenti in un Sito di Importanza Comunitaria. La preinfrazione, in questo caso, riguarda, non il progetto del depuratore, ma le opere di difesa spondale. L’Entella, del resto non ha mai prodotto esondazioni con danni massivi nel suo tratto finale, come per esempio quanto successo per il torrente Rupinaro. I problemi semmai sono a valle, ma la realizzazione della Colmata potrebbe cambiare lo stato delle cose in peggio.

L’organismo preposto dall’Unione Europea avrebbe avviato una procedura di preinfrazione, al cui centro c’è la richiesta di una nuova valutazione di incidenza, con riferimento alle opere di difesa spondale.
Il problema sarebbe dovuto al fatto che dopo la presentazione agli organismi di controllo europei, il progetto ha subìto delle modifiche.
Si tratta probabilmente solo di un intoppo burocratico, ma sarà importante capire nei prossimi giorni ciò che sapranno gli architetti e tecnici che si sono attivati nel gruppo Contratto di Fiume per l’Entella e in altre strutture.

Infatti chi è preposto alla parte tecnica del progetto nei diversi organismi pubblici, darà il polso vero della situazione.
Se la maggior parte dei tecnici propenderà per una valutazione negativa, il progetto faticherà ad andare avanti.
Infatti le possibili incidenze negative della colmata su possibili esondazioni del fiume e sulle correnti marine sono realistiche. Si ricordi l’impatto della diga del nuovo porto di Lavagna, un’opera economicamente interessante da un lato, ma negativa dall’altro, vista la riduzione del litorale Cavi-Lavagna, la spiaggia più lunga della Liguria che è stata erosa in buona parte del cambiamento delle correnti marine dovuto alla diga costruita alla foce dell’Entella, che andrebbe incrementata dal depuratore comprensoriale che include la val Petronio, Sestri Levante, Lavagna e la val Graveglia e tutta la sponda orientale dell’Entella.
Infine, nel dossier curato da Legambiente e Dipartimento di Protezione Civile sul rischio idrogeologico in Liguria la gestione del bacino dell’Entella non raggiunge la sufficienza nella gestione e nella prevenzione del rischio idrogeologico.

Questo stop si riverbererà sulla campagna elettorale di Lavagna. Le opposizioni infatti sono tutte contrarie alla colmata e al depuratore comprensoriale di Lavagna.

Contestazioni contro il piano di una nuova sponda lungo l’Entella e la sostituzione del Ponte della Libertà, che è stata bocciata anche da una mozione nel Comune di Chiavari e ha una procedura di pre-infrazione, dopo la quale anche il sindaco Vaccarezza ha frenato (vedere sul sito del comune di Chiavari, in questa pagina, alla voce
Apri Verbale consultazione /scoping sul PUC preliminare di Chiavari .

Contestazioni anche sul tratto di Aurelia tra la stazione di Cavi e Lavagna. Si criticano la pulizia, il degrado, marciapiedi distrutti, lampioni e illuminazione “improbabili”, la sempiterna prostituzione (la luce di lampioni intelligenti però può fare il miracolo) e architetture pessime (ma queste sono precedenti all’attuale amministrazione).

depuratore lavagnaDepuratore Lavagna fasi allaccio

Displaying 7 Comments
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  1. Redazione ha detto:

    Gent. sig. Cozzolino, grazie per le informazioni aggiuntive fornite.

  2. Indipendentemente dalla sussistenza di un’eventualmente favorevole Valutazione di Incidenza Ambientale (V.INC.A.), la costruzione dell’ideata colmata di Lavagna è vietata dal Piano di Tutela dell’Ambiente Marino e Costiero – approvato all’unanimità dal Consiglio regionale con delib. n. 18 del 25.9.2012 – che qui prevede esclusivamente che “gli interventi dovranno essere volti al mantenimento della configurazione morfologica attuale ed all’utilizzo del surplus di sedimenti immessi dall’Entella come materiale da destinare alle spiagge dell’unità fisiografica”.
    Ho segnalato più volte pubblicamente tale circostanza a far tempo dal 26 aprile 2013 (cfr. Menabò news) e,da ultimo, con istanza alla Regione in data 27 marzo u.s., e successiva integrazione del 18 aprile recante la sottoscrizione di altre 119 persone, tra le quali il Candidato Sindaco di Lavagna del M5S.
    E ciò per addivenire, nell’interesse pubblico, all’annnullamento in autotutela dell’intero procedimento avviato dalla Regione con deliberazione della Giunta n. 157/2013 relativa all’adesione al Protocollo d’intesa (cfr. amplius Levante news del 26.3.2014 e del 18.4.2014).
    Istanza tuttora in istruttoria in attesa di comunicazione del nominativo del funzionario responsabile ovvero del suo sostituto in caso di inerzia.

  3. Roberto43 ha detto:

    A volte… dico a volte …!!!??? i pareri degli organi superiori ci salvano da sicuri e certi disastri economici,funzionali e anche ambientali. Speriamo che chi ha più buon senso lo usi. Certi impianti … mega galattici…a volte , per non dire spesso, fanno solo gli interessi di chi “gestisce gli appalti”. !!!???

  4. Redazione ha detto:

    Beh, di bocciatura non si tratta, ma di reinvio al mittente. Diciamo: “bocciatura momentanea”, con sviluppi da vedersi. L’impressione però è che ci siano anche molti più pareri negativi anche in Regione, ora. E quindi…

  5. Giuseppe Andreino ha detto:

    Anche il titolo andrebbe corretto 🙂

  6. Redazione ha detto:

    Correggiamo.

  7. Claudia Vaccarezza ha detto:

    Nell’articolo ci sono alcune inesattezze significative: innanzi tutto il nostro gruppo “Contratto di fiume per l’Entella” non ha mai detto che non si sono mai verificate esondazioni nel tratto finale dell’Entella, perché queste sono avvenute anche in epoca recente. Inoltre, la valutazione di incidenza non riguarda il rischio idrogeologico, ma l’impatto che un’opera ha sugli habitat e sulle specie presenti in un Sito di Importanza Comunitaria e la preinfrazione, in questo caso, riguarda, non il progetto del depuratore, ma le opere di difesa spondale.

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