Published On: Mar, Feb 14th, 2012

Casarza: raccolta condominiale dei rifiuti umidi. Energia dalle potature

Casarza contro l'inquinamento

Casarza si conferma all’avanguardia nella ricerca di soluzioni ambientali e urbanistiche efficaci.
Il comune guidato dal sindaco Claudio Muzio ha una percentuale di raccolta differenziata tra le più alte nel Tigullio e in Liguria. Adesso si passerà alla raccolta condominiale dello scarto umido della spazzatura familiare, in appositi spazi condominiali. Personalizzazione delle quantità, per ottenere sconti e agevolazioni, e possibilità di utilizzare liberamente il concime ricavato.

Per aree con un grande patrimonio boschivo, come quelle della Val Petronio (Casarza e Castiglione Chiavarese) e di Moneglia, diventa una straordinaria occasione la possibilità di trasformare gli scarti agricoli in elettricità, invece di mandarli (letteralmente)  in fumo.
Bruciare (senza ossigeno e quindi senza fumi) i residui delle potature di viti e ulivi, e ammortizzare l’investimento in soli 3 anni, invece che in 11 anni come nel fotovoltaico, può diventare un’opportunità straordinaria.
Ecco in sintesi di cosa si tratta.

ENERGIA DALLE POTATURE
Il Texas dei petrolieri Bush è diventato la capitale della produzione eolica. La Germania progetta di creare una foresta di pannelli
solari nel Sahara
.
Ma la ricerca più interessante riguarda la produzione di energia dalla spazzatura: per esempio in Canada la Enerkem promette di ottenere da 115.000 tonnellate di rifiuti biocarburante per 400.000 veicoli.
In Italia tra il 1935 e il 1950 la mancanza di petrolio fu risolta utilizzando dei tronchetti di legna -tramite una caldaia imbullonata sulla carrozzeria- che producevano gas per il motore di bus, auto e camion. Era il così detto gasogeno o gassogeno, di cui si è smarrita la memoria storica.

Il sistema più performante prevede l’estrazione di  metano da centrali a biomassa, da utilizzare successivamente come carburante o nella produzione di elettricità.

Produrre energia da vite e ulivi

In Scozia si sono investiti milioni di euro per produrre elettricità con gli scarti dell’orzo utilizzato nelle distillerie di whisky.
In Italia invece dormiamo, anche senza whisky. Eppure gli scarti lignei della produzione agricola sono una quantità enorme, ed è una vergogna continuarli a bruciare nell’atmosfera, senza utilizzarli come fonte di energia.

Nella Franciacorta negli ultimi dieci anni sono state plantumate 100.000 piante di ulivo. Ogni ulivo produce una trentina di chili di potatura all’anno. Se le ramaglie non vengono bruciate producono malattie fungine, così si brucia il tutto, e via con i Protocolli di Kyoto… Poi ci sono gli scarti dei frantoi. Nella stessa zona 2300 ettari di vigneti producono 120.000 quintali di ramaglie
di potatura ogni anno.  Nel solo comune di Trento si tagliano nei parchi 3000 tonnellate di rami.

I microgassificatori

La soluzione individuata dalla All Power Labs presenta molte novità interessanti, dal momento che si rivolge direttamente all’azienda Agricola o al Comune che vuole produrre ricchezza dai suoi parchi.

•             ogni contadino ne potrà avere uno e lo potrà usare per trasformare le proprie scorie vegetali (incluse le foglie delle pannocchie e una frazione di umido) in energia da utilizzare per l’auto o il trattore elettrico, o per rivenderla in rete, ottenendo in più come scarto del biocarbone (biochar  o  terra preta) da restituire alla terra;

•             ogni piazzola di raccolta rifiuti (CRZ) ne potrà avere uno per ridurre la massa e il volume del rifiuto vegetale legnoso di parchi e giardini, l’energia elettrica potrà essere immessa in rete e il biocarbone potrà essere usato per assorbire gli odori della frazione dell’ “umido” che andrà nelle centrali di biogassificazione, assieme al letame e ai liquami umani, producendo altra energia
elettrica tramite batteri”.

La pietra di volta nell’utilizzo degli scarti di legno è la pirolisi, che consiste nel riscaldare gli scarti senza la presenza di ossigeno, sviluppando gas che producono energia tramite un microreattore. In questo modo si ottiene energia elettrica e termica, che può essere utilizzata per il riscaldamento di serre, stalle e case.

In questo modo si può vincere l’onnipotenza della burocrazia, che ha tempi superiori ai 18 mesi per una centrale di medie dimensioni. Inoltre, il contadino ottiene del biocarbone, un formidabile fertilizzante dei terreni, che funzione come volano per la biosfera, come i banchi di corallo nel mare.

Al di là dei benefici ambientali, anche i vantaggi economici dei microgassificatori sono notevoli, rispetto a fotovoltaico ed eolico. Con un investimento iniziale di 40.000 euro, oltre agli allacci e il tempo dedicato alla raccolta degli scarti lignei e a caricare la caldaia, l’impianto si ripaga in 7000 ore di funzionamento, cioè in  tre anni. Il fotovoltaico invece ha un rientro dei costi superiore ai dieci anni.
(Per informazioni: redazione@tigullionews.com oppure business@tigullionews.com . Tigullio news effettua consulenza gratuita per le imprese agricole del Tigullio)

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