Published On: Mar, Lug 26th, 2016

Come chiedere il rimborso in caso di bolletta telefonica sbagliata

Se ti è capitato di ricevere una bolletta telefonica sbagliata oppure vuoi semplicemente essere preparato alla possibilità che succeda, allora leggi questo articolo. Infatti, spesso vengono recapitate bollette con addebiti non dovuti oppure con costi che sono diversi da quelli indicati sul contratto. Contestarle e ricevere un rimborso può sembrare un processo troppo lungo e complicato ma non sempre è cosi. La cosa più importante è che la tua segnalazione venga presa in considerazione dalla compagnia e che venga rispettata la procedura prevista in questi casi specifici. Per questo, abbiamo deciso di chiedere agli esperti di telefonia del comparatore online SuperMoney, dove puoi mettere le offerte ADSL e telefono a confronto, come chiedere il rimborso in caso di bolletta telefonica sbagliata.

Prima di procedere, però, alla richiesta di rimborso per costi non dovuti o non previsti dal contratto telefonico, devi avere sottomano la bolletta del telefono incriminata, il tuo numero di telefono, i dettagli della tua utenza e i documenti che provino l’errore nella bolletta. Assicurati anche di avere un computer o un dispositivo connesso a internet e una stampante.

Bolletta telefonica sbagliata: la lettera di contestazione

Prima di tutto, una volta che hai accertato e documentato gli addebiti sbagliati e non giustificati, telefona al call-center della tua compagnia telefonica e informali dell’errore chiedendo spiegazioni. Ricordati che, nel caso tu abbia attiva un’offerta dedicata ai possessori di partita IVA o alle aziende, a volte potrebbe essere incluso nella tua offerta la possibilità di riferirti a un servizio di assistenza dedicato. In questo modo, i tempi sarebbero più veloci e il servizio più personalizzato.

Dopo aver chiesto spiegazioni in via informale al call-center, dovrai inviare una lettera di contestazione via raccomandata A/R alla tua compagnia telefonica. Entro 40 giorni, dovrebbero risponderti dopo aver verificato il problema. Ricordati di includere nella lettera di contestazione i tuoi dati e di specificare che richiedi il rimborso della bolletta telefonica sbagliata. Per questo, includi i dati della bolletta in questione: numero di fattura, il periodo a cui fa riferimento, il motivo della contestazione. Allega anche una fotocopia della bolletta.

Come dicevamo, entro 40 giorni la compagnia dovrebbe risponderti e, se riconosce l’errore contenuto nella bolletta sbagliata, dovrebbe ricalcolare l’importo, emettere una nuova bolletta e rimborsarti entro 90 giorni.

Oltre al rimborso della cifra addebitata ingiustamente, hai diritto a un indennizzo che cresce a seconda di quanto tempo passa prima di riceverlo:

  • entro 90 giorni, hai diritto a un indennizzo di 20€;
  • entro 180 giorni, l’indennizzo sarà di 40€;
  • entro 270 giorni, riceverai un indennizzo di 60€.

Potresti essere rimborsato tramite assegno, bonifico bancario, oppure tramite storno nelle bollette successive.

Bolletta sbagliata: il supporto di Corecom e Agcom

Se seguendo questo procedimento non dovessi risolvere il problema, puoi affidarti al CORECOM (Consiglio Regionale per le Comunicazioni), che si occuperà della questione tentando di arrivare a una conciliazione tra te e la tua compagnia telefonica. Il procedimento che include il CORECOM è, per legge, gratuito e ha valore esecutivo immediato la decisione che verrà presentata tramite verbale.

Sul sito internet della tua sede regionale CORECOM puoi scaricare il modulo per richiedere il tentativo di riconciliazione, da inviare completo, allegando tutta la documentazione pertinente. Tutto quanto sarà così verificato e sarai contattato per recarti presso la tua sede CORECOM dove, con un rappresentante della compagnia telefonica, cercherete di raggiungere una conciliazione diretta. Se anche in questo caso l’esito sarà negativo, dovrai rivolgerti all’AGCOM che tenterà un’ulteriore azione di conciliazione.

Se anche l’ultimo tentativo di conciliazione dovesse fallire, allora non resterà altro da fare che ricorrere alle vie legali valutando preventivamente la spesa.

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