Published On: Sab, Ago 6th, 2016

Conferenza sulla necropoli di Chiavari, testimonianza di una cultura mediatrice tra Etruschi, Liguri e Celti padani

Proseguono a Sestri Levante gli appuntamenti con l’archeologia e la storia della nostra regione: mercoledì 10 agosto, a Palazzo Fascie (Corso Colombo), in Sala Carlo Bo, alle ore 21.00

        Chiavari: un ponte fra culture nel VII secolo a.C.

Conferenza della professoressa Giovanna Barra Bagnasco (Università di Milano), nel quadro della rassegna di incontri culturali estivi organizzata dal Museo Archeologico e della città di Sestri Levante.

Si parlerà della necropoli di Chiavari e dei rapporti tra i Liguri dell’età del Ferro e il mondo etrusco. Sin dalle prime fasi della ricerca nella necropoli, l’archeologo Nino Lamboglia valutava a tutto campo gli elementi emersi da un punto di vista stratigrafico e anche geomorfologico, concorrendo a tracciare il quadro ambientale e culturale in cui si inseriva la comunità di Chiavari. Vale a dire che l’insediamento sorse presso il torrente Rupinaro, che delimita a Ovest la piana del fiume Entella, occupando anche le dune costiere prima dello sbarramento del promontorio de “Le Grazie”.

Lamboglia aveva colto il potenziale per stabilire i caratteri distintivi dell’identità locale tanto che la necropoli di Chiavari poteva considerarsi “testimone di una facies ligure non isolata né in contrasto con il mondo etrusco”. Tali caratteri possono riassumersi come segue:

  • strutturazione della necropoli con recinti contenenti tombe formate da cassette;
  • rito funerario che prevedeva il lavaggio delle ossa, raccolte in ossuari associati a olle rituali che potevano essere dotate di un vaso accessorio;
  • presenza di un corredo “nazionale”, con possibile distinzione fra corredo maschile e femminile;
  • presenza di olle differenziate per forma e decorazione rispetto all’omogeneità del panorama locale;
  • specificità locale degli oggetti metallici di corredo (anelli paradito, fermagli di cinturone con grosse borchie emisferiche, borchie a campanello o a stella).

Oggi, grazie agli studi accurati di molti archeologi, si conoscono meglio i reperti della necropoli di Chiavari. Lo studio condotto conferma in sostanza il quadro degli apporti culturali e dei rapporti provenienti da diverse aree: padana, etrusco meridionale, medio e alto tirrenica. Questo elemento permette di trattare anche uno degli aspetti più delicati riguardante la necropoli chiavarese, ovvero il rapporto fra i materiali ceramici prodotti localmente e quelli di “importazione”.

Lo studio di Giovanna Barra Bagnasco analizza il rapporto che si stabilisce nel VII secolo a.C. fra la componente locale, ossia ligure, e i diversi distretti culturali etruschi e dell’Italia meridionale. In questo modo, l’attenzione si concentra sulle forze in gioco nel Tirreno settentrionale almeno una generazione prima della fondazione di Marsiglia. Un quadro in cui Chiavari costituisce veramente un ponte tra culture. La serata – come tutte quelle organizzate dal MuSel – è a ingresso libero.

Il programma a Palazzo Fascie

L’appuntamento è mercoledì 10 agosto, a Palazzo Fascie (Corso Colombo 50), in Sala Carlo Bo. La serata avrà inizio alle ore 21.00, con un breve intervento introduttivo di Fabrizio Benente, docente di archeologia e direttore del MuSel. Seguirà la conferenza della professoressa Giovanna Barra Bagnasco, con ampia proiezione di immagini.

Palazzo Fascie (Foto: TIgullio News)

Palazzo Fascie (Foto: TIgullio News)

 

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