Published On: Mer, Mar 11th, 2020

Commissioni e coronavirus: cosa succede negli uffici e negozi di una piccola città

Temo che -per debellare il coronavirus- serva la chiusura totale, in Italia.
Sono uscito attorno alle 12:45 per 3 commissioni, con i soli guanti (le mascherine non si trovano in città).
La prima era: fare un pagamento in contanti. Prima di entrare nell’ufficio, provo a cercare mascherine in un negozio di cinesi lì dove ho fermato la moto (non voglia fare brutte figure rispetto agli altri), e –wow! le trovo, anche se del tipo usa e getta, che hanno poche ore di -relativa- protezione. Per fortuna in casa nel pomeriggio ci siamo fatti quelle di carta di forno (ecco come farle), molto protettive e poco care -alla faccia dei governi e della scienza che non ha detto chiaro (perché non c’erano) di usarle. Abbiamo dovuto prima cercare come farle, e ora le abbiamo.
Il negozio di cinesi le aveva, unico in tutta la città… (!)
Il proprietario e una commessa avevano entrambi mascherine e guanti.
Ho comprato degli elastici per farmi quelle buone in casa, e ho comunque comprato 50 mascherine, per sbrigare le commissioni rispettando le regole di prevenzione verso me e gli altri.
Indossata la mascherina sono entrato per fare il pagamento. Nell’ufficio pochi impiegati avevano mascherine e guanti. La persona presso la quale ho versato il contante non aveva nessuna protezione

Poi sono andato a 200 metri di distanza, in un forno per prendere pane e focaccia. Dentro non c’era nessun cliente. Il commesso -50 anni circa- mi ha detto -E’ bella calda, appena uscita dal forno!
E ha preso a tagliarmela, a incartarla, a prendere il denaro, a darmi il resto. Mi sono accorto solo allora (stupidamente) che non aveva né mascherina né guanti. Ho pagato, sono uscito, e al primo cestino di rifiuti ho buttato via tutto.

La terza commissione, in una farmacia. La gente, stava fuori e bene distanziata, ma nessuno aveva maschera e guanti. Dentro invece il personale era tutto in regola.

Sono tornato a casa e ho pensato che i cinesi sono diversi da noi. La diversità è un bene: odio l’egualitarismo a priori. Epperò ho pensato che i cinesi -a parte i problemi e gli errori del loro governo e di alcuni loro comportamenti-, quando c’è un problema serio si comportano come si deve, nessuno escluso.

Mi è anche venuto in mente che i tedeschi negli anni dopo l’unificazione con la ex Germania dell’est, hanno lavorato gratis tutti un’ora alla settimana per finanziare la crescita economica della ex DDR. E noi cosa abbiamo fatto per il Sud Italia, a parte la Piña Colada della Cassa del Mezzogiorno, che ha fatto più danni che altro?

Concludendo: a noi serve la chiusura totale, col divieto di uscita per qualsiasi motivo. Per il cibo, distribuzione solo nei supermarket controllati. Può uscire solo un familiare alla volta…
Per le farmacie, ordinare le medicine via telefono con consegna a domicilio con un contributo extra come per le pizze.
Nessun altro tipo di consegna a domicilio, perché non ci sarebbe controllo. Ti immagini i portapizze con guanti e mascherine, con denaro e centinaia di persone contattate? Io no.

Purtroppo abbiamo avuto in dono il biberon a vita e guai a cambiare. …Quando finirà, e ci vorrà fortuna, temo che ricominceremo tutti a prendere l’aereo per andare a comprare la pizza a Napoli e mangiarla con gli amici la sera a Rovigo.