Published On: Mar, Ago 13th, 2013

Caos nella pesca, tra eccesso di leggi e regolamenti

Nota del consigliere di minoranza di Sestri Levante Marco Conti (Popolo per Sestri), su un argomento che comunque interessa tutta la fascia costiera della Liguria. Conti sotiene che la nuova legge regionale penalizza i pescatori dilettanti e chiede al Comune di una delle due flottiglie da pesca più grandi del Tigullio (l’altra è quella di Santa Margherita ligure) di farsi portavoce del malcontento delle associazioni presso l’ Assessore Giovanni Barbagallo

Si parla di crescita del fenomeno della pesca non professionale illegale. Il rischio è considerare il ragazzino che pesca con un arpioncino (due sono stati multati di migliaia di euro nel porto di Sestri a luglio, quasi fossero rei di colpe gravissime) alla stregua del peschereccio spagnolo che due anni fa faceva strage di tonni fuori dalle nostre acque territoriali, o alla stregua dei turisti che si attrezzano con dei palamiti sulla barca e sono capaci di prendere tonni da 70 chili, palamite e altri pesci senza pagare dazio alcuno (mentre sui pescherecci professionali ormai ci sono delle quote giornaliere pazzesche, è obbligatorio tenere un giornale di bordo in tempo reale, segnando con l’iPad tutto ciò che succede (Per esempio: “Ore 15, la barca sta affondando, e io sto scrivendo questa stron..ta, per obbligo di legge, invece di lanciare l’SOS o mettere in mare la scialuppa…”). A proposito di leggi deficienti o meno: in Italia c’è la moda di utilizzare come cassetta per i pesci le inquinatricissime cassette di polistirolo, che durano al massimo poche pescate, e poi si distruggono e si trovano ormai in tutto il mare sotto forma di micropalline di polistirolo che finiscono nelle pance dei pesci e dei cetacei. Erano infinitamente migliori le cassette di legno di pioppo coltivato, oppure è molto migliore il sitema in uso in Francia, dove si usano cassette di plastica dura e soda, che si possono riutilizzare all’infinito (con un costo infinitamente minore: si calcoli che un peschereccio da lampara può prendere anche 500 cassette di acciughe per notte.). Per non parlare dell’alto costo del carburante.

Scrive Conti:

“Ritengo che occorra analizzare in maniera piu’ approfondita il fenomeno in quanto risulta difficile credere che il pescatore “ dilettante”, cioè il pescatore che esercita la pesca sportiva e ricreativa possa ricadere in  tale casistica ed essere ricompreso nella ben più vasta area  dell’esercizio della pesca non professionale; detto in parole povere è difficile che la pesca con i tre ami consentiti  possa configurarsi quale concorrenza illegale alla pesca professionale.
A mio parere ogni caso segnalato deve essere oggetto di analisi al fine di poterlo correttamente catalogare tra uno dei seguenti:

1 – Pescatore che esercita la pesca e vendita del pescato con continuità e con attrezzature professionali ( barca, palamiti con numero rilevante di ami, ed altre attrezzature di valore rilevante); in questo caso saremo di fronte ad un pescatore professionista non in regola dal punto di vista fiscale e contributivo e da perseguire anche per evasione contributiva e fiscale.

2 –  pescatore che esercita la pesca con attrezzature a lui consentite ed effettua la vendita del pescato in modo occasionale, sanzionabile esclusivamente ai sensi del D.P.R. 1639/1968.

Ovviamente attribuire la qualità di pescatore sportivo, a chi si trova nel primo caso appare decisamente una forzatura.
Per quanto riguarda la pesca subacquea si riscontra la necessità di correggere l’art. 129 del dpr 1639/1968 ove prevede che tale esercizio debba esercitarsi a distanza non inferiore a 500 metri dalle spiagge frequentate dai bagnanti. Nella nostra regione d’estate tutta la costa è frequentata dai bagnanti e ciò rende di fatto impossibile l’esercizio della pesca subacquea.  L’irrazionalità della norma appare ancor piu’ evidente se si pensa che la caccia si puo’ esercitare a distanza non inferiore a 100 metri da abitazioni e strade ed un fucile da sub ha una gettata di circa tre metri.
Considerato il potenziale distruttivo della pesca a strascico ( è la prima pesca che si vieta nelle aree protette), e dell’altissima percentuale di rigetto a mare del pesce sottomisura ormai morto, sarebbe necessario applicare  un sistema di difesa delle fasce costiere entro la batimetrica dei 50 metri mediante barriere fisiche (relitti o manufatti in cemento) per impedire la pesca illegale sottocosta.
In ordine alle problematiche sopraesposte è mia intenzioni presentare in tempi brevi delle osservazioni da sottoporre all’ Assessore Regionale Barbagallo e al Consiglio Regionale. Auspico che anche il Sindaco Valentina Ghio si faccia portavoce delle preoccupazioni delle associazioni dilettantistiche”.

Risultati della pesca: plastica in mare

Risultati della pesca: plastica in mare

manifestazione regionale pescatori corteo a genova

Displaying 13 Comments
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  1. Giuppino ha detto:

    Fermare immediatamente e per periodo non inferiore a tre anni:
    Pesca strascico – uso di palamiti – fermo pesca dell acciuga.
    A livello professionale aprire al tonno rosso (c’è pieno) ma solo con canna da pesca;

    A livello sportivo abolire l uso del palamito. Consentire l’ Uso di una sola canna a testa. Abolire le gare di pesca in apnea.

