Published On: gio, Gen 11th, 2018

Codacons contro i sacchetti obbligatori: si possono portare da casa

TUTTI COLORO CHE HANNO PAGATO LO SHOPPER PUR AVENDO ACQUISTATO ORTOFRUTTA SFUSA POSSONO DENUNCIARE IL VENDITORE. I CONSUMATORI DEVONO POTER PORTARE SACCHETTI E BUSTE DELLA SPESA DA CASA

 Il Codacons lancia anche in Liguria la battaglia contro i sacchetti biodegradabili a pagamento. L’associazione ha pubblicato infatti oggi sul proprio sito internet una azione collettiva attraverso la quale i consumatori della regione possono contestare l’addebito degli shopper sullo scontrino, denunciando la prassi di molti esercizi commerciali di applicare il costo del sacchetto anche quando si acquistano prodotti ortofrutticoli sfusi.

Siamo a favore di qualsiasi provvedimento a favore dell’ambiente, ma la questione dei sacchetti biodegradabili, così come recepita in Italia, assomiglia più ad una truffa legalizzata che ad una misura per ridurre l’inquinamento da plastica – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo perché non può essere imposto all’utente il pagamento dello shopper anche nel caso in cui il consumatore acquisti beni sfusi, attaccando lo scontrino direttamente sul prodotto ortofrutticolo pesato”.

Con l’azione lanciata oggi il Codacons mette a disposizione dei cittadini che hanno acquistato articoli alimentari freschi e sfusi senza chiedere il sacchetto bio, ritrovandosi però addebitato sullo scontrino il costo dello shopper, una denuncia-querela attraverso la quale chiedere alle autorità competenti controlli e verifiche alla luce della possibile fattispecie di truffa ai sensi dell’art. 640 c.p. e/o qualsiasi altra fattispecie criminosa, e affermare la propria qualità di parte offesa nel caso in cui siano aperte indagini.

Il Codacons ha inoltre inviato una formale diffida alla GdO e alle catene di iper e supermercati che operano anche in Liguria, in cui si intima di permettere ai consumatori di introdurre nei punti vendita della regione buste della spesa e sacchetti riutilizzabili per imbustare frutta, verdura e altri generi alimentari, e di non addebitare loro alcun costo nel caso in cui non usino gli shopper forniti dall’esercizio commerciale.
Per aderire alla denuncia: https://codacons.it/sacchetti-bio-pagamento-denunciali/

Come abbiamo già scritto su Tigullio News, la questione dei sacchetti è indicativa di una società e di una intelligenza collettiva in forte decadenza, dal momento che tutto è stato affidato all’interventismo statale e alla “tutela delle leggi” invece che alla crescita individuale e delle famiglie attraverso l’autoconsapevolezza e un apprendimento non robotico.
In questo modo, tonnellate di plastica e del pericoloso polistirolo espanso finiscono in mare e in terra, perché non c’è alcun divieto contro le vaschette che contengono carni, formaggi, salumi etc.
Inoltre 10.000.000 di polistirene espanso finiscono ogni anno in mare, per l’utilizzo dei pescherecci (cassette del pesce). in Francia si usano cassette di plastica rigida, che dura un anno. In Italia il polistirene dura due giorni al massimo, costa molto di più e si disfa in palline che formano le orrende isole galleggianti, su cui tonnellate di articoli nullapensanti e di parole nullafacenti vengono sprecati.
Invece di obbligare all’acquisto di un sacchetto di plastica biodegradabile, si incentivi l’uso delle sportine da casa, o dei sacchetti di carta etc. e si disincentivino tutti i confezionamenti inutili.

Come si vede nelle prime due foto, scattate dopo una mareggiata sulla spiaggia di Portobello (Sestri Levante) dicembre 2017, circa il 30% dei detriti spiaggiati è plastica. Cosa si aspetta?