Published On: Mer, Mag 24th, 2017

Claudio Muzio (F. I.): “Case popolari: Pd, M5S e Rete a Sinistra partiti del no”

Si è complicata la gestione della nuova legge sugli alloggi popolari della Regione Liguria, su cui non c’è stata unanimità, soprattutto perché nella legge si è data priorità ai residenti in Liguria. Claudio Muzio, consigliere regionale e segretario dell’Ufficio di presidenza, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“E’ sorprendente il ‘no’ dei partiti di opposizione alla legge sull’assegnazione e la gestione degli alloggi pubblici approvata quest’oggi dalla IV Commissione del Consiglio Regionale. Da movimenti politici che a parole si dicono attenti alle istanze dei soggetti più deboli e disagiati ci si sarebbe aspettati ben altro atteggiamento nei confronti di norme che hanno come obiettivo primario quello di venire incontro alle esigenze di persone cadute in situazioni di ‘nuova povertà’, come ad esempio molti padri separati. Invece dai rappresentanti dell’opposizione è arrivata soltanto la solita dose di disinformazione e le solite critiche pregiudiziali rispetto all’operato della Giunta Toti”…

“Checché ne dicano Pd, M5S e Rete a Sinistra – prosegue Muzio – la legge che verrà portata in Consiglio Regionale settimana prossima ha l’obiettivo da un lato di tutelare i cittadini liguri, dall’altro di evitare l’occupazione degli alloggi da parte di chi non possiede più i requisiti. La riforma normativa contro cui si scaglia l’opposizione attua quelle che sono le disposizioni sull’ISEE stabilite in sede nazionale, con cui si forniscono le indicazioni operative per l’applicazione della nuova normativa relativa all’ISEE stesso. I consiglieri di minoranza dovrebbero sapere che oggi non è più possibile operare deroghe rispetto alla disciplina nazionale, mentre prima era consentito. Pertanto hanno sbagliato bersaglio”.

“Inoltre – dichiara ancora il consigliere Muzio – non è vero che è prevista una soglia per la ristrutturazione degli alloggi da parte dell’assegnatario. E’ evidente che il costo della ristrutturazione deve essere verificato, approvato e autorizzato dall’ente gestore, il quale rifonderà l’inquilino mediante scomputo del canone fino al raggiungimento delle spese sostenute.”
Secondo Muzio si tratta di “Una riforma importante, che mette al centro i cittadini italiani e liguri spesso esclusi dalle graduatorie. L’obiettivo è costruire un patrimonio di edilizia pubblica adeguato al fabbisogno regionale, anche attraverso la vendita di immobili di pregio inutilizzati, con i cui proventi saranno realizzati programmi di costruzione o acquisto di alloggi da destinare a canone moderato alle esigenze dei liguri”.

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