Published On: Lun, Ott 31st, 2016

Confessa il nipote dell’uomo ucciso e decapitato a Lumarzo

Alla fine l’infermiere dell’ospedale di San Martino ha confessato: “L’ho ucciso io… Quando l’ho visto con l’auto parcheggiata sotto casa mia con i paletti divelti non ho capito più niente. L’ho inseguito e mi sono portato la pistola perché mio zio pensavo fosse armato visto che è un cacciatore. L’ho raggiunto nel sentiero, abbiamo avuto un diverbio. Lui mi ha insultato e mi ha sputato in faccia. Poi si è girato in segno di spregio. A quel punto gli ho sparato”. Claudio Borgarelli ha ammesso l’omicidio dello zio, venuto dopo anni di litigi pesanti attorno al sentiero di proprietà del Borgarelli, che era stato picchettato, cintato, ma che veniva sempre oltrepassato dallo zio (e anche da altri).

Tra le lacrime Borgarelli ha descritto il tragico omicidio: due colpi di pistola, e poi il machete nella mano e la decapitazione (sulla quale non dà spiegazioni logiche, ma forse si trattava di sottrarre le pallottole alle analisi della polizia scientifica, come abbiamo già scritto su Tigullio News). Dopo, l’infermiere è rientrato in casa, si è cambiato. Ha preso una corda e un sacco ed è tornato nel bosco. Lì ha trascinato il corpo dello zio verso un dirupo ed ha messo la testa nel sacco. Il sacco, con i vestiti insanguinati di Borgarelli in altri due sacchi, sono poi finiti in due cassonetti dell’immondizia in val Bisagno (probabilmente è sceso dalla Fontanabuona attraverso il traforo Bargagli-Ferriere, per poi scendere da Molassana lungo il Bisagno). Le telecamere avevano in effetti ripreso Borgarelli che gettava tre sacchi nella spazzatura.

Il crollo, dopo soli due giorni di carcere, non è psicologico: ormai erano troppe le prove a carico dell’infermiere, a partire da quella del test dello stub, che trova tracce di sparo sulle mani che ha sostituito il guanto di paraffina. Il Ris ha trovato le tracce di piombo, bario e antimonio sulla mano di Borgarelli. Tra breve troverà conferma anche che un altro test sulla pistola dell’assassino.
L’avvocato chiederà una perizia psichiatrica. Finirà tutto così?
tigullio e fontanabuona