Published On: Sab, Lug 6th, 2013

Come fu che Bristol divenne la capitale verde d’Europa

Rinnovare le comunità urbane è uno dei must del front line della politica mondiale. “Ambiente oggi” non significa però buttare via milioni in nome di un claim talmente ovvio e banale da essere pericoloso (a chi infatti non sta a cuore l’ambiente dove vive?).
Però l’ambiente è una delle parti del rinnovamento, non v’è dubbio. La seconda è la riduzione delle macchine partitico-burocratiche, da Amsterdam scendendo a sud fino al Cairo ed oltre. La terza condizione del rinnovamento è l’apertura dei mercati e non la loro iper-regolamentazione (ieri sera abbiamo sentito un pericoloso discorso della leader Cgil Camusso che -di fronte alla crisi della Natuzzi- chiedeva semplicemente di “vietare” la fuga all’estero dell’azienda e anzi di multarla). La Camusso non sembra rendersi conto che -senza fuga non c’è salvezza, stante la crisi del settore arredamento (sono in calo persino gli acquisti di pane), e visto che dall’Italia fuggono tutti e non arriva nessuna azienda estera: Se non stiamo insieme ci sarà un perché...
Il perché è presto detto: altrove si incentiva e si detassa. Qui si perseguita e si tassa; suicidandoci, perché nessuno è così idiota da stare in un appartamento che costa il doppio di affitto rispetto a quello del palazzo di fronte: avvertire la Camusso di questa sinapsi possibile. Qui si vuole salvare il lavoro degli operai facendolo prosperare, non legando le mani e i piedi alle aziende e ai loro dipendenti.

Per tornare all’Ambiente, è un settore in cui servono molto coraggio e molte idee. Cose che in Italia non mancano, ma che sono puntualmente frustate da un sistema fatto per premiare solo chi è già arrivato e chi ha il coraggio di un criceto contro un carro armato. Si veda come si progettino strade fatte di pannelli solari e non di asfalto.

Poi c’è il caso di Bristol…

“Gli esperti europei l’hanno premiata non tanto per i 450 parchi che la contraddistinguono ma soprattutto per le sue politiche di rinnovamento urbanistico all’insegna della sostenibilità e delle energie rinnovabili. Nel 2010 la città di Bristol ha ridisegnato completamente il vecchio quartiere di Knowle West: periferico, mal servito dai mezzi pubblici, scarsamento dotato di servizi essenziali, stava per essere totalmente abbandonato dalla popolazione dopo la chiusura di una manifattura tabacchi che dava lavoro alla gran parte della popolazione residente. Per rivitalizzare il quartiere e soprattutto integrarlo con la rete cittadina, il sindaco ha sviluppato un attento programma di sviluppo di concerto con gli abitanti. Non soltanto per fornirli dei servizi che andavano lentamente a mancare ma soprattutto per fare del quartiere un punto di attrazione e di ripopolamento. Cinquecento milioni di euro è costato il piano dei trasporti…”
Da Stella Nova, di Stefano Caliciuri- See more Segue qui

Da leggere anche la storia della cravatta: La croata che ha conquistato il mondo, di Igor Sprea.

Bristol

Bristol

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>