Published On: Mar, Dic 17th, 2013

Come sconfiggere malattie gravi? Un medico e una terapia da seguire

I farmaci utilizzati in tutto il mondo per sconfiggere e combattere malattie gravi come il cancro e l’AAids, provengono molto spesso dalle piante. Nel caso del cancro il 62% dei farmaci è ricavato dai vegetali.
Senza farsi facili illusioni, e senza pretendere di sostituire le terapie scientifiche con altre terapie “popolari”, si possono però affiancare diverse terapie, e così ottenere ottimi risultati.
Ottimi risultati ottengono per esempio i medici (“medici” non “guaritori”!) tibetani, che utilizzano le erbe dell’Himalaya con notevoli risultati anche in malattie come la leucemia.

Sono tutti da scoprire frutti “miracolosi come la Moringa, oppure il frutto del Noni. Per non parlare del Tea tree oil.

Utilizzare questo tipo di farmaci e di medicina ha sempre una base comune: disintossicare l’organismo con degli “antiossidanti” e disinfiammarlo con degli antiinfiammatori “soft” come l’Uncaria.

Questo tipo di cura è stato utilizzato su vasta scala da un medico italiano, Emanuele Ugo d’Abramo, al quale si affiancano altri medici, tra i quali nel Tigullio il dottor Roberto Santi, che ha ottenuto almeno un paio di risultati splendidi, come la remissione totale di un tumore polmonare con metastasi, e la soluzione di un caso di Aids.

Secondo Roberto Santi, il protocollo medicinale anti-Aids non “guarisce” ma si limita a “controllare” il virus, con dei costi molto alti per la Sanità. Sarebbe perciò importante affiancare la cura ospedaliera con quella che si basa su princìpi anti ossidanti,ottenendo risultati migliori.

Si tratta di diversi farmaci che hanno alcune caratteristiche in comune: sono naturali, nel senso che il nostro corpo li produce e, quindi li riconosce. Per questo motivo non danno effetti collaterali. Li somministriamo a dosi terapeutiche. Inoltre sono tutti registrati dall’AIFA, cioè si trovano in Farmacia.

La base è il fruttosio 1,6 difosfato, sostanza che ha molte funzioni biologiche, ma il cui ruolo essenziale è quello di dare energia. Energia buona, che predispone l’organismo ad affrontare la malattia. O prevenirla. A questa si aggiungono i fosfolipidi ipotalamici, che sono i componenti delle membrane cellulari. Migliorano la loro stabilità, garantendo la comunicazione tra le cellule. Molte sostanze hanno azione antiossidante. Noi usiamo principalmente la vitamina C. Le dosi possono variare da 1 gr a 100 gr per volta (nella cura delle neoplasie più difficili). Usiamo anche il glutatione, anche questo a dosi variabili. Oltre all’azione antiossidante rimuove i radicali liberi.

PREMESSE

La Bioterapia Infusionale D’Abramo (da ora “BIDA”), ideata e brevettata dal Dott. Emanuele Ugo D’Abramo, non può essere considerata un “piano terapeutico di trattamento” in senso stretto. O per lo meno non nel senso in cui la Medicina definita “convenzionale”, ci chiede di affrontare l’argomento della cura.

Un’altra premessa necessaria ad una lettura ragionata delle considerazioni farmacologiche e cliniche che compongono la presente relazione è che il trattamento adiuvante qui descritto poggia le proprie basi sulle robuste radici della cd. Medicina Olistica (1,2). Questa è troppo spesso considerata una “branca” medica – quasi una specializzazione –  piuttosto che, come più correttamente appare opportuno, non ad un semplice ossequio semantico, un modello mentale del Medico che non si limita a considerare il Paziente come una sommatoria di organi e funzioni, ma un unicum inscindibile, composto di spirito, mente e corpo: elementi che interagiscono nel benessere, così come negli stati morbosi: determinandone l’insorgenza ed influenzandone l’andamento.

Le basi scientifiche di riferimento e di sostegno a questo modello mentale sono rappresentati da una infinità di ricerche scientifiche in ambito medico, farmacologico, biochimico, mirabilmente illustrate e sistematizzate in un corpus unico, definito PsicoNeuro Endocrino Immunologia (3). Questa relazione fa riferimento anche a queste conoscenze, tutte ampiamente disponibili nel panorama dell’informazione biomedica più accreditata  dalla Comunità Scientifica indipendente.

