Published On: Mar, Set 8th, 2015

Consiglio Regione Liguria: lotta dura ai cinghiali. Bocciata mozione su scuola di M5S e Pastorino. No al bitume a Savona

Ecco di seguito gli argomenti discussi nella sessione mattutina del Consiglio Regionale ligure. 
Concordia nella lotta contro gli ungulati (in Liguria cinghiali e caprioli). Discordia per la mozione contro la nuova legge sulla scuola proposta da M5S e votata anche dalla lista Pastorino: sinistra e pentastellati sempre più rinsaldati tra loro? La proposta però è stata bocciata da maggioranza (astenuta) e PD. Finisce con un nulla di fatto il pasticcio brutto del bitume nel porto di Savona, e non siamo sicuri che sia una scelta totalmente buona (trovare un sito più confacente?).

Modifica della composizione della I commissione consiliare
Il Consiglio ha approvato all’unanimità la modifica della composizione della I Commissione legata alla nuova rappresentanza del Gruppo Lega Nord Liguria-Salvini

Intervenire contro la sovrappopolazione dei cinghiali
Il consigliere Valter Ferrando (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi Raffaella Paita, Giovanni Barbagallo, Luigi De Vincenzi, Luca Garibaldi e Giovanni Lunardon, in cui ha chiesto un intervento della giunta per affrontare definitivamente il problema della sovrappopolazione dei cinghiali e per definire il rapporto in materia di caccia con le ex Province e la Città Metropolitana di Genova, visto che la competenza in materia di caccia è stata trasferita alla Regione. Il consigliere ha rilevato che il grande numero non solo di cinghiali ma  più in generale di ungulati provoca danni all’agricoltura, alla sicurezza stradale e all’incolumità delle persone. In aula Ferrando ha rimarcato che gli ungulati mettono a repentaglio non solo vigneti, ma coltivazioni di vario genere. Ha puntualizzato che molti agricoltori abbandonano l’attività agricola, proprio perché scoraggiati dalle continue devastazioni. Ha quindi auspicato si destinino delle risorse tese alla soluzione del problema.

L’assessore all’agricoltura e caccia, Stefano Mai ha chiarito: «In questa fase, nella quale, a causa dell’incertezza sul futuro destino delle polizie provinciali, in alcune province liguri si è registrato un rallentamento dell’attività di controllo ed in alcuni casi l’azzeramento degli interventi, il Dipartimento agricoltura, su mia indicazione, ha ribadito con più circolari la necessità per le polizie provinciali e metropolitana di continuare a garantire le funzioni loro attribuite, nelle more della definizione di un nuovo quadro normativo.   – Ho contattato inoltre personalmente i Presidenti delle Province ed il Sindaco della Città metropolitana per sensibilizzarli  e chiedere loro di fornire la massima collaborazione istituzionale per assicurare la continuità degli interventi di controllo sui propri territori. Infine sono state inoltrate a diversi sindaci, dai cui territori arrivavano continue segnalazioni di presenza di cinghiali, delle bozze di ordinanza da adottare per rendere possibile gli interventi di controllo». L’assessore ha inoltre ribadito che contestualmente è stata inoltrata ad Ispra la richiesta di parere sull’anticipo della data di inizio del prelievo del cinghiale ed il 27 agosto è stata convoca la Commissione faunistico-venatoria regionale con lo scopo di stabilire il nuovo contingente di abbattimento del cinghiale per la stagione 2015-201».  Mai ha inoltre annunciato: «Ci siamo messi da subito al lavoro per predisporre un nuovo regolamento regionale, in sostituzione dei precedenti regolamenti provinciali, con il quale disciplinare gli interventi di controllo e un regolamento riguardante le misure di prevenzione ed indennizzo dei danni causati dalla fauna selvatica». Ha infine ribadito che saranno destinate nuove risorse al fondo per il risarcimento dei danni.

