Published On: Ven, Apr 8th, 2016

Chiavari: è l’ora di ridurre le tasse

Non serve a molto cambiare le cose che finora hanno mandato in crisi una nazione altrimenti ricchissima: basterebbe combattere il corporativismo, che non è morto col fascismo o col corporativismo dell’apparato del socialismo sovietico. Basterebbe ridurre lo Stato e le amministrazioni a controllori della legalità, e non a capitalisti che fanno impresa (e malaffari, a volte) al posto delle imprese. Si pensi ai “servizi pubblici” arrivati al collasso dopo decenni di Bengodi, di nomine politiche, di assunzioni clientelari etc. Trasporti, energia, sanità, sistema pensionistico…
Al di là del colore politico (“Renzi o non Renzi” è un falso dibattito: pensiamo al meglio per il Paese), ci si deve rendere conto che quanto scrive l’avv. Boccalatte è una richiesta efficace: snellire burocrazia, liberare la politica dagli affari, ridurre la politicizzazione nella scuola e nella magistratura (che devono essere al di sopra delle ideologie). Infine, ridurre le tasse. Volere ancora “conservare” l’esistente è votare per la servitù volontaria e per un sistema feudale già fallito da secoli.
Si tratta di porre un cittadino responsabile al centro della politica e non il contrario (un cittadino irresponsabile ostaggio della politica e del suo braccio armato: la gran parte della stampa). Vogliamo che i nostri figli ripercorrano le rotte dell’immigrazione come i loro antenati tra fine Ottocento e primo dopoguerra? Vogliamo che le imprese possano crescere senza consegnare per 7 mesi tutto il guadagno allo Stato e alle Amministrazioni?
Si vedano in calce dati, confronti e immagini.  Per il Comune di Chiavari e per tutto il Tigullio servono meno interventi a pioggia e più restituzione di risorse ai cittadini.
Ecco il comunicato di Silvio Boccalatte:

E’ tempo di bilancio, è tempo di ridurre le tasse
“Chiavari è un comune finanziariamente virtuoso, ma dal 2012 ad oggi anche Chiavari ha conosciuto un taglio senza precedenti ai trasferimenti dal Governo centrale. Quando l’amministrazione Levaggi ha iniziato il proprio mandato la nostra città riceveva soldi da Roma, adesso ne deve dare e tanti, tantissimi, ogni anno di più, ormai ben più di dieci milioni all’anno: di fatto il comune è diventato un esattore [gratuito, ndr] per lo Stato. Se solo a Chiavari si chiedesse di non trasferire risorse a Roma e si permettesse di utilizzare i proventi dei propri tributi, la nostra città potrebbe investire molti milioni di euro l’anno, contestualmente riducendo la pressione fiscale a un livello bassissimo, quasi impercettibile.

Purtroppo il Governo Monti, il Governo Letta e il Governo Renzi hanno deciso di scaricare integralmente sugli enti locali, soprattutto sui comuni, il peso della loro incapacità a tagliare una spesa pubblica ormai da tempo fuori controllo: non solo hanno deciso di alzare i tributi locali, ma hanno anche impedito ai comuni, con il patto di stabilità, di utilizzare il proprio denaro per svolgere opere a favore dei propri cittadini. E poi Renzi cerca di imbonirsi l’elettorato a colpi di 80,00 euro! …
A causa di un perverso meccanismo burocratico, proprio i comuni più oculati, come Chiavari è sempre stato, si sono visti più penalizzati: il Ministero dell’Economia ha brutalmente ritenuto che un’amministrazione in ordine con i conti e con una bassa pressione fiscale possa essere spremuta più di enti che hanno profuso denaro a destra e a manca per decenni e che ora, logicamente, piangono miseria.

Anche in questa tempesta, però, l’amministrazione Levaggi ha saputo ridurre le spese ed è stata in grado non solo di garantire la stabilità del bilancio (obiettivo impossibile in moltissimi comuni), ma anche di creare avanzi di bilancio.
Ora che siamo in procinto di presentare il bilancio preventivo, quindi, chiedo con forza al Sindaco di dare un segnale concreto di come Chiavari sia stata capace di superare lo shock della riorganizzazione della finanza pubblica post 2012: Sindaco, riduca le tasse! E’ tecnicamente possibile farlo e va fatto, con decisione, sin da questo bilancio: inizi a ridurre un’imposta odiosa come l’IRPEF, che già paghiamo tutti lautamente allo Stato, lasciando più soldi nelle tasche dei Chiavaresi”.
Silvio Boccalatte
(Consigliere comunale “Noi di Chiavari”)
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