Published On: Lun, Set 14th, 2015

Calvari: di nuovo allagamenti

La parte bassa di Calvari è andata nuovamente sott’acqua. E’ successo stanotte verso le undici. Il bel risultato lo abbiamo visto questa mattina. L’acqua è salita di circa mezzo metro in piazzale San Lorenzo, giungendo a lambire l’atro della scuola e la palestra. Naturalmente fango e detriti sono sparsi dappertutto: nel bocciodromo, nel geodetico, sul campo da tennis, nell’antica cappella che proprio venerdì era stata riordinata. dopo l’utilizzo per una mostra su San Colombano abate durante l’Expò. .

E come nel novembre scorso, nuovamente  a rimuovere sterpi, fogliame e pezzi di legno portati dalla corrente, e il tanto  fango depositatosi ovunque.  Allora era intervenuta anche  la Protezione Civile, ma adesso a fare i più urgenti interventi prima che il fango si indurisca, sono i volontari del paese e della “Calvarese” , e nella Cappella due “volontarie”, encomiabili e sole.

Questa nuova alluvione non era attesa, perché il Lavagna nei giorni scorsi si trovava praticamente in secca. Ma la pioggia insistente caduta ieri sera soprattutto nell’alta Fontanabuona non solo ne ha fatto crescere il livello ma ha anche trascinato a valle l’enorme quantità di ghiaia che le ruspe avevano nei mesi scorsi rimosso dal greto e accumulato lungo le sponde appena a monte di Calvari, nei pressi di Piandeiratti..

“E’ questa la causa della nuova inondazione” – dicono Piero, Sandro, Davi, Ambros, Paolo e tutti coloro che si sono rimboccati le maniche e messi gli stivali per affrontare questo imprevisto evento.  E hanno ragione sicuramente perché era più che evidente che la ghiaia smossa sarebbe stata trasportata verso Calvari dalla prima piena e che avrebbe contribuito ad innalzare, proprio in corrispondenza di Calvari, il livello del letto del fiume.  “Un lavoro inutile e dannoso – aggiungono – quello che quest’estate è stato fatto a Piandeiratti con il lavoro di un mese di ruspa, e tutto perché la legge vieta di portar via la ghiaia. Ma depositarla ai lati è peggio, perché il fiume quando ingrossa se la porta via”.

“Non più tardi di un mese fa – dice Renato Lagomarsino, che conosce il Lavagna come casa sua – avevo scritto una lettera a Toti, il neo-presidente della Regione, facendo presente quanto sarebbe potuto succedere se non si fosse provveduto tempestivamente ad eliminare tutte le cause che determinano l’inondazione della parte bassa di Calvari. Perché oltre alla ghiaia di Piandeiratti ve ne sono altre di cause, prima di tutto l’abbondante e rigogliosa  vegetazione cresciuta nel greto su una specie di lunga “isola” poco dopo la confluenza del rio Carnevale, che modifica l’andamento della corrente di piena provocando estesi accumuli di ghiaia in punti del fiume dove non ce ne sono mai stati, come a monte del ponte di Calvari, proprio di fronte alla zona degli impianti sportivi e della cappella”.

“Toti – aggiunge Lagomarsino –  aveva promesso durante la campagna elettorale, e lo ha ribadito anche successivamente, che avrebbe fatto di tutto per ottenere il benestare a dragare i corsi d’acqua, laddove necessario,  per evitare che l’eccessivo innalzamento del greto possa essere causa di inondazioni.  Mi era parsa un’intenzione saggia e c’è da augurarsi che riesca ad ottenere la modifica di una legge che non può andar bene ovunque. Quanto è successo questa notte  a Calvari è la prova che prima di applicare una legge bisognerebbe sempre poter applicare il buon senso, senza per questo essere sanzionati o condannati”.

Sede del Lascito Cuneo, Calvari

Sede del Lascito Cuneo, Calvari

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