Published On: Ven, Apr 12th, 2013

Chiude la biglietteria ferroviaria di Lavagna

Ecco un’altro esempio sulle ragioni dei Dis/Servizi e dei trasporti pubblici (leggere l’articolo su AMT di Genova e ATP Tigullio per chiarimenti. Leggere anche l’articolo sulla TAV Genova-Milano).
Il comunicato del consorzio Tassano ci spiega le motivazioni della chiusura della biglietteria nella stazione ferroviaria di Lavagna. Detto di passaggio: SE Trenitalia etc. fossero davvero private e davvero in regime di concorrenza, avrebbero per esempio fatto una semplice mossa: aprire un negozio (o rilevare il bar esistente), o affittare gli spazi così da mantenere il servizio ai propri clienti, umiliati dai ritardi, dai costi crescenti e dai servizi peggiorati. Col ricavato, avrebbero pagato la biglietteria… Invece, operando in regime di monopolio e senza sostanziale concorrenza (tranne che sui TAV Milano-Roma, dove non a caso la concorrenza funziona e incide sui prezzi ora bassi, rispetto a un biglietto La Spezia-Savona…), l’uso del cervello risulta di fatto eliminato. Niente cervello, niente marketing. Niente cultura di mercato? Niente biglietteria a Lavagna.

COMUNICATO DEL CONSORZIO TASSANO
A far data dal giorno 16 aprile 2013 il Consorzio Tassano non gestirà più la biglietteria ferroviaria della Stazione di Lavagna essendo venute meno le condizioni minime necessarie al mantenimento del servizio.

Nelle scorse settimane Trenitalia ha stabilito una nuova modalità di gestione delle biglietterie affidate in esterno non rinnovando il contratto con le realtà che fino ad oggi hanno garantito il servizio. Le nuove modalità prevedono condizioni economiche insostenibili per la Cooperativa Sociale di inserimento lavorativo che, fino ad oggi, ha gestito – ci sembra con soddisfazione – la biglietteria dando una risposta ai cittadini nonché opportunità di lavoro stabile e regolare ai propri soci.

La riduzione al 4% della percentuale sulle vendite dei titoli di viaggio (avevamo iniziato con il 7%, passando al 6% nell’ultimo biennio) e l’impossibilità, con il nuovo sistema, di emettere biglietti per i treni a lunga percorrenza, rappresentano in ordine di tempo l’ultimo cambiamento peggiorativo intercorso da quando, nel 2005, avevamo coprogettato con il Comune di Lavagna un sistema integrato di servizi (Informazioni turistiche e biglietterie) per i cittadini.

Certi di aver contributo come Cooperazione Sociale in questi anni al massimo delle nostre possibilità, esprimiamo profondo dispiacere nel dover abbandonare questo progetto, piccolo nelle dimensioni ma di largo respiro per i suoi risvolti sociali.

Stazione ferroviaria di Wuhan, Cina

Stazione ferroviaria di Wuhan, Cina

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  1. Roller ha detto:

    Più di 2 Euro per 10 km.
    quasi 70 centesimi in più rispetto al bus …
    Le ferrovie italiane un tempo erano le più economiche d’Europa. Oggi ti sbolognano le “Frecce” e per un povero pendolare (che produce reddito) è un azzardo.
    Forse anche qui troppe assunzioni di impiegati e nessuna assunzione di manovali e manutentori.
    Insomma, un fallimento.
    Eppure prima del 1970 (prima delle “regioni”) le ferrovie erano sgangherate ma competitive. Ancora i vagoni 100 porte ma un prezzo onesto del biglietto.
    Da Rapallo a Genova e viceversa ricordo 500 lire.
    O ricordo male?
    So bene quanto costa oggi.

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