Published On: Mer, Mar 8th, 2017

Canepa contro Levaggi sul controllo dell’accattonaggio

Il consigliere comunale di Partecip@ttiva, Giorgio Canepa, commenta un’ordinanza dell’Amministrazione di Chiavari:
Recentemente il Sindaco Levaggi ha “rinnovato” l’ordinanza relativa all’accattonaggio ed alla mendicità, con tutta una serie di disposizioni, in particolare con la sanzione amministrativa. Già nel 2014, quando era stata fatta la prima ordinanza, avevo ribadito che il solo firmare un documento e poi pubblicarlo a termini di legge” non e’ sufficiente a combattere certi fenomeni. Il fenomeno in questi ultimi due anni invece di essere arginato si e’ ulteriormente ampliato ed intensificato. E che il controllo sia stato quasi inesistente lo posso dire a ragion veduta: prevedendo questa mossa di Levaggi, mi sono procurato i dati relativi al 2015 con ben 20 verbali, poi ridotti a 3 nel 2016 (almeno questi sono quelli che sono stati forniti su mia richiesta dalla polizia Locale). Ovviamente nessuno ha mai pagato la sanzione, ed a mio parere le stesse persone sanzionate hanno continuato tranquillamente non solo a chiedere l’elemosina ma anche ad importunare i Cittadini. Dopo questa “riedizione” dell’ordinanza, si e’ notata una riduzione del fenomeno per un brevissimo periodo, ma subito dopo siamo gradualmente tornati ai livelli di prima: ricominciando a frequentare prima le zone più marginali e meno visibili del centro storico, via via le strade di Chiavari si sono nuovamente riempite di persone che chiedono l’elemosina. Ho notato che nel comunicare alla stampa questa ordinanza, Levaggi ha ripreso alcuni dei punti che io avevo citato nel mio precedente comunicato del 17 Ottobre 2014 (in allegato): se veramente il Sindaco si trova d’accordo con alcune delle mie osservazione e se veramente le vuole attuare, mi domando perché non lo abbia fatto prima … Ed ora Levaggi continua con queste manovre di “fumo negli occhi” per i Cittadini, mirando ad un consenso per le prossime elezioni. Speriamo che i Chiavaresi valutino con attenzione questi comportamenti “di sola facciata” di Levaggi e di tutta la sua corte.