Published On: Mar, Giu 3rd, 2014

Consiglio Regione Liguria: discussione su treni, castagneti, presenza carabinieri, spese Sanità

Si sono tenuti ieri martedi 3 giugno, i lavori del Consiglio regionale della Liguria. Tra gli argomenti trattati abbiamo estratto parte della discussione sulla riduzione di organico dei Carabinieri di Sestri Levante, Recco e altri comuni; sulle modifiche degli orari dei treni in Liguria; sull’infestazione da cinipide del castagno, sulla fuga sanitaria dei pazienti liguri in altre regioni. 


Ridimensionamento della presenza dei carabinieri nei Comuni di Dolcedo, Badalucco, Recco e Sestri Levante

Sul ridimensionamento della presenza di strutture dei carabinieri in diverse località minoridella Liguria sono state discusse diverse interrogazioni. Marco Scajola (FI) ha illustrato una interrogazione sottoscritta anche da Matteo RossoRoberto Bagnasco e Marco Melgrati (FI) oltre che da Gino Garibaldi, Alessio Saso e Franco Rocca (Ndc) sulla annunciata chiusura stazione dei carabinieri di Badalucco. Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha posto l’obiettivo sulle voci relative alla possibile chiusura della caserma dei carabinieri di Recco e di tagli presso la Compagnia dei Carabinieri di Sestri Levante. Bruzzone ha, infatti, rimarcato che la Compagnia di Recco rischia la riduzione in seguito ai tagli attivati dal ministero della difesa. L’ipotesi, secondo quanto riferito dal consigliere, riguarda almeno il 50 per cento del personale, la chiusura della centrale operativa, del nucleo operativo e di quello radiomobile. Secondo Bruzzone questo costituirebbe una grave carenza per il presidio del territorio, che è frazionato in molte località la cui popolazione aumenta in alcuni periodi dell’anno in modo significativo, a causa del flusso turistico. Ha infine ricordato che alcune iniziative, per contrastare il ridimensionamento, sono già state attivate localmente dai Comuni ed hanno già coinvolto in merito il presidente della giunta regionale Francesco Bruzzone ha aggiunto: «Di delinquenti ne abbiamo abbastanza dei nostri, non abbiamo bisogno di importarli da altri paesi. Speriamo di non avere altri provvedimenti svuota carceri e chiediamo alla giunta di premere sull’esecutivo per limitare il fenomeno dell’immigrazione. Dobbiamo aiutare i poveri ma a casa loro»

L’assessore alla sicurezza dei cittadini Claudio Montaldo ha risposto: «Quando sul territorio sono nate certe strutture e quando sono state create certe postazioni, i mezzi tecnologici erano molto diversi da quelli di oggi. Quindi, in un momento di contrazione delle risorse e di tagli alla spesa pubblica, correttamente il vertice dei Carabinieri si pone il problema della concentrazione e della riduzione delle strutture sul territorio coordinando meglio quelle esistenti con quelle della polizia anche al fine di evitare sovrapposizioni. In ogni caso questo processo va governato e porremo l’esigenza di un confronto nei comitati per la sicurezza delle prefetture. Chiederemo che si discuta di questa riorganizzazione in modo da coinvolgere i rappresentanti dei cittadini che possono percepire le necessità e i timori espressi dalle popolazioni. A Sestri Levante non viene tolto il presidio ma viene trasformato in tenenza: non ci sono gli spazi sufficienti per mantenere una Compagnia. Quest’ultima avrà sede a Chiavari. Non è in atto, quindi, una riduzione della presenza dei Carabinieri ma ci sono spostamenti e accentramenti. Solleciterò la prefettura di Genova e di Imperia per trovare le soluzioni che meglio contemperino la presenza sul territorio, la sicurezza e l’esigenza di contenere i costi della pubblica amministrazione. Le sedi molto spesso sono elemento di sicurezza, ma il costo di piantonamento è alto e distoglie risorse dall’attività investigative» . Sull’immigrazione Montaldo è stato netto: «E’ un fenomeno mondiale e non possiamo certo bloccare noi. Inoltre siamo di fronte ad un immenso problema umanitario rispetto al quale non possiamo chiudere gli occhi. Quello che possiamo fare è chiedere un impegno forte di tutta l’Europa per gestire i flussi e l’ospitalità dei profughi. Sarebbe però sbagliato pensare che la loro presenza in quanto profughi sia di per sé un problema di ordine pubblico e sicurezza. Non vorrei proprio che si motivasse la richiesta di aumentare i Carabinieri con l’arrivo degli immigrati. Il problema della criminalità, soprattutto nel Ponente è determinata dalla penetrazione della criminalità organizzata nelle attività economiche non dai profughi. Ed è aggravata dal fatto che per troppo tempo non si è voluto non vedere che questa mala pianta cresceva e non si è lavorato per estirpare questa malattia».

