Published On: Ven, Giu 2nd, 2017

Chiavari dovrebbe gemellarsi con Vannes, Francia. Somiglianze e diversità

Vannes è una città della Bretagna francese singolarmente simile a Chiavari, in Liguria. E’ città più grande, con oltre 50.000 abitanti, ma Chiavari con Lavagna e l’entroterra è simile anche in questo dato.
Gli abitanti si chiamano Vannetais dal nome dei “Veneti” popolo ribelle della Gallia romana, forse lo stesso del Veneto italiano.

Vannes è posta al fondo di un golfo, all’inizio ampio, che poi si restringe. Sul mare e nella città vi sono isolette, un porto-canale. All’interno vi sono stagni e laghetti.
L’architettura è storica molto bella: imponenti mura circondano il centro. Grandi palazzi. Il tutto non diverso da Chiavari, dove tutto è in scala più ridotta, com’è tipico della Liguria. Vi è una grande cattedrale come a Chiavari, e persino un museo archeologico come quello chiavarese. Il palazzo del Comune replica in piccolo quello di Parigi. Vi è un mercato del pesce e un mercato ortofrutticolo.
Vannes e la Bretagna sono la seconda meta dei turisti francesi dopo la Costa Azzurra “ligure”. Ma vi arrivano anche olandesi, inglesi, tedeschi…

Alberto Ragazzi, figlio di un pilota del porto di Genova originario di Livorno, aveva forse nel sangue la vocazione del nomadismo dei marinai. Nato nel 1945, informatico fin dal periodo pioneristico, ha partecipato all’automazione della redazione de La Stampa di Torino, tra il 1974 e 1975, quando un computer meno performante di un cellulare di oggi era grande quasi quanto un appartamento. Poi il lavoro lo ha portato in giro per il mondo, per esempio nel settore dell’automazione delle navi mercantili, nel marketing, nelle Pubbliche Relazioni.
Poi, arrivato a Vannes per turismo con la moglie, si innamora del posto. La coppia in breve tempo decide di fermarsi in Bretagna, dove prende casa e avvia un’attività nuova -quasi per caso.
In Francia, si sa, si apprezza la buona cucina. Ma una decina di anni fa, a Vannes non c’era nessuna possibilità di comprare della pasta fresca. Non si conosceva la possibilità di comprare da un negozio le tagliatelle o i ravioli “fatti come in casa”.
Alberto Ragazzi ci dice: “Il clima e l’accoglienza ci incoraggiavano: in oltre dieci anni abbiamo visto la neve solo per due o tre volte. Abbiamo avuto fortuna: avevamo aperto l’attività in centro e in una zona dove erano concentrati i più importanti negozi di alimentari (pane, salumerie, macellai, rosticcerie etc.) della città. In pochi anni abbiamo triplicato il fatturato”.
Avevamo sempre casa anche a Chiavari, dove tornavo spesso. Abbiamo così iniziato ad acquistare il pesto e altri prodotti del pastificio di piazza Torriglia, all’angolo di corso Buenos Aires. Portavamo su anche i dolci di Copello, e la focaccia.
Abbiamo migliorato il servizio ai clienti, e la stampa francese ci ha dato una mano a crescere…”

Gli chiediamo se ha avuto problemi con la burocrazia francese: “Nessun problema. Aprire un’attività è facile e veloce; in un giorno si fa tutto. I controlli iniziali sono severi, ma poi c’è un rapporto diretto e vicino con chi si occupa di verificare la buona efficienza dei prodotti venduti e dell’amministrazione. Le tasse sono alte come quelle italiane, ma per chi lavora ci sono servizi e facilitazioni migliori. Per esempio, quando siamo arrivati, e nessuno ci conosceva, abbiamo chiesto un finanziamento bancario. Ebbene, lo abbiamo ottenuto in 24 ore. Se si assume un dipendente, basta darne comunicazione via computer. Burocrazia davvero efficace e seria: in Italia l’informatica si è affiancata al cartaceo, non lo ha eliminato…”

Dopo 8 anni, la voglia di cambiare si impone ancora. La coppia chiavarese resta sempre a Vannes, ma apre un’altra attività nel settore alimentare che mancava in Francia: pizza al taglio. “…Il negozio era vicino a un locale dove si suonava musica quasi ogni sera: avevamo già lavoro anche solo rifornendo quel locale. Tant’è che poi, quando abbiamo deciso di andare in pensione, abbiamo venduto l’attività direttamente a quei nostri vicini di attività.”
Adesso Ragazzi vive con la moglie a Chiavari, anche se tiene sempre le chiavi della casa di Vannes. E’ un candidato alle prossime elezioni comunali. Non gli chiediamo informazioni sul suo programma elettorale, ma cosa può “insegnare” una città della Bretagna a un’amministrazione ligure: “Partirei dal parcheggio. A Chiavari ci sono pochi spazi ma qualcosa si può fare. Per esempio incrementerei la sosta gratuita per 15 minuti, come avviene a Vannes. E, sotto le Feste natalizie, invece di fare pagare il posteggio, lo renderei gratuito dal secondo pomeriggio. Troppe persone prendono multe per colpa del lavaggio delle strade, che è poco chiaro nei giorni e nelle ore. 
La Colmata come parking va bene, ma si potrebbe utilizzare una navetta elettrica verso il centro.
A Vannes infine ci sono molte piste ciclabili, cosa che a Chiavari risulta ancora non pervenuta.
Gemellare le due città sarebbe bello e utile: in Bretagna amano l’Italia e la Liguria, e già ora -per le feste di metà estate- a Vannes arrivano musicisti e artisti italiani, per esempio gli sbandieratori di Asti. Le città sono gemelle: facciamo in modo di utilizzare la loro somiglianza per lo sviluppo economico,  turistico e del settore enogastronomico.”

Il negozio a Vannes