Published On: Lun, Set 4th, 2017

Conferenza sul romanzo La bocca dal lupo, tradotto in genovese su Tigullio News

Mercoledì 6 settembre – ore 21.00 Sestri Levante, Palazzo Fascie – Sala Carlo Bo

Il romanzo di Remigio Zena (nomme d’arte do Scio Gaspare di Marchèizi Invrea) trasportou da l’Italian in Lengua Zeneize da Edoardo Repetto.
La traduzione in genovese di Edoardo Natalino Repetto (genovese trapiantato a Mentone, Francia) e suo fratello Martino Repetto (editing e consulenza storica) è un evento importante dal punto di vista letterario e culturale (la lingua genovese è viva?).
Ogni settimana potete leggere un nuovo capitolo de “La bocca del lupo” di Remigio Zena, pubblicato nel 1892. Un’occasione per leggere un bel romanzo di ambientazione genovese, per studiare la storia, anche con le immagini, e per imparare o affinare la conoscenza della lingua genovese (parlata in Francia fino a Nizza, in Argentina, Perù, Stati Uniti e Cile, Gibilterra, nell’isola di Tristan da Cunha e in altre parti del mondo). Qui il capitolo I.

L’appuntamento con Mario Dentone e con la scrittura di Remigio Zena chiude la rassegna di eventi
“Estate al MuSel”, che – da giugno a settembre – ha offerto eventi e attività didattiche a Palazzo Fascie, in
Piazzetta Bellotti e presso l’ex Convento dell’Annunziata.
Nel corso dell’incontro a Palazzo Fascie, Mario Dentone e Fabrizio Benente rileggeranno alcune
pagine de “La bocca del Lupo”, un romanzo di Remigio Zena (Gaspare Invrea), pubblicato nel lontano 1892,
ripercorrendone l’originalità e le vicissitudini, tra ristampe e tentativi di riduzione teatrale più o meno riusciti.
Gaspare Invrea, di nobile famiglia ligure, visse tra Genova, Roma e Parigi. Al ritorno in patria, dopo il
1878, iniziò a coltivare la sua vocazione letteraria e poetica, collaborando con numerose riviste genovesi (Il
crepuscolo, Frou Frou), avviando un personale percorso di adesione ad una letteratura tipicamente sociale,
con il passaggio dall’area scapigliata al verismo.
Con il romanzo “La bocca del lupo” Gaspare Invrea si accosta con una sua originalità ai modelli di
Verga e si immerge nella realtà più povera della Genova della fine del XIX secolo, cercando di rappresentare
la rovina morale e materiale di tante donne del popolo. Il testo è in lingua italiana, ma è arricchito da termini
del dialetto ligure, che emergono fra grida di popolani e sussurri di vecchie pettegole in perfida rivalità.
Ambientando le sue scene nel borgo fittizio di Manassola (un incrocio tra Marola e Bonassola), Gaspare
Invrea racconta in maniera corale la vita vissuta al limite di un popolo umile e spesso disperato, che a tratti
si sostiene amorevolmente, ma poi si dimostra feroce e crudele semplicemente per poter sopravvivere.
Con le vicende della vedova “Bricicca”, Invrea ci regala una storia di vinti ed emarginati, tanto simili
a certe figure che saranno poi eternate da Fabrizio De Andrè. I suoi protagonisti si muovono in uno spazio
fatto di caruggi e piazzette, in cui noi leggiamo Genova, vittime di una sorte ingrata che annichilisce le loro
ambizioni, con il costante rischio di finire “nella bocca del lupo”.
Remigio Zena e le sue storie “genovesi” rivivranno – quindi – nella conversazione tra Mario Dentone e
Fabrizio Benente mercoledì 6 settembre al MuSel.