Pubblicato il: sab, Lug 15th, 2017

Cinque Terre: Muro di 29 km anti cinghiali (a lupi e caprioli un foglio di via?)

Stiamo impazzendo: i cinghiali nelle Cinque Terre stanno abbattendo i famosi muretti a secco millenari, e il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha pensato di ovviare all’invasione con un “muro” di filo spinato da Prima Guerra Mondiale, lungo ben 29 km, elettrificato (e le altre specie non dannose?). La decisione è nata da uno studio della facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Pisa. Costi: 600.000 euro (e la manutenzione?).

Sono già attivi 4 km di muro a filo spinato tra La Spezia, promontorio di Portovenere e Riomaggiore, oltre a 13 km attorno a Vernazza e altre 8 a Monterosso. La caccia selettiva ha abbattuto nel 2017 (la caccia selettiva si svolge fuori dalla stagione di caccia) “soltanto” 100 capi.

A noi sembra che la soluzione migliore sia quella delle esche di cibo con anticoncezionali.

Inoltre, anche nelle Cinque Terre, come in tutta la Liguria, ci si dimentica dell’emergenza da invasione di altre due specie: i caprioli e i lupi.

Ai lupi, come ricordavano le favole raccontate un tempo ai bambini o i cartoni animati non di plastica che girano ora, piacciono pecore e agnelli (anche se non disdegnano i cuccioli di cinghiale e caprioli). Interi allevamenti di pecore sono andati distrutti nell’entroterra, e i contadini piangono perché dicono che sono più tutelati i lupi di loro.
Anche in quel caso degli interventi sono necessari, possibilmente senza fucilate ma con mezzi chimici.
Rispetto alla funzionalità dei 29 km. di muro con filo spinato, conoscendo il contesto, diremo che con la fame ci sarà sempre modo di scavalcare i muri, anche se l’elettricità dà molto fastidio agli animali selvatici.
 

Pecora sbranata da lupi