Modifiche degli orari trasporto ferroviario ligure

Matteo Rosso (FI) ha presentato un’interrogazione sulla modifica dell’orario dei treni che prevede la riduzione o la modifica di orari di alcuni convogli. «Le conseguenze, già oggi, sono di una totale confusione sugli orari dei convogli tra tagli, lavori sulla tratta e disorganizzazione generale, la situazione sta diventando veramente critica per utenti e, in particolare, per i pendolari – ha dichiarato – e ci sono tantissime segnalazioni da parte dei pendolari che lamentano continui disagi: solo per fare alcuni esempi il treno regionale veloce, che parte da Genova Brignole alle ore 17.43 con arrivo previsto alla Spezia per le ore 19.10 circa, dall’8 febbraio sparisce dal tabellone. Alcuni treni subiscono, all’insaputa di tanti utenti come è accaduto nella mattina del 9 di gennaio alla stazione di Chiavari, un’anticipazione sull’orario anche di 20 minuti, e altri orari sono stati modificati senza tenere conto delle eventuali coincidenze che non consentiranno a tante persone, ad esempio ai molti pendolari sarzanesi, di prendere il treno del ritorno per pochi minuti, costringendoli ad aspettare intere ore alla stazione della Spezia, e tanto altro ancora». Rosso ha chiesto, infine, alla giunta di intervenire per garantire un servizio di trasporto ferroviario regionale che risponda alle esigenze degli utenti e cosa stia facendo l’Amministrazione regionale in merito al nuovo contratto di servizio.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Enrico Vesco, facendo una serie di premesse:«Abbiamo intrapreso una serie di operazioni per garantire un servizio con gli standard minimi di qualità, nonostante i consistenti tagli finanziari operati dallo Stato alle Regioni. Bisogna poi distinguere i servizi ferroviari regolati dal contratto di servizio, che la Regione ha sottoscritto con Trenitalia, quelli regolati dal contratto universale, che Trenitalia ha sottoscritto con il ministero dell’Economia e quelli di carattere commerciale come i Freccia bianca. Per garantire il migliore servizio possibile Regione Liguria ha finanziato la Cartatuttotreno che consente ai pendolari di poter usufruire dei treni IC o Frecciabianca non ricompresi nei contratti di servizio regionale». L’assessore ha aggiunto: « Per quanto riguarda i disagi sulla linea Genova-La Spezia questi sono dovuti ai lavori di messa in sicurezza della galleria di Biassa, terminati il 9 febbrai scorso, quindi la situazione sembra ora tornata alla normalità ma i miei uffici controlleranno l’andamento. Inoltre, nel gennaio scorso ho incontrato l’amministratore delegato di Trenitalia per discutere le difficoltà del trasporto a lunga percorrenza sulla linea Genova-La Spezia e in quella sede ho ribadito che la gravità della situazione denuncia gravi carenze strutturali, il 19 febbraio successivo abbiamo organizzato un incontro con le associazioni dei pendolari e la direzione nazionale di Trenitalia su questo tema e i vertici della società si sono impegnati a monitorare i servizi che hanno creato gravi disagi». Vesco ha poi assicurato che il treno regionale veloce Genova-Brignole-La Spezia, in partenza dal capoluogo ligure alle 17.43, è confermato ed è presente in tutte le programmazioni di Trenitalia, che la nuova programmazione attuata dal marzo 2014 tiene in considerazione le osservazioni pervenute dal territori e dagli utenti e ha ricordato di avere concordato un tavolo tecnico con gli assessorati regionali ai trasporti di Emilia e Toscana per «calibrare le coincidenze dei servizi ferroviari a carattere interregionale».

Infestazione del cinipide del castagno

Su questo argomento sono state presentate due interrogazioni: una da Maurizio Torterolo e la seconda da Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania).

Torterolo ha ricordato che rispetto alla produzione di castagne realizzata tra il 1999 ed il 2007, si registra un calo di circa un terzo, con una riduzione che, a secondo dei territori, varia da -50 al 90%. Tutto ciò a seguito della grave infestazione del cinipide galligeno che ha colpito i nostri castagneti. Il consigliere ha rimarcato che, a seguito di questo decremento nella produzione, sono aumentate notevolmente le importazioni da Paesi esteri, in particolare dalla Spagna, per sei milioni di chilogrammi, seguita dal Portogallo, con 5 milioni di chilogrammi, Turchia con 2,5 milioni di chilogrammi e, infine, dalla Slovenia con 1,5 milioni di chilogrammi. Nel 2010 le castagne importate dall’estero nel nostro Paese potevano essere quantificate in 6,7 milioni di chili e questo dato è fortemente aumentato: infatti nel 2009 si attestava intorno ai 9 milioni di chili, raggiungendo nel 2012 addirittura i 18,1 milioni di chili. Torterolo ha precisato che le castagne, una volta arrivate in Italia, diventano “nostrane” e ha sottolineato l’importanza del castagno che riveste un ruolo economico e sociale e la sua cura, finalizzata non soltanto alla raccolta dei frutti, ma anche per al prelievo di legname, consente che i boschi vengano sempre presidiati, secondo le tradizioni locali. «Questi boschi costituiscono un ambiente di vita ideale per moltissime specie animali – ha spiegato – e contribuiscono alla produzione del caratteristico miele». Torterolo ha quindi chiesto alla giunta quali controlli e verifiche siano stati effettuati e quali iniziative la Regione abbia intrapreso o intenda intraprendere per risolvere il problema.