Ferrando  ha definito la risposta completa ed esauriente ed ha preannunciato il suo intento di presentare una proposta di legge per consentire ai capisquadra – previa apposita formazione – di curare le battute selettive, tese a mirare la presenza di ungulati sul territorio regionale.

No unanime al deposito di bitume nel porto di Savona
All’unanimità è stata approvata la risoluzione della IV commissione Ambiente- con la quale si impegna il presidente e la giunta  a «mettere in atto tutte le iniziative tecnico-giuridiche e politiche, con lo scopo di ottenere una ricollocazione dell’impianto». La risoluzione, inoltre, impegna  «a vincolare ogni nuova ipotesi a VIA (Valutazione di impatto ambientale) ordinaria, anche se non prevista». Nel documento si rimarca la rilevante valenza turistica di Savona  e la contrarietà unanime al progetto.

E’ stato Andrea Costa (Gruppo misto-Ncd Area Popolare), presidente della Commissione Ambiente-Territorio all’inizio della seduta a chiedere ed ottenere che la risoluzione, approvata ieri all’unanimità dalla Commissione stessa, venisse inserita nell’ordine del giorno della seduta odierna.

Porre la questione di legittimità sulla Riforma della scuola
Il Consiglio ha respinto con 8 contrari (Pd), 8 favorevoli (i consiglieri del Movimento5stelle, Pastorino di Rete a Sinistra e Stefania Pucciarelli della Lega Nord Liguria-Salvini) e 14  astenuti (maggioranza) la mozione presentata da Marco De Ferrari (Mov.5Stelle) e sottoscritta dagli altri componenti del  gruppo che impegna la giunta a promuovere la questione di legittimità costituzionale, sulla legge statale n.107 del  15 luglio 2015 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”.

Secondo il consigliere alcuni aspetti della legge non rientrano fra le competenze del Governo, «ulteriori profili di legittimità costituzionale  – ha aggiunto – riguardano la limitazione della libertà di insegnamento, la disparità di trattamento tra i docenti immessi in ruolo sino all’anno scolastico in corso e coloro i quali saranno immessi in ruolo in base alle norme introdotte dalla legge. Dubbi di legittimità costituzionale riguardano i concorsi pubblici dove per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto possono partecipare solo i candidati in possesso del titolo di abilitazione mentre non può partecipare il personale docente ed educativo già assunto con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali». Secondo il consigliere, quindi, sarebbe violato l’articolo 3 della Carta Costituzionale rispetto ai principi di uguaglianza formale. Il consigliere ha rilevato, inoltre, che la legge attuerebbe una lesione dell’ autonomia scolastica riducendo le prerogative degli organi collegiali amplificando, invece, quelle del dirigente scolastico. «L’immissione in ruolo risulta eventuale e appannaggio delle scelte del dirigente scolastico, col rischio che le stesse assumano carattere di arbitrarietà» ha spiegato il consigliere. Altre obiezioni riguardano, fra l’altro, anche la parte della legge 107 che prevede l’alternanza scuola – lavoro: «Viene leso il diritto al solo studio, da intendersi come formazione culturale generale e non come formazione tesa a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro».

Nel dibattito sono intervenuti Gianni Pastorino (Rete a sinistra), Sergio Rossetti (Pd), Alice Salvatore, Francesco Battistini e Andrea Melis del Movimento 5Stelle.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha detto di aderire alla mozione, condividendone le impostazioni: «Come Rete a sinistra avevamo già criticato l’operato della giunta precedente di attribuire fondi alla scuola privata» e ha ricordato che Rete a sinistra ha promosso otto referendum, uno dei quali riguarda proprio il superamento della legge 107 . Il consigliere ha anche  rimarcato che questa riforma non combatte la precarietà, affrontata, invece, da una sentenza della Corte europea. «Questo provvedimento è stato portato avanti senza un confronto reale – ha concluso – con tutte le categorie interessate ma in forma ricattatoria».

