Published On: gio, Mag 17th, 2018

Capurro: «Musei e opere fantasma, quattro anni persi. Solo danni dall’esubero di fondi del sindaco Bagnasco»

Da Armando Ezio Capurro riceviamo il testo della seguente interrogazione protocollata presso il Consiglio Comunale rapallese:

Inizio da oggi una serie di interrogazioni per ricordare al sindaco Carlo Bagnasco, il sindaco che a ogni intervento ribadisce che lui fa «cose che nessuno ha mai fatto», le cose che avrebbe dovuto fare e che non ha fatto e non farà più, visto che il suo mandato sta finendo.

Che ci fosse qualcosa di strano nei Musei, lo avevo capito la settimana scorsa quando il sindaco mi chiedeva notizie di un quadro donato al comune di Rapallo durante la mia amministrazione e di cui si erano perse le tracce: alla sua domanda ho risposto di chiedere alla dottoressa Rum, vera esperta del settore, che era la direttrice dei musei negli anni 2004-2006 e che poi è stata revocata!

Questa è una delle cose che nessuno ha mai fatto: distruggere i musei costruiti nel tempo dalle amministrazioni precedenti.

Basta leggere i quotidiani di oggi con l’intervista di Alessandra Cabella, responsabile della Sovrintendenza per la tutela storico-artistica del Levante genovese, «lasciare chiuso un museo significa farlo morire», per avere conferma che Carlo Bagnasco non solo non ha mantenuto quanto scritto nel 2014 nel suo programma di governo, ma ha rovinato quanto di buono c’era, ovvero il Museo del Merletto a villa Tigullio: vederlo, scrive un quotidiano genovese, «è una missione complicata», domenica è chiuso, lunedì pure, martedì, mercoledì, venerdì dalle 14 alle 18! Peggio va al museo Gaffoglio: chi vuole visitarlo deve prenotare!

A questo punto è opportuno ricordare quanto scritto nel programma di Bagnasco approvato 4 anni fa con delibera di giunta numero 1 del 24 giugno 2014: tra gli INTERVENTI DA REALIZZARE SUBITO «L’avverbio SUBITO e il suo senso di immediatezza rappresentano la chiave del nostro programma, una serie di interventi da realizzare subito», a pagina 10 della del programma da realizzare subito c’è scritto: «CULTURA Per rilanciare il turismo cittadino puntiamo in maniera decisa sul richiamo degli avvenimenti culturali. Riteniamo sia necessario un cambiamento nella gestione di strutture fondamentali come l’Antico Castello, l’Auditorium delle Clarisse con il Museo Gaffoglio, Villa Tigullio con l’annessa biblioteca e il Museo del Merletto e Villa Queirolo con ‘Accademia Culturale. Non ha senso possedere una struttura di enorme qualità come il Castello e poterla sfruttare soltanto poche ore alla settimana […] Così come non ha senso sotto-utilizzare un gioiello come le Clarisse […] Villa Tigullio deve essere pensata come polo turistico-culturale, sede di museo e di eventi, con il parco adiacente che deve tornare ad essere un teatro all’aperto.»

Visto quanto sopra, chiedo al sindaco

  • quale arco di tempo attribuisce alla parola subito: un anno, un quinquennio, un decennio… un secolo;
  • se non pensa di scusarsi con i cittadini per le cose dette e non mantenute nonostante la grossa disponibilità di risorse finanziarie, come dallo stesso dichiarato nel consiglio del 12 marzo 2018 circa l’esubero di soldi del comune: «il Comune di Rapallo non ha bisogno di soldi […] un’Amministrazione che ha 40 milioni di bilancio […] 200.000 euro; ma non un’Amministrazione che ha 40 milioni di bilancio e sta facendo opere per 20 milioni e stiamo parlando di 200.000 euro, ma di cosa parliamo?»

Armando Ezio Capurro