Pubblicato il: gio, Nov 30th, 2017

Consiglio regionale della Liguria su disabilità, piano sanitario e criminalità

Il Consiglio regionale di questa mattina si è incentrato sulla aggressine subìta a Genova Multedo da una squadra di carabinieri, colpiti da un’auto in fuga a un posto di blocco.
Si prolunga la discussione sul piano sanitario regionale 2017-2019.
Incontro con gli operatori e le associazioni che operano per i disabili.

 Minuto di silenzio sull’ aggressione ai carabinieri a Genova
Subito dopo avere aperto la seduta il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha ricordato il drammatico episodio avvenuto qualche giorno fa a Genova. «A nome dell’Assemblea legislativa manifesto la vicinanza delle nostra istituzione ai militari dell’arma feriti nei giorni scorsi da alcuni malviventi – ha dichiarato – che si sono dati alla fuga dopo aver forzato un posto di blocco a Multedo. Rinnovo ai militari il sentimento di profonda gratitudine della comunità ligure per il prezioso lavoro svolto quotidianamente per la sicurezza di tutti i cittadini nel difficile compito di garantire  l’ordine e la sicurezza pubblica. A loro vanno i più sinceri auguri di una pronta e completa guarigione». Il presidente, inoltre, ha ricordato anche il sergente maggiore del 17° Stormo dell’aeronautica militare, Mirko Rossi, genovese, morto durante un lancio di addestramento martedì pomeriggio. Su invito del presidente il Consiglio ha osservato un minuto di silenzio.

Dibattito sul Piano sanitario regionale 2017-2019
Questa mattina è ripreso il dibattito sul Piano sanitario regionale 2017-2019

Giovanni Barbagallo (Pd) ha rimarcato che le perplessità sul Piano, manifestate dalla minoranza, sono state espresse anche da Cgil e Cisl e ha ribadito che non si capisce quali interventi il Piano intende realizzare, quali sono gli obiettivi. Al contrario – ha puntualizzato –  questa amministrazione sa  “tenere buoni” i territori. Secondo Barbagallo molte delle proposte contenute nel Piano non sono di fatto realizzabili e ha citato, a tal proposito,  la preannunciata apertura di tre reparti di pronto soccorso nel Ponente, ma aprirli – ha ribadito – significa anche attivare o potenziare molti altri reparti nelle strutture che li ospiteranno. Barbagallo ha quindi parlato di «inconcludenza e insostenibilità»

Giovanni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) ha dichiarato: «Questo piano è una summa di belle intenzioni, ma non rispecchia la realtà ligure» perché, secondo il consigliere, non affronta i veri problemi: la carenza del fascicolo informatico, la crescente mobilità passiva e l’eccessiva ospedalizzazione. Forti critiche sono state espresse anche sulla creazione di ALISA che rappresenta una «infrastruttura che ha, di fatto, assorbito le competenze delle asl che, però, restano con gli alti costi delle figure apicali. In altre Regioni governate dalla stessa maggioranza della Liguria – ha aggiunto – le aziende sono in numero molto inferiore». Secondo Pastorino, quindi, «questo Piano manca di progettualità mentre sarebbe stato utile una vera riorganizzazione e, di fatto, è stato perso un anno».

Luigi De Vincenzi (Pd) ha dichiarato che non si tratta di un Piano puntuale, ma di un’enunciazione con cui la giunta ha voluto solo tranquillizzare e dare  aspettative a qualcuno sul territorio. Il consigliere ha sottolineato che chi dice no a questo piano non vuol dire no a determinate proposte, quali ad esempio il DEA di secondo livello al Santa Corona o l’apertura di reparti di pronto soccorso: «Se queste cose accadranno davvero – ha assicurato – io ne darò atto all’assessore». De Vincenzi ha ribadito, però, che determinate proposte non sembrano realizzabili alla luce «dei servizi che vengono regolarmente tagliati e all’aumento delle fughe sanitarie fuori regione».

 Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha sottolineato la necessità di redistribuire il potere decisionale della dirigenza nel mondo sanitario rendendolo, inoltre, autonomo dalla politica: «Occorre rescindere il rapporto dannoso fra sanità e politica». Secondo De Ferrari il settore deve restare saldamente pubblico: «Il cittadino non è un cliente o un consumatore, ma un paziente e occorre investire in aree che attualmente sono ancora marginali e garantire equità alle cure». Gli indirizzi da seguire nella politica sanitaria, che mancherebbero nel Piano, – ha spiegato il consigliere – sono la prevenzione, la previsione e la progettualità.

Giovanni Lunardon (Pd) ha sostenuto che il Piano è «privo di contenuti concreti». A suo avviso l’unico effetto del Piano è trasferire tutti i poteri ad Alisa. «Alisa fa tutto» ha ribadito il consigliere, sottolineando che, di fatto, nessuna decisione passerà più attraverso l’esame del Consiglio regionale e della Conferenza dei sindaci. «Non ne soffre soltanto la sanità, ma anche la democrazia di questa Regione» ha dichiarato Lunardon, ribadendo che restano aperti, senza risposte, i problemi che gravano sulla sanità, a partire dai tempi delle liste d’attesa. Il consigliere ha rilevato, inoltre, che nel Piano non si parla neppure del fascicolo sanitario informatico.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha rilevato «l’incongruenza fra a quanto è scritto in questo Piano rispetto a quanto era contenuto nel Libro bianco, dove c’era una analisi della situazione sanitaria accurata con un quadro sui ricoveri, le malattie croniche e il numero di posti letto. Non siano riusciti a capire – ha aggiunto – perché di tutto quello che era stato analizzato nel Libro bianco, non c’è traccia nella pianificazione programmatoria del Piano». Secondo il consigliere, inoltre, «nel Piano non esiste neanche un cronoprogramma quindi non sappiamo quando sarà realizzato anche quel poco che è stato programmato». Salvatore ha concluso rilevando che non esistono nel documento una programmazione, una pianificazione sulla prevenzione e una chiara politica di sviluppo del personale e, infine, ha criticato l’ingresso dei privati nella rete pubblica.

 Incontro con operatori e associazioni che operano nel mondo della disabilità
La seduta è stata sospesa per permettere un incontro in aula dei consiglieri e degli assessori con i rappresentanti delle famiglie, degli enti erogatori no-profit e dei lavoratori del comparto socio-sanitario a servizio dei disabili. La delegazione  ha manifestato forte preoccupazione per le scelte che la Regione sta effettuando con la revisione del sistema di autorizzazione e accreditamento. Gli operatori hanno espresso in aula le difficoltà che affronta il settore, nel quale deve operare personale qualificato, e hanno ribadito il ruolo strategico svolto da chi si occupa della cura e l’integrazione dei soggetti disabili. Le famiglie dei disabili hanno denunciato le grandi difficoltà che devono affrontare quotidianamente nell’assistenza dei propri cari.

Nel successivo dibattito sono intervenuti Raffaella Paita (PD), Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria), Andrea Melis (Mov5Stelle) che hanno manifestato interesse per i temi sollevati proponendo un approfondimento.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha assicurato che non sono previste riduzioni per il settore e ha dato la massima disponibilità al confronto.