Alla luce di queste premesse possiamo descrivere la BIDA come un trattamento complementare, integrativo, e non alternativo, delle terapie proposte dalle linee guida, dai protocolli o dai Colleghi, ognuno secondo la propria esperienza, le proprie conoscenze e la propria coscienza. Non rientra nella disamina di questo argomento – se non come sfondo dai contorni spesso indistinti – l’antico eppure attualissimo problema dei legami finanziari tra ricerca clinica e aziende farmaceutiche, ben documentata recentemente su “Le Scienze” (4) e, rilanciato su BlogScire (5), su JAMA (6). Neppure si intende affrontare qui la spinosa questione, strettamente connessa alla precedente, dei trials nascosti, argomento la cui complessità e le cui implicazioni sul piano clinico non trova certamente impreparati i nostri qualificati interlocutori (7).

La BIDA, come si diceva, si affianca a questi protocolli – pur con i limiti che paiono sottendere –  e non li sostituisce, a meno che non sia il Paziente a rifiutarli, secondo il diritto alla Libertà delle Cure, ampiamente elargito da Istituzioni nazionali e sovranazionali (8-11) e a meno che, come spesso succede, i protocolli proposti non dimostrino, nel singolo Paziente, l’efficacia desiderata.

Questo anche in ossequio al Codice di Deontologia Medica (12)

Si tratta, in estrema sintesi, di un insieme di farmaci, somministrati per via venosa, che hanno pressoché costantemente la caratteristica comune di essere “naturali”. Nel senso che queste sostanze sono normalmente presenti nell’organismo e sono sintetizzate o formulate da alcune Industrie farmaceutiche e il loro utilizzo è autorizzato da AIFA.

Nell’insieme, queste sostanze, sono affidate all’organismo, a dosi terapeutiche, che le utilizza per innescare i meccanismi di protezione degli organi e dei sistemi coinvolti nel complesso quadro morboso.

Una lettura olistica dei fenomeni patologici aiuta sicuramente ad interpretare questo approccio. E’ patrimonio comune di ogni Medico la consapevolezza che l’autoguarigione è una delle strade che conducono al benessere e alla risoluzione di eventi morbosi anche gravi.

La BIDA sostiene e/o attiva i processi di autoguarigione, sia attraverso i noti effetti dei singoli farmaci, più avanti descritti e, verosimilmente, da complessi e difficilmente indagabili effetti di benefica interazione tra le diverse molecole ed i loro metaboliti e le reazioni biochimiche, umorali, enzimatiche da questi sollecitate (13, 14). Si tratta di un aspetto problematico che si estrinseca in ogni terapia multifarmacologica (15).

Sono questi meccanismi d’azione che rendono efficace la BIDA in numerose condizioni morbose, senza regsitrare, a distanza da molti anni dalla sua applicazione, alcun effetto collaterale, in ossequio al principio “primum non nocere” fondamento del Giuramento ippocratico (16) e del Codice di Deontologia Medica, che ad esso si ispira (12).

Alla luce di queste considerazioni, mal si concilia la richiesta, talora sollecitata di istruire tale pratica “terapeutica” secondo le regole – peraltro raramente praticate – dell’uso di farmaci “off label”: il consenso, secondo le procedure di prescrizione e somministrazione garnatiscono il consenso informato del Paziente e l’uso della pratica off label parrebbe desueta o, quanto meno, applicata in modo non pregnante. Invitiamo a considerare in questa sezione anche le terapie instaurate per contrastare condizioni esistenziali comuni, ma che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano quantitativo (17), un esempio per tutti l’abbassamento dei livelli di colesterolemia considerati normali (18) o i livelli della pressione arteriosa.

I farmaci utilizzati nella BIDA, tutti registrati dalle Autorità governative internazionali in materia di autorizzazione al commercio dei farmaci, possono essere associati in modo diverso, ed a dosaggi diversi, in relazione alla storia clinica del Paziente, al profilo diatesico, alla familiarità… in armonia all’assioma noto ad ogni studente in Medicina secondo il quale “esiste il malato e non la malattia”, la terapia viene personalizzata.

I Farmaci

 I Farmaci della BIDA sono i seguenti. Per ognuno di questi viene riportato il breve profilo farmacocinetico riconosciuto in fase di registrazione. Vengono riportate anche alcune voci bibliografiche che dimostrano come le intuizioni del Dott. Emanuele Ugo D’Abramo trovino oggi importanti conferme scientifiche.

Fruttosio 1,6 difosfato

Il fosfato è il principale anione nei fluidi intracellulari. È presente nel plasma in forma sia inorganica che organica, quale costituente di fosfolipidi, cofattori enzimatici ed acidi nucleici. Il fosfato gioca un ruolo primario in una varietà di processi fisiologici, essendo implicato ad esempio nella formazione dei legami ad alta energia (ATP), nel trasporto di ossigeno ai tessuti (2,3-difosfoglicerato), nella regolazione della glicolisi, nel mantenimento del pH plasmatico ed urinario (19, 20, 21)

Fosfolipidi ipotalamici

La somministrazione parenterale di fosfolipidi ipotalamici è in grado di attivare il metabolismo ipotalamico aumentando il turnover della dopamina, l’attività della tirosina idrossilasi e dell’adenilciclasi, con conseguente accumulo di AMPciclico.

