Caserma Meattini: la controproposta piace al Sindaco e alla cittadinanza

SESTRI LEVANTE. Una folla gremita e motivata quella che ieri sera ha riempito la sala del centro civico di via Caboto, a Riva Trigoso. L’associazione Punta Baffe Punta Manara   ha esposto la sua proposta alternativa alla delibera regionale del 6 dicembre scorso (vedi questo articolo), che di fatto da il via libera all’ampliamento della caserma Meattini. Assenti i parlamentari e i capogruppi regionali, i soci hanno illustrato il progetto in presenza del sindaco Andrea Lavarello, del vicesindaco Giorgio Calabrò, qualche assessore e consigliere comunale. Tutto ebbe inizio quando nel 2009 la Guardia di Finanza si rivolge al Provveditorato alle opere pubbliche chiedendo un ampliamento funzionale ad esigenze di tipo economico e organizzativo. Nel Tigullio esistono altre due caserme, una a Chiavari e una a Rapallo, ma siccome a Riva Trigoso i militari non pagano l’affitto è naturale che l’aumento di volumi sia stato richiesto in questa sede. “Già in quella fase l’allora amministrazione doveva chiedere ulteriori spiegazioni – spiega Mirco Stagnaro – la sede rivana è già di per sè molto congestionata e vicina ad una zona di pregio”. Nella presentazione del progetto alternativo dell’associazione, supportato a dati tecnici molto specifici forniti sia dal Comune di Sestri Levante che dall’Osservatorio immobiliare ligure, si propone di andare a creare una struttura ex novo in quell’area in cui, già nel 1999, si era votato all’unanimità in consiglio comunale per la creazione della caserma dei carabinieri, 7000 metri quadrati di terreno ceduti ad Arte affinchè realizzasse un edificio istituzionale di due piani, due palazzine per l’alloggio dei militari e una piastra di collegamento con mensa e foresteria, oltre a parcheggi e area verde all’esterno delle strutture. “I vantaggi della delocalizzazione sarebbero numerosissimi anche per la Guardia di Finanza – ha spiegato Paolo Valentino– la caserma sarebbe in posizione centrale ma non congestionata, vicino all’Aurelia e all’autostrada, su un’area che darebbe possibilità di parcheggio ed eventuali ampliamenti futuri”. La sostenibilità della proposta poggia, in caso di trasferimento della struttura, sulla possibilità di vendere la Meattini in regime di libero mercato, trasformandola in complesso residenziale e mantenedone i volumi attuali.

La proposta è piaciuta al sindaco Andrea Lavarello: “il progetto ha un’ottima base di ragionamento e non si discosta molto da quello proposto da noi agli organi competenti  – ha detto il primo cittadino – abbiamo sempre sottolineato che non siamo contrari al mantenimento della caserma, importante per la sicurezza del nostro territorio, ma solo al raddoppio dei volumi”. Perchè allora la proposta di ampliamento era stata parzialmente accettata dall’amministrazione in un primo momento? “La Guardia di finanza inizialmente aveva fatto richiesta di poter essere trasferita nel Cantierino – ha proseguito Lavarello – abbiamo scongiurato questa possibilità affinchè non sfumasse il progetto di riqualificazione del fronte mare”. E l’area di via Terzi? “L’area è vincolata alla costruzione della caserma dei carabinieri ma il 12 agosto scorso è pervenuta una lettera in cui si dice che non c’è più interesse da parte dell’arma a realizzarla”. Tuttavia il percorso non è semplice ed inizia con un ricorso al Tar presentato dal Comune: “dai colloqui emersi con la Guardia di Finanza emerge con insistenza una predilizione per la soluzione di ampliamento della struttura di via Balbi in quanto i tempi sarebbero più certi rispetto alla complessità della questione di via Terzi”.

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