Published On: Ven, Giu 23rd, 2017

Boggiano: per Preli nessun blocco del cantiere. “Frottole elettorali”

«Non c’è nessun blocco del cantiere. Né parziale né totale. Come sempre, sono state messe in giro solamente frottole». L’assessore comunale all’Urbanistica del Comune di Chiavari, Paolo Boggiano, ha convocato questa mattina, insieme al Sindaco Roberto Levaggi, una conferenza stampa presso il point di Levaggi Sindaco per replicare alle ultime accuse dello sfidante Marco Di Capua a proposito del progetto di riqualificazione dell’ex cantiere navale di Preli.

Una vicenda che ha tenuto banco per tutta la campagna elettorale. Nei giorni scorsi, Di Capua ha convocato una conferenza stampa per illustrare l’ultimo ricorso al Tar presentato da alcuni abitanti della zona di piazza dei Pescatori. «Gli avversari – afferma Boggiano – hanno parlato impropriamente di blocco del cantiere. Poi hanno corretto il tiro in blocco parziale. Io dico che non c’è alcun blocco. Non lo ha chiesto la proprietà, che anzi sta andando avanti con gli operai. Non lo ha deliberato il Tar. Che deve ancora decidere. Esiste una richiesta di sospensiva sulla quale i giudici si dovranno pronunciare ma che non può mai essere immediatamente effettiva».

L’ennesima puntata viene smontata pezzo per pezzo dall’assessore Boggiano: «Il ricorso presentato dai frontisti, che Di Capua e i suoi neo alleati hanno diffuso e al quale hanno dato ampio risalto, contesta in pratica tutte le decisioni assunte dal 2001 sino ad oggi. E già questa è una cosa assurda, perché impugnare decisioni di sedici anni fa lascia il tempo che trova. Io ritengo che tutti i problemi sono stati superati nei consigli comunali e nelle conferenze dei servizi attraverso soluzioni giuridicamente supportate. Non esistono i presupposti per un ricorso a proposito di oneri di urbanizzazione né in materia di edilizia popolare. Si tratta di richieste a mio avviso irricevibili da parte del Tar».

L’unica parte del ricorso «fondata», secondo Boggiano, riguarda l’altezza dell’edificio direttamente antistante Piazza Gagliardo. La proprietà, nella progettazione, si è attenuta all’articolo 18 della legge regionale sui sottotetti, che prevede la possibilità di creare un vano sottotetto. Il decreto ministeriale del 1968 indica una distanza minima di dieci metri dalle altre case. Ma la legge regionale concedeva una deroga. Ai tempi della progettazione, quindi, pur non essendoci i dieci metri richiesti, la costruzione era legittima».

Successivamente, e siamo a novembre del 2016, «la Corte Costituzionale ha sentenziato che la legge sui sottotetti va rivista, che occorre rifarsi al decreto del 1968 e quindi ha annullato tutte le deroghe in maniera retroattiva. Saputo questo, è stata la stessa proprietà, anticipando il ricorso al Tar dei frontisti, anzi intervenendo ben prima, a presentare al Comune di Chiavari una richiesta di variante per rientrare all’interno dei dettami previsti dalla Corte Costituzionale. Il privato, in sostanza, rinuncia a una cubatura di circa 900 metri cubi. Una volta che l’amministrazione, come credo, accetterà questa richiesta, tenuto conto dei tempi tecnici, cesserà il motivo del contendere».

Boggiano osserva: «Ci siamo misurati correttamente rispetto al privato prima e dopo. E lo stesso privato ha sempre rispettato le leggi. Ora viene richiesto di effettuare la variante proprio per adempiere alla sentenza di novembre. Perciò il ricorso al Tar è assolutamente inutile. Quanto all’amministrazione Levaggi, ribadisco il fatto che siamo usciti dal “cul de sac” di questa vicenda sbloccando tutti i ricorsi e dando il via alla riqualificazione dell’intera zona. Ricordo che siamo riusciti a ottenere il doppio degli oneri pubblici di urbanizzazione inizialmente previsti e che, sull’aspetto estetico, il Comune non ha avuto scelta. La proprietà, infatti, decide secondo i parametri della legge e le indicazioni date dalla Soprintendenza. Personalmente, ritengo che, una volta eliminati i ponteggi e una volta chiuso il cantiere, con la nuova passeggiata a mare, il giudizio complessivo possa diventare positivo».

Progetto originale aree Preli (poi ridotto)