Bruzzone ha denunciato che le azioni messe in campo contro il cinipide del castagno sembrano «inadeguate ed insufficienti per far fronte ad un fenomeno in espansione in Liguria. A fronte di questa situazione alcuni soggetti privati, tra i quali i consorzi delle Valli Sturla e Fontanabuona, si sono autotassati per finanziare una campagna contro tale insetto parassita. Chiedo, quindi, alla giunta – ha concluso – se sia a conoscenza della situazione e se intenda intraprendere ulteriori iniziative per risolvere il problema».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’agricoltura Giovanni Barbagallo«La Liguria èfra le prime regioni nella produzione ma è ultima nella lavorazione e nella commercializzazione delle castagne. Con l’arrivo del cinipide questo dato è ancora peggiorato. Dobbiamo invece creare una filiera e avviare un monitoraggio molto attento sulle infestazioni da parassiti. Sulla lotta al cinipide, dopo il suo insediamento in Piemonte, abbiamo agito con tempestività e a oggi sono stati fatti 50 lanci di “torimus” il parassita antagonista del cinipide. Ai 50 lanci da noi finanziati se ne sono aggiunti altri ad opera dei consorzi locali». Secondo Barbagallo questa lotta biologica sta dando risultati e viene estesa a tutto il paese perché nel frattempo l’infestazione da cinipide si è allargata a tutta la penisola. « Nel frattempo – ha aggiunto Barbagallo – abbiamo altre notizie incoraggianti: è lo stesso bosco a reagire e a contrastare questo parassita di origine cinese. Deve essere chiaro che sono processi lunghi: la lotta biologica funziona con tempi intorno agli 8-10 anni, ma in Georgia, in Giappone e in Corea dove hanno già operato in questo modo, sta funzionando.

Fughe sanitarie

Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) e Marco Melgrati (FI) hanno illustrato due interrogazioni sulle fughe sanitarie dalla Liguria.

«Lo stesso assessore alla Salute Claudio Montaldo – ha detto Rixi – recentemente, ha dichiarato che, malgrado un leggero miglioramento, le cosiddette fughe sanitarie non sono in diminuzione e che a breve seguirà una stretta ai furbetti dei ricoveri». Secondo Rixi il diritto di farsi curare dove più aggrada è costituzionalmente garantito ed inalienabile e «un’eventuale “costrizione ospedaliera” ricorderebbe più un Paese stalinista che uno Stato democratico». Rixi ha aggiunto che la maggior parte delle fughe sanitarie sono dovute all’inefficienza della sanità regionale della Liguria, alle liste d’attesa e alla continua chiusura di ospedali e reparti. «Il tentativo di creare una sorta di “gabbia sanitaria” effettuata da Regione Campania è stato cassato dal TAR in quanto incostituzionale e quindi sarà dichiarato tale anche in Liguria». Rixi ha sostenuto che la Regione invece di attuare una sorta di “costrizione ospedaliera” per i cittadini liguri dovrebbe migliorare i servizi erogati.

Secondo Marco Melgrati (FI) «i 140 milioni di euro di costi che l’assessore regionale Claudio Montaldo ha ammesso di avere per le fughe sanitarie verso le altre regioni è colpa delle liste di attesa interminabili che caratterizzano i servizi delle Asl liguri.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: «Aspettiamo i dati sulla mobilità del 2013 alla fine del mese di giugno ma già quelli del 2012 evidenziano una riduzione degli importi spesi per gli spostamenti dei pazienti fuori regione. Abbiamo recuperato il 6% degli importi spesi per le attività muscolo – scheletriche (quindi ortopedia), mentre sull’oncologia il recupero arriva a quasi il 12%. Per l’ortopedia a novembre 2011 è partita una collaborazione pubblico-privata su Albenga, prima garantendo servizi ai cittadini savonesi poi estendendo il servizio agli imperiesi e ora a tutti i liguri. Abbiamo così agito su uno dei motori fondamentali della mobilità passiva. Dobbiamo tenere contro che siamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno commerciale che non riguarda solo la Liguria ma soprattutto il Mezzogiorno d’Italia. Alcune regioni del nord come la Lombardia e in parte l’Emila sono disseminate di studi oncologici e ortopedici che drenano pazienti dal resto del paese. La nostra strategia è quella di riportare a lavorare in Liguria professionalità che l’avevano abbandonata. Per la cardiologia abbiamo avuto una caduta al San Martino che da 1000 interventi era scesa a 900 e poi parecchio ancora. Ora la caduta si è arrestata con l’inserimento di un nuovo specialista. Fortunatamente abbiamo Villa Azzurra dove hanno acquistato una Tac e dove c’è un servizio anestesiologico H24.
regioneliguria1

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