Published On: Mar, Mar 26th, 2013

Consiglio comunale a Sestri

Consiglio comunale di Sestri Levante con 8 punti all’ordine del giorno. I capigruppo di maggioranza Calcagno, Gianelli e Grino chiederanno l’adesione al Manifesto dei sindaci contro il gioco d’azzardo e chiederanno una valutazione sulle aree e sui canoni demaniali marittimi.

C’è poi l’estensione del CIV di via Nazionale area che è in sofferenza commerciale, soprattutto nel quartiere di Pila: domenica la tradizionale Fiera di San Giuseppe era spaventosamente vuota di persone e di banchi di vendita, e non solo per colpa del cattivo tempo. Ormai i residenti evitano negozi e fiere, e i commercianti ambulanti e non solo evitano di spendere soldi di benzina, allestire il banco, stare al freddo, pagare la passa comunale e non guadagnare nemmeno le spese…
Ecco un argomento di cui parlare in Consiglio comunale: il rilancio.

Sarà anche approvato il regolamento del Museo Archeologico e della Città, operativo tra un mese. Altre interpellanze sulla rottura di un cavo dell’alta tensione; sulla Croce Rossa di Riva e sulla velocità elevata nella strada parco.
Ci sarà anche una possibile adesione al Piano di azione per l’Energia sostenibile (Paes), un’operazione europea che è formale ma in Italia non produce nulla: i treni sono in disuso e cari per il trasporto merci: Si dice che al posto della Tav Italia-Francia ci sarà la Tav Genova-Rotterdam, ma ci saranno proteste anche in quel caso: noi usiamo i TIR mentre la Svizzera che non è europea e non è “ambientalista di salotto” li tassa. Facciamo pagare in bolletta ai poveracci i pannelli solari installati sulle ville dei ricchi, e poi diciamo che siamo per i poveracci. Inoltre il solare è il peggiore sistema di energia sostenibile: è insostenibile economicamente (in Germania la Siemens sta chiudendo le sue fabbriche di pannelli). Meglio l’eolico -purché esteso- e i nuovi sistemi per la trasformazione dei rifiuti vegetali in energia (il nucleare lo abbiamo vietato ma lo compriamo dalla Francia, pagando ogni anno ai francesi miliardi di euro equivalenti a una nuova centrale gratis…).

Se non cambiamo rotta e non diamo spazio all’innovazione ci saranno altre avanzate all’indietro. E la crisi in realtà imporrebbe un salto di qualità micidiale. Anche nelle città più piccole.
comune

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