Published On: Dom, Mar 24th, 2013

Che fine hanno fatto le Poste di San Michele?

Rapina ufficio postale di San Michele - Rapallo

RAPALLO. Erano le 8 del nove febbraio scorso quando due rapinatori a volto coperto attesero all’ingresso secondario  l’unica impiegata del piccolo ufficio postale di San Michele minacciandola con una pistola. I due rapinatori, impossessatisi di oltre 20.000 Euro, fuggirono quindi a bordo di uno scooter di colore bianco fino a raggiungere il terzo complice che li attendeva in auto.

Terminati i rilievi della polizia scientifica l’ufficio postale è stato chiuso, ufficialmente per motivi tecnici, come si evinceva dal manifesto affisso in prossimità dello sportello che invitava l’utenza ad avvalersi degli uffici di Via Boccoleri  e Via Toti. Ebbene, da quel maledetto giorno di febbraio la serranda non si è più sollevata.

Raccolte le segnalazioni di alcuni abitanti del borgo, poche settimane or sono, avevamo chiesto lumi sul futuro dello sportello alla direzione postale di Rapallo, ma la non risposta era stata alquanto evasiva: “non possiamo rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti, provate a chiedere all’ufficio di Genova”. Detto, fatto, ma anche dal capoluogo nessuna certezza.

A risollevare la questione è oggi il presidente del Consiglio rapallese Armando Ezio Capurro che scrive a Sindaco, Assessori e Consiglieri invitandoli a voler verificare la situazione e di informare i cittadini.

“A Rapallo – prosegue Capurro – si soffre per mancanza di infrastrutture ( Piscina, Centro Congressi, Spiagge, Asili Nido, Scuole Materne, Tunnel con Santa, Strada di collegamento tra via Milano e il casello, Nuovo fronte mare e nuova passeggiata, Villa Porticciolo non sfruttata adeguatamente, Parcheggi a rotazione) e si paventa il rischio di perdere l’Agenzia delle Entrate, a causa della finita locazione dell’immobile, ed il Giudice di Pace con la chiusura del Tribunale di Chiavari”.

Tra le questioni sollevate da Capurro figura anche l’attuale collocazione della Guardia di Finanza che “continua ad occupare un immobile di prestigio non idoneo per tale funzione” – scrive il professore, sottolineando l’opportunità di studiarne un trasferimento in altra sede al fine di liberare Villa Riva e procedere “finalmente ad un’unica gara d’appalto pluriennale con Villa Porticciolo”.

Non solo, partendo da tale premessa, il presidente del Consiglio invita Costa a fornire un quadro complessivo e definitivo sulla localizzazione futura di tutti gli uffici pubblici, siano essi comunali e non.

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