Published On: Lun, Dic 5th, 2016

Consiglio al prossimo governo: un’unità anti bufale politiche

Andiamo al quarto governo in cinque anni. Cioé, al di là di tutto il resto, dritti verso il baratro. Dritti verso il baratro della Prima Repubblica, quella in cui si nominava un governo nuovo ogni 9 mesi, frutto della necessità di dividere la torta elettorale tra i diversi caciccati politici.
Detto di passaggio: anche il prossimo governo -secondo l’opinione comune, diffusa ad arte- sarà “incostituzionale perché non eletto dal popolo”.
Quello del governo incostituzionale è un meme (=bufala virale che circola sul web) che ha defenestrato Renzi, a monte del referendum.
Leggere questo articolo su Tigullio news per capire cosa è un meme.

L’intelligenza è utile per la sopravvivenza se ci permette di estinguere una cattiva idea prima che la cattiva idea estingua noi (Karl Popper).

In Italia -secondo la Costituzione- ogni premier è nominato dal Presidente della Repubblica, e la sua nomina è confermata o respinta dal Parlamento. Siamo una Repubblica parlamentare, non presidenziale etc. Il premier non è mai eletto “dal popolo”. Nella Prima Repubblica nella quale ricadremo, c’era un governo ogni 10 mesi: e non si faceva un’elezione ogni 10 mesi. Sandro Pertini nominò Craxi capo del Governo, quando il PSI aveva l’11% dei voti.
Si è poi detto che le elezioni del 2013 furono vinte grazie a un pastrocchio del sistema elettorale. Il Porcellum era davvero disastroso, ma tornare ai cento caciccati del proporzionale significa perpetuare i governi che governano in nome dell’ingovernabilità.
Alla Camera vinse, di poco, il Pd. Si è detto e scritto che ci fu una truffa, anzi: un “Colpo di Stato”. Il fatto è che chi non va a leggere le carte crederà al colpo di Stato, e farà di tutto per mandare a casa un potenziale “dittatore”, anche a costo di tagliarsi gli sferoidi inguinali, pur di far dispetto alla moglie.
Il particolare che la Corte Costituzionale non abbia dichiarato “illegale” il governo Renzi, non conta. Conta solo il meme.
Pertanto, quale che sia il prossimo governo (per noi sarà incatenato comunque dall’obbligo di fare “riforme condivise”, cioé nulliste), avrà la necessità di porre un’estrema attenzione al diffondersi di falsi memi. Servirebbe una “unità anti bufale politiche”, se non proprio un Ministero ad hoc, perché oggi come ieri:

Non i fatti ma le opinioni spingono gli uomini.

E se lo diceva già Epitteto duemila anni fa, forse sarà vero ancora di più nel mondo ingigantito dei social media…
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