Published On: Lun, Ott 28th, 2019

CambioVia: nuova politica per lo sviluppo agrario in Liguria: km 0, e non solo.

Regione Liguria ha partecipato a Santo Stefano d’Aveto alla festa della Transumanza per presentare il progetto CambioVia Cammini Biodiversità Valorizzazione Itinerari e Accessibilità della Transumanza.

Cambio Via è un progetto finanziato per 2.300.000 € dal Programma Marittimo Italia – Francia. Capofila è Regione Liguria e partner la Regione Toscana, Regione Sardegna, Collectivité de la Corse. In Liguria sono coinvolti i Parchi naturali, l’Università, le comunità del territorio, l’Istituto Zooprofilattico, l’Arpal, le associazioni di categoria.

CambioVia si occupa di transumanza e di zootecnia di montagna; della fatica di allevare animali e mantenere i pascoli; della qualità del latte di animali liberi di nutrirsi delle erbe in pascoli ad alta qualità ambientale; della biodiversità dei prati dei nostri monti e dei sapori che sono capaci di trasferire alla carne, al latte e ai formaggi; di modelli integrati di economia montana: allevamento, produzione, turismo; di consumatori sempre più attenti, ma anche di produttori ancora in difficoltà nell’organizzazione, nel marketing, nella rete di vendita, nel difficile confronto con la burocrazia.

CambioVia guarda alla formazione per vecchie e nuove generazioni di agricoltori, allevatori e operatori turistici. Prevede corsi professionali dedicati al marketing territoriale, percorsi universitari specifici per un’agricoltura di qualità; non solo scienze naturali e tecniche agronomiche, ma anche scienze economiche, design, processi di filiera, accoglienza. Prefigura una cultura imprenditoriale dell’alta e altissima qualità ambientale, capace di riconoscere i valori, capitalizzarli, organizzarne la filiera.

CambioVia vuole promuovere un modello economico per l’entroterra basato sui suoi valori sociali ed ambientali; valorizzare i prodotti tipici, i luoghi di produzione e gli itinerari collegati per raggiungere mercati dell’alta e altissima qualità; costruire relazioni virtuose e reti con le aree urbanizzate e i consumatori più attenti; offrire  motivi di attrazione turistica e di fruizione naturalistica e culturale. Vuole un riscatto culturale, economico e sociale delle comunità locali dell’entroterra.