Published On: Lun, Feb 13th, 2012

Casarza Ligure, via alla raccolta dell’olio esausto

CASARZA LIGURE. Finalmente pronte le stazioni di raccolta dell’olio esausto. Ogni cittadino può conferire l’olio vegetale recandosi presso i tre punti di raccolta situati in Bargonasco (Piazza Cappelli), Francolano (nei pressi del circolo Arcobaleno) e centro (di fronte alla scuola elementare). L’Assessore all’Ambiente del Comune di Casarza Ligure, Roberto Musso ha voluto sottolineare che attraverso la collaborazione e il contributo dell’Assessore alla Pubblica Istruzione, Mirella Biasotti, sono stati coinvolti in questa iniziativa circa 400 studenti delle scuole elementari e medie dell’Istituto comprensoriale “De Andrè”. Durante la Fiera di San Michele, lo scorso settembre, erano state distribuite circa 400 brocche per la raccolta dell’olio alimentare esausto, una per ogni studente. Attraverso questo gesto simbolico l’amministrazione comunale vuole continuare a collabporare con i ragazzi delle scuole, perchè una corretta politica ambientale non può prescindere dal coinvolgimento delle nuove generazioni.

L’olio costituisce un ingrediente fondamentale della nostra cucina; gli italiani, per condire le pietanze e per friggere, consumano annualmente circa 1.400.000 tonnellate di olii vegetali (circa 600-700 mila tonnellate di olio di oliva ed altrettante di olio di semi), che devono essere smaltite. La maggior parte di noi è solita versare nel lavandino della cucina – o in altri scarichi della casa – l’olio utilizzato per friggere, ignorando le ripercussioni sull’ambiente di quest’ abitudine. Si è calcolato che ogni anno attraverso le reti fognarie finiscono nell’ambiente ben 800.000 tonnellate di olio fritto.

L’olio da cucina esausto è un rifiuto che, se disperso nell’ambiente, comporta gravi danni: nel sottosuolo forma uno strato sottile attorno alle particelle di terra e impedisce alle piante l’assunzione delle sostanze nutritive; versato in acqua, un solo litro d’olio è capace di formare una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio riducendone pericolosamente l’ossigenazione e di rendere non potabile un milione di litri d’acqua (più o meno il consumo di acqua di un individuo per ben 14 anni); in mare forma un velo sottilissimo che impedisce la penetrazione in profondità dei raggi solari con gravi conseguenze per l’ambiente marino.

Versare l’olio esausto nel lavandino provoca gravi danni all’ambiente. Peraltro, anche dove esistono impianti fognari adeguati, lo smaltimento di queste enormi quantità di residuo oleoso può pregiudicare il corretto funzionamento dei depuratori.

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