Questo effetto farmacologico si riflette in particolare sulla funzionalità dell’asse ipotalamo-ipofisi.

Ricordiamo anche come i fosfolipidi siano i componenti essenziali delle membrane cellulari e la loro somministrazione ne assicuri l’integrità e la stabilità (22)

Ademetionina

E’ un amminoacido fisiolgicamente presente a distribuzione pressoché ubiquitaria nei tessuti e nei fluidi dell’organismo, dove interviene in importanti processi biologici negli uomini e negli animali principalmente come coenzima e come donatore di metili (reazioni di transmetilazione). La Transmetilazione è inoltre essenziale nello sviluppo del doppio strato fosfolipidico delle membrane cellulari e contribuisce alla fluidità delle membrane. L’Ademetionina può penetrare la barriera emato encefalica e la transmetilazione ademetionina mediatata è critica nella formazione dei neurotrasmettitori nel sistema nervoso centrale incluse le catecolamine (dopamina, noraderenalina, adrenalina serotonina, melatonina e istamina). L’ademetionina è anche precursore dei composti solforati fisiologici (cisteina, taurina, glutatione, CoA, ecc.) nelle reazioni di transulfurazione. Il Glutatione, il più potente antiossidante nel fegato è importante nella detossificazione epatica. L’Ademetionina aumenta i livelli epatici di glutatione in pazienti affetti da malattie epatiche causate da alcol e non. Sia il folato che la vitamina B12 sono co-fattori essenziali nel metabolismo e nel ripristino dell’Ademetionina.

Il trasferimento del gruppo metilico (transmetilazione) dall’Ademetionina a molecole biologiche come ormoni, neurotrasmettitori, acidi nucleici, proteine, fosfolipidi costituisce una tappa fondamentale nei processi metabolici dell’organismo (23-26)

Glutatione

Il glutatione (GSH) è un tripeptide fisiologico composto da acido glutammico, cisteina e glicina, il quale interviene in numerosi processi biologici e svolge un ruolo importante nelle reazioni di detossificazione, proteggendo le cellule dall’azione nociva di agenti xenobiotici, di ossidanti ambientali e intracellulari (radicali liberi, intermedi reattivi dell’ossigeno) e dalle radiazioni. Studi preclinici e clinici hanno dimostrato il ruolo protettivo del glutatione in molte situazioni patologiche che determinano danno cellulare, come le intossicazioni da sostanze quali alcol etilico, paracetamolo, salicilici, fenobarbital, antidepressivi triciclici, insetticidi organo-fosforici, ecc. E’ stato inoltre osservato che numerosi chemioterapici riducono i livelli tissutali e intracellulari di GSH endogeno, aggravando la condizione di stress ossidativo indotta dal tumore.

Per quanto in particolare riguarda la neurotossicità da chemioterapici come cisplatino e derivati, si ritiene che essa sia dovuta all’accumulo di platino nel sistema nervoso periferico, in particolare nei gangli delle radici nervose posteriori. Nel caso dell’oxaliplatino sembra che l’accumulo di platino sia dovuto ad una più lenta eliminazione piuttosto che ad un maggiore deposito. Ciò suggerisce l’impiego di agenti come il glutatione che è in grado di prevenire l’accumulo iniziale di platino nei gangli delle radici nervose posteriori.

Numerosi studi clinici hanno confermato tale effetto del glutatione: essi dimostrano come la infusione di glutatione prima della somministrazione dell’antiblastico in pazienti con carcinoma ovarico, carcinoma gastrico e tumori del colon retto eserciti una efficace protezione nei confronti della nefro- e neurotossicità determinate da cisplatino e oxaliplatino, consentendo se necessario il raggiungimento di dosaggi cumulativi più elevati di antiblastico (27-30)

Carnitina

La Carnitina è un costituente naturale delle cellule nelle quali svolge un ruolo fondamentale nella produzione e nel trasporto dell’energia.

La carnitina è, infatti, il fattore unico non vicariabile per la penetrazione degli acidi grassi a lunga catena nel mitocondrio ed il loro avvio alla beta-ossidazione; controlla inoltre il trasporto dell’energia prodotta dal mitocondrio al citoplasma attraverso la modulazione dell’enzima adenina-nucleotide-translocasi.

La più alta concentrazione tessutale di carnitina è nei muscoli scheletrici e nel miocardio; quest’ultimo, sebbene sia capace di utilizzare vari substrati a fini energetici, si serve normalmente degli acidi grassi.

Pertanto la Carnitina svolge un ruolo essenziale nel metabolismo cardiaco poichè l’ossidazione degli acidi grassi è strettamente dipendente dalla presenza di quantità adeguata della sostanza.

