Published On: Ven, Feb 17th, 2017

Carnevale a Sestri levante: tutti gli eventi. Significato e origine della festa

Carnevale a Sestri levante: di seguito gli appuntamenti. In basso, una nota sulla sua origine e significato.
Il primo appuntamento del “Carnevale Sestrese” è fissato per domenica 19 febbraio, alle 15, in piazza Matteotti: spettacoli di giocoleria, musica e un concorso per i gruppi mascherati che sfileranno in piazza nel corso del pomeriggio.
Sabato 25 febbraio, alle 15, a San Bartolomeo della Ginestra, il “Carneval Rio de Ginestra” con musica, giochi a squadre e 3 pentolacce pronte per essere rotte dai bambini che parteciperanno alla manifestazione.
Domenica 26, anche in questo caso alle 15, nei giardini di via Brin, “Carnevale du Bagnun” con musica, dolci, rottura della pentolaccia e divertimento per tutta la famiglia.
Martedì 28 febbraio, alle 15, al parco Mandela, festeggiamo insieme il Carnevale con giochi, balli di gruppo, la pentolaccia e una merenda tutti insieme.
I festeggiamenti si chiudono con l’inizio di marzo: sabato 4 marzo, alle 15, sul piazzale della chiesa, “Carnevale a Trigoso”, mentre domenica 5 marzo, sempre alle 15, nel quartiere della Lavagnina, “Carnevale alla Lavagnina”, con sfilata delle maschere lungo le vie del quartiere, concerto della Filarmonica, esibizione degli sbandieratori “Sestieri di Lavagna”, spettacoli di giocoleria, tre pentolacce,
musica e merenda per tutti.

Origini e significato del Carnevale

Il nome ha origine in “carne levare”, perché dopo il Martedì grasso inizia la Quaresima col Mercoledi delle Ceneri, in cui ci si asteneva dalla carne.
Citiamo di seguito alcune frasi tratte dal sommo testo di James G. Frazer “Il ramo d’oro” (Boringhieri):
“Molti popoli solevano osservare ogni anno un periodo di licenza, in cui si mettono da parte tutti i freni della legge e della moralità, in cui tutti si abbandonano alla più stravagante allegria e in cui le più tenebrose passioni trovano uno sfogo…”
[La festa dei Saturnali a Roma commemorava] “…l’allegro regno di Saturno, dio della semina e dell’agricoltura, giusto e benefico re d’Italia e del mondo. Egli raccolse i rozzi e sparsi abitatori delle montagne, insegnò loro a lavorare la terra, stabilì le prime leggi e governò sempre in pace. Il suo regno era la favolosa Età dell’oro: la terra produceva abbondantemente i suoi frutti; nessun suono di guerra o discordia turbava la felice serenità del mondo; nessun funesto amore di lucro travagliava come un veleno il sangue degli industriosi e felici contadini. Schiavitù e proprietà private erano ignote.”
Nella festa che nell’antica Roma celebrava l’Età dell’oro lo schiavo poteva burlarsi del suo padrone, ubriacarsi come i suoi superiori, sedersi a tavola con loro senza ricevere un solo rimprovero per i suoi atti. I padroni anzi servivano i servi a tavola… Uno degli schiavi prendeva il titolo di re e poteva dare ordini.
Il mito del carnevale era anche legato alle feste dello spreco, in cui venivano consumati i beni in eccesso, in Egitto o nel potlac atzeco in Messico (vedere “La parte maledetta” di Georges Bataille).

Il carnevale quindi fa parte dei riti di rinascita (produzione di beni) e morte (invernale), ed è legato al sacro. Il re dei Saturnali in alcuni casi veniva sgozzato e sacrificato alla fine delle feste. Il concetto è che la produzione di ricchezze sia -nell’archetipo umano- qualcosa di attinente a una “parte maledetta”, a un “peccato”. Tracce di ciò sono rimaste -oltre che nelle religioni- anche nel luddismo, marxismo, socialismo utopico e nei movimenti di classe.
. Per questo tutti i riti di fine inverno-inizio primavera erano legati alla licenziosità sacra e a un sacrificio rituale. Per esempio il dio Attis/Adone, legato alla dea della fertilità Cibele, la vergine che partorì Attis senza fecondazione maschile (“virgo intacta” era la definizione della “Grande Madre” Cibele, vedi QUI).

Il tradizionale “Carnevale della Zucca” di Moneglia