Published On: Lun, Mar 19th, 2012

Carannante: “Rapallo deve rifiutare l’IMU” e “basta regali alla Curia”

Andrea Carannante

RAPALLO. Ennesima affermazione in grado di suscitar scalpore da parte di Andrea Carannante, candidato sindaco del Partito Comunista dei lavoratori. Mentre il Consiglio comunale approvava il bilancio preventivo di spesa 2012 (in cui figurano i proventi della nuova imposta sostitutiva all’ICI), Carannante affida ad un comunicato stampa la sua netta contratrietà all’IMU sulla prima casa.

Tutti i candidati in giro fra Via Mameli, Piazza Cavour, e Via Mazzini, tutti a dire che questa volta ci vorrebbe un cambiamento, ripetendo a pappagallo e senza proporre qualcosa di veramente diverso, la lezioncina elettorale.

Siamo noi anche questa volta a chiedere ai candidati se sono d’accordo ad abolire il finanziamento pubblico di scuole private, laiche o confessionali, devolvendo le risorse così risparmiate all’istruzione pubblica e agli asili. I nuovi eletti se vorranno stare dalla parte del cittadino dovranno opporsi al finanziamento regionale delle cliniche private, a vantaggio della sanità pubblica e della cancellazione dei tickets. Tutti i servizi sociali devono essere pubblici, sotto controllo sociale. Tutte le aziende e servizi privatizzati a Rapallo in tanti anni, vanno recuperati al controllo pubblico.

Un Sindaco dalla parte del cittadino dovrà rifiutare l’applicazione dell’Imu sulla prima casa popolare di abitazione (tanto più insopportabile per chi sta pagando mutui da rapina), e applicare un prelievo progressivo sulle seconde e terze case.

Del resto non ci illudiamo siamo ancora oggi in attesa della risposta alla nostra domanda di abbattere i privilegi istituzionali di sindaco, assessori, consiglieri e dirigenti del Comune. Le risorse ci sono e sono anche cospicue , così liberate dovranno partecipare al finanziamento di un salario sociale ai disoccupati in cerca di lavoro“.

E rimanendo in tema di gestione finanziaria, questa mattina si scaglia contro ai fondi destinati alla Curia: “forse non tutti i cittadini di Rapallo sanno che le istituzioni pubbliche dirottano alla Curia, somme di denaro sottraendole ai bilanci pubblici; alcuni di questi finanziamenti sono noti, seppur superficialmente, come l’otto e il cinque per mille. Altri sono invece ignoti ai più. Tra questi ultimi spicca una tassa occulta che una legge dello Stato prevede possa essere stornata a vantaggio delle Opere relative a chiese ed edifici per servizi religiosi e delle Opere relative a centri civici e sociali – attrezzature culturali e sanitarie, categoria in cui si annidano numerose presenze confessionali. Si tratta di una fetta degli oneri di urbanizzazione secondaria che i Comuni italiani, a discrezione, regalano alla Chiesa Cattolica, talvolta anche ad altre chiese, sottraendo così fondi spesso di vitale importanza per servizi pubblici quali asili nido, edilizia scolastica, servizi sociali“.

Carannante, con riferimento ad una sentenza del 2004 espressa dal TAR della Toscana, sottolinea come i Comuni non siano affatto obbligati a tali versamenti. “È dunque solo una scelta degli amministratori pubblici beneficiare le confessioni religiose di finanziamenti che potrebbero invece essere indirizzati a vantaggio di tutti i cittadini, compresi coloro che in tali confessioni non si riconoscono“. Annuncia di voler presentare una richiesta di accesso agli atti per sapere quanto il Comune di Rapallo ha erogato e propone al prossimo Consiglio Comunale di deliberare “che, la percentuale degli oneri di urbanizzazione secondaria da destinare per “le chiese e gli altri edifici per servizi religiosi” sia pari a zero, destinando il risparmio così ottenuto alle altre voci previste dalla legge , riducendo così le tasse comunali, come ad esempio l’addizionale irpef (che tuttavia, proprio ieri, il sindaco Mentore Campodonico ha ricordato essere pari a zero)”.

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