Published On: Mar, Mar 26th, 2019

Cantieri navali: Francia e Cina costruiranno 10 portacontainer. All’Italia e a Fincantieri restano le briciole?

Alla fine, l’Italia e la Cina hanno sottoscritto un accordo da 3 miliardi di euro, inclusa la vendita di tarocchi siciliani e la cessione di quote di sovranità per le infrastrutture strategiche (ma non erano sovranisti? Non sono quelli di “prima gli italiani”?).
Parliamo della cessione di quote non marginali del porto di Savona (già in buona parte in mano cinese), di Genova, Trieste e forse altri.
In Francia invece, la Cina ha avviato la procedura di acquisto di 300 Airbus, per un totale di 30 miliardi.

La Cina concederà alla Francia l’uso di immagini satellitari della sua società
Twenty First Century Aerospace Technology & Company Ltd.
Altro business riguarderà le centrali nucleari e gli idrocarburi (EDF e China Energy investment). Cooperazione franco-cinese anche nell’esplorazione lunare. Ma soprattutto nel settore navale.
Diciamo che i contratti di Parigi potrebbero valere 50 miliardi, il tutto col placet tedesco (la Germania deve farsi perdonare l’aver imposto alla UE il suo Nord Stream 2, il gasdotto sottomarino che –senza l’opposizione del governatore Emiliano e degli ulivicoltori pugliesi– bypassa la Polonia, portando il gas russo fino alla Baviera). Noi -oltre alla TAP, ci stiamo perdendo anche il gasdotto EastMed.

Altra nota dolente per l’Italia “sovranista” è il piano di canterizzazione siglato tra Cma-Cgm e la China State Shipbuilding Corporation. Si tratta di una spesa di 1,2 miliardi di euro per dieci navi super portacontainer (15.000 container ciascuna).
In questo caso risulta anche più evidente il piano geopolitico in atto, che riguarda la disconnessione sempre più evidente della UE dal Patto Atlantico e dal commercio atlantico, già segnato in maniera inequivocabile dal Niet europeo al progetto di commercio tra UE e Nord America di Obama.
Per esempio, le navi saranno almeno in parte costruite nei cantieri di Saint Nazaire, finora negati a Fincantieri dal “non sovranista” Macron.
Inoltre, si tratta di uno schiaffo pesante agli alleati politico-commerciali degli USA nell’Estremo Oriente: Sud Corea e Giappone. Basterà riportare la tabella dei principali costruttori di portacontainer mondiali:

Insomma, la questione non è quella di Francia sì o Francia no. Ma riguarda semplicemente ciò che noi in Italia sappiamo ancora combinare.