Published On: Sab, Nov 25th, 2017

Butocultur@, associazione per valorizzare storia e ambiente della val di Vara

“Radici nel cuore per non dimenticare” – Vicende, curiosità, tradizioni e leggende dell’alta Val di Vara nel racconto con immagini di Sergio Gabrovec.

“Radici nel cuore per non dimenticare”, è il titolo di un incontro che si svolgerà sabato 2 dicembre alle ore 10.30 nella sala presidenziale della Società economica di Chiavari. Al centro dell’incontro Sandro Gabrovec, mente ispiratrice e anima di  “ButoCultur@”, una associazione che ha preso nome da un  paese dell’alta Val di Vara in comune di Varese Ligure, sulle pendici del monte Gottero, che separa la Liguria dalla pianura padana, in provincia di Parma.

Affiancato da alcuni amici anch’essi appassionati di storia e tradizioni locali, dal 2002 ad oggi  Gabrovec  ha messo mano ai documenti degli archivi di cinque parrocchie ricavandone altrettante pubblicazioni nelle quali ha  trasferito non solamente notizie storiche ma anche aneddoti, curiosità e tradizioni integrandole con racconti attinti dall’archivio della memoria, vale a dire dalla viva voce delle persone più anziane.

Queste sue ricerche,  relative a un territorio – fino a 200 anni fa più ricco e popolato della costa– che ha sempre avuto intensi rapporti col Tigullio più che con lo Spezzino,  consentono non solamente di conoscere la storia minuta delle piccole comunità prese in esame (Buto, Teviggio, Porciorasco, Caranza, Còstola) ma anche di vedere come  sono stati vissuti  dalla popolazione locale certi eventi che fanno parte della “grande” storia.  Come ad esempio nel 1748,  quando durante la guerra di successione austriaca il territorio fu occupato dalle truppe d’oltralpe che si scontrarono con i franco-spagnoli-genovesi, e poi nel 1799 quando i francesi e gli austriaci distrussero campi e vigne,  e ancora ai tempi della Resistenza, con imposizioni, violenze e scontri tra partigiani e nazi-fascisti.

Dai documenti e dai racconti sono emersi l’amore per la famiglia e per il proprio paese, la solidarietà, il duro lavoro, la tenacia, lo spirito di sacrificio, la fede.  Ma i registri parrocchiali, istituiti sul finire del ‘500, ci mostrano anche l’enorme mortalità infantile, le periodiche epidemie, i flussi migratori, il fenomeno dei trovatelli, gli incidenti.  E ci dicono della terribile  carestia del 1817 che causò moltissime vittime in tutti  i paesi.

Non mancheranno, nel racconto di Sergio Gabrovec riferimenti alla tradizione, alla medicina popolare, alla magia, alla gastronomia, a particolari eventi atmosferici, alle condizioni sociali, e anche a fatti delittuosi desunti dai documenti.  Uno spaccato di vita che ci riporterà indietro nel tempo e che certamente ci indurrà a fare un raffronto con la nostra epoca e con tanti avvenimenti dell’attualità.

L’incontro è promosso dalla Società Economica, dalla Sezione Tigullia dell’Istituto di Studi Liguri  e dall’Associazione ButoCultur@ con l’apporto organizzativo del Centro culturale Lascito Cuneo di Calvari.