    Regolamentare i divieti di pesca secondo i periodi di riproduzione delle specie e non a brettio!!!

  2. L'ase ha detto:

    Marcello,ha mai sentito parlare di boa segna sub? Sono molto rari i pescatori subacquei che la usano. Con tale prudenza,tutti i suoi calcoli ed accorgimenti risulterebbero inutili. Tenuto conto,altresì,che il mare é di tutti e non solo per certe categorie.

  3. Marcello.l ha detto:

    Cari lettori, vi scrivo per esperienza personale in qualità di pescatore subacqueo.
    Presumendo che il fucile sia in acqua la gittata massima e di 7 metri fuori dall’acqua senza legatura ca. 50 metri. Per cui ritengo assurde le normative vigenti in quanto un natante motorizzato che potrebbe essere letale per un bagnante deve mantenere solo 50 metri di distanza ! Assurdo. Ritengo che in Liguria vi debbano essere zone e tratti di mare dedicate a tale sport, dove il pescatore possa tranquillamente pescare senza incappare in sanzioni assurde e senza rischiare la vita per due o tre pesci.

  4. giuppino ha detto:

    x zack

    se lei fa pesca subacquea sa bene che nessuno rispetta i 500 metri perchè praticamente impossibile…il rovescio della medaglia è che chi fa controlli lo sa benissimo e la mole di sub sotto punta manara, al di fuori della zona di balneazione, ne è un chiaro esempio!! una distanza di 200 metri sarebbe accettabile?? Beh, credo che si sbaglia!! Le distanze andrebbero rimodulate in base al tipo di costa…l’adriatico non è come il tirreno e via dicendo!!

  5. zack ha detto:

    Possiamo scambiarci simpatici punti vista, ma da 500 metri di distanza quando sei sulla superfice del mare non vedi neppure se c’è un bagnante sulla spiaggia.
    Non ho certo ipotizzato poi di poter nuotare tra subacquei armati.
    Sarebbe auspicabile l’emanazione di norme piu’ armoniche, forse 200 metri potrebbe essere la distanza giusta.
    Di sicuro non si capisce se a meno di 500 metri dalle scogliere frequentate dai bagnanti si possa pescare o meno, se non si puo’ mi spiegate cosa ci fa un sub in apnea a 500 metri da punta Manara? Pesca a galla o viene travolto dai motoscafi?

  6. Gatto nero ha detto:

    Amico Giuppino,in Italia anche I ciechi ci vedono bene,e I mutilati corrono con le proprie
    gambe,e guidano l’auto,ma vorrei sapere di chi e’ la colpa? Con quello che costano adesso i pesci come fanno a lamentarsi?

  7. giuppino ha detto:

    Dimenticavo….in foto il terzo pescatore da sx gode di alloggio popolare a portobello gira in audi a3 nuova e possiede un gommone…non direi che sono elementi per dire che muore di fame!! ma in italia accade anche questo!!

  8. giuppino ha detto:

    X zack
    se ti fai un giro di sera proprio x riva trigoso ne vedrai più di uno con 5 canne!!
    Se la norma sulla caccia è degna del burundi col fucile non ci puoi stare xchè ci sono i bagnanti.. vorrei veferti a nuotare tra 4 sub armati di fucile carico….fantozzi non era poi così tragico anzi ci aveva visto lungo già nel ’70!!

  9. Mykros ha detto:

    Da qualche tempo si vede un rigiro di pescatori molto maggiore del solito entrare e uscire dalla Capitaneria di Porto. Forse è la volta che si muove qualcosa?

  10. zack ha detto:

    Alzi la mano chi ha mai visto un pescatore con 5 canne in pesca tutte insieme.
    Parliamo invece di reti da posta che restano in mare per settimane, che partono dagli scogli senza boe di segnalazione, giusto a Riva Trigoso ci sono specialisti di queste tecniche.
    Giusto proibire i 200 ami dei palangari, giusto difendere la costa dalla pesca a strascico, questa norma basterebbe per ricreare un habitat che garantisca una buona presenza di pesce.
    Poi ogni categoria ha le sue pecore nere, dilettanti e professionisti.
    Se poi posso cacciare un fagiano a 100 metri o forse meno se non ci sono strade o case, da una spiaggia frequentata da bagnanti non vedo perchè se sono nell’acqua con un fucilino da sub devo stare a 500 metri….

  11. GIUPPINO ha detto:

    …….resta inteso che i danni dello strascico non sono da meno….ma non proponga di difendere o tutelare le ass.ni dilettantistiche….ben 7 solo su riva trigoso….che tutto sono, tranne che dilettantistiche!!

  12. GIUPPINO ha detto:

    x conti: lei di pesca “non professionale” non ci capisce nulla ed il punto n°2 è la prova tangibile che dovrebbe occuparsi di altro….la regola dei 3 ami è nei suoi sogni….piuttosto sono permesse 5 canne da pesca per ogni sportivo e palangaro con massimo 200 ami…non le sembrano sufficienti per distruggere l’habitat….il paragone sull’uso del fucile subacqueo con la caccia è semplicemente da ignoranti!!

  13. JACK ha detto:

    Bravo Conti, piuttosto, come va’ la cementificazione di stampo cattocomunista dietro la Chiesa di Pila? Intendo dire quella dove avete presenziato alla posa della prima pietra…

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