Studi sperimentali hanno dimostrato che in varie condizioni di stress, ischemia acuta, di miocardite difterica è dimostrabile un abbassamento dei livelli tissutali miocardici di Carnitina (31, 32). Molti modelli animali hanno confermato una positiva attività della Carnitina in varie alterazioni della funzione cardiaca indotte artificialmente: ischemia acuta e cronica, stati di scompenso cardiaco, insufficienza cardiaca da miocardite difterica, cardiotossicità da farmaci (propranololo, adriamicina).

Vitamina C

L’acido ascorbico, grazie alla sua natura molecolare (struttura eno-diolica) funge da trasportatore di idrogeno nei sistemi enzimatici di ossidoriduzione che sono fondamentali nei processi del metabolismo intermedio e per la respirazione cellulare.

Nel corso della pratica clinica il suo potere antiossidante è stato utilizzato in conteati clinici molto vari (33-38)

N5-metiltetraidrofolato di calcio pentaidrato

Per le sue caratteristiche di molecola fisiologica il 5-MTHF viene utilizzato dall’organismo come tale, senza cioè subire ulteriori processi di biotrasformazione. Esso costituisce la forma fisiologica di trasporto dell’acido folico nel plasma, dove rappresenta la quasi totalità dei folati circolanti. È prontamente assorbito dal tratto digestivo e, quindi, si distribuisce a tutti i tessuti compreso il SNC; esso è infatti captato dai plessi corioidei nel liquido cefalorachidiano ove la sua concentrazione è pari a tre volte quella del sangue (39-41)

LE PATOLOGIE

La BIDA svolge quindi i propri effetti sul versante della antiossidazione, della stabilizzazione delle membrane cellulari, della liberazione dai radicali liberi. Il ristabilire livelli energetici, immunologici e biochimici di base tipici dei meccanismi di autodifesa, genera supporti utili alla guarigione in diverse situazioni morbose.

La BIDA ha dimostrato, associata o meno alle terapie protocollari secondo i desiderata dei Pazienti, benefici effetti nella cura di diverse malattie:

  • In diverse patologie tumorali mitiga, fino ad eliminarli, gli sgradevoli effetti collaterali delle chemioterapie e delle terapie radianti. Ha dimostrato anche notevoli capacità antitumorali

◦      In numerosi casi si è dimostrata la regressione del tumore e la ripresa del Paziente anchein condizioni gravissime e pre-terminali, con incremento considerevole della sopravvivenza

◦      La regressione degli effetti collaterali durante le sedute di chemio e radioterapia si verifica in una percentuale elevatissima dei Pazienti. Abbiamo anche notato benefici effetti su neuropatie iatrogene a distanza di anni

  • In diverse patologie neurodegenerative

◦      Risultati soddisfacenti si riscontrano sulla sclerosi multipla, sugli esiti di ictus

◦      Risultati di un certo rilevo nelle demenze sia di Alzheimer che di tipo vascolare, tanto più sollecite e soddisfacenti quanto la terapia viene instaurata nelle fasi precoci

  • Nella depressione ed altre patologie psichiatriche
  • Nella psoriasi e nelle sue complicanze articolari
  • Nella arteriosclerosi. Abbiamo verificato anche la riduzione di placche ateromasiche
  • Nelle epatopatie croniche
  • Nelle malattie allergiche

Quanto sopra può essere testimoniato direttamente da molti Pazienti, o dai parenti di questi, che hanno potuto verificare, a partire dalle più svariate patolgie come sia possibile ottenere benefici altrimenti impossibili.

BIBLIOGRAFIA

 

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Il Referente Medico di Presidio  Dott. Roberto Santi

Frutti e fiori di Noni

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  1. Giovanni ha detto:

    Sull’ ademetionina cioè Samyr posso dire che ha dimostrato (in test clinici) di poter apportare benefici in diverse patologie, come antidepressivo, come disintossicante del fegato o epatoprotettore, nel sollievo dai sintomi dell’artrosi/artriti delle articolazioni ed altro.

  2. Giovanni ha detto:

    Il protocollo BIDA sarà pure “medicina alternativa” in quanto propone una serie di sostanze insieme, ma le sostanze in sé sono validate scientificamente. Ad esempio l’ademetionina è il noto Samyr e i fosfolipidi sono il Liposom e il Tricortin.

  3. Guido Di Lallo ha detto:

    Ritengo molto importante tutto quello che ho letto pur non essendo un medico o appartenendo al settore. Sono certo che mi metterò in contatto col dr.Santi per sottoporgli quesiti. Un ringrazismento al dr.Santi per la meritevoli azioni che svolge. Bravo e complimenti sinceri
    Guido Di Lallo

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