Sergio Rossetti (Pd) ha  eccepito che il documento bipartisan licenziato dalla Conferenza della Regioni, del quale lui faceva parte nella passata legislatura in quanto assessore, non ha ravvisato alcun estremo di anticostituzionalità. «In questa mozione leggo un tentativo politico estremo di bloccare al riforma», ha detto, difendendo, invece la “Buona scuola” che, a suo avviso tende decisamente a migliorare la scuola pubblica,  senza trascurare, ma, anzi, incentivandoli, gli istituti professionali. Ha affermato che non corrisponde alla realtà l’immagine di “dirigente sceriffo che, secondo i firmatari della mozione,  si creerebbe con la riforma. Ha ribadito che il dirigente si inserisce nella forma di autonomia scolastica, che ha preso corpo dalla riforma Berlinguer in poi, senza  che vengano meno i necessari processi democratici «viene meno semmai  – ha detto – il magma di irresponsabilità». Rossetti ha ricordato che questa legge stabilizza 100 mila insegnanti precari e ha ribadito le differenze fra scuola privata e paritaria.

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle)  ha ribattuto che Rossetti è totalmente sordo rispetto alle realtà vissute all’interno degli istituti scolastici. «La gente si è sollevata di fronte a  questo scempio. –  ha detto – Noi chiediamo che venga presa in considerazione la possibilità di  fare qualcosa per salvare la scuola pubblica, per salvaguardare un diritto costituzionale». Salvatore si è soffermata sulla figura del dirigente scolastico «che – ha detto – avrà pieni poteri, potrà scegliere sulla base di simpatie personali». Ha ribadito che chi sceglie  di non votare la mozione, di non aderire alla  richiesta di anticostituzionalità, «si assumerà per il futuro le responsabilità derivanti da questo gesto». Il consigliere ha ricordato che la mozione è stata approvata nel Veneto, amministrato da una giunta leghista, e  un documento è stata approvato anche dalla Regione Puglia.

Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha in particolare contestato il fatto che la legge introduce la figura del «preside sceriffo dai poteri illimitati».  L’assessore alla scuola, Ilaria Cavo, nel preannunciare l’astensione,  ha ribadito che la giunta condivide molte delle critica alla legge, ma non  il metodo scelto dalla mozione per contestare la “Buona scuola”, cioè il ricorso per incostituzionalità. «Non convincono gli elementi indicati per il ricorso,  a livello tecnico», ha detto,  fornendo le relative spiegazioni. Cavo ha ribadito l’impegno della giunta nel cambiare alcuni aspetti della riforma in diverse sedi, tra l’altro in fase di decreto attuativo: «C’è un grosso lavoro da fare in  nona commissione e in sede di conferenza Stato-Regioni ribadendo che la riforma non risolve problemi lasciando irrisolti molte questioni del mondo della scuola.

Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) ha detto : «Questa riforma è un bluff». Ha inoltre espresso timori per il futuro: «temo che l’offerta formativa per i prossimi anni sarà peggiore» .

Lavoratori comparto manutenzioni autostradali.
E’ stata approvata all’unanimità la mozione, primo firmatario Gianni Pastorino (Rete a sinistra)  e sottoscritta dai capigruppo del Consiglio regionale, che impegna la giunta a farsi portavoce presso il Governo della situazione di forte preoccupazione per il futuro occupazionale dei lavoratori del comparto manutenzione e progettazione delle autostrade. Nel documento si chiede, inoltre che nel dibattito  parlamentare sul Disegno di legge 1678 sulle Direttive su appalti pubblici e concessioni, siano tutelati i lavoratori del comparto anche attraverso l’introduzione di specifiche clausole di salvaguardia. L’assenza della clausola di salvaguardia, si legge nella mozione potrebbe avere ricadute negative sulla situazione occupazionale dei lavoratori che in Liguria sono più di 400.

Sulla costituzione dell’Osservatorio indipendente per il contrasto alla criminalità.
Il Consiglio ha approvato all’unanimità, con alcune modifiche richieste dal vicepresidente della giunta Sonia Viale, la mozione, presentata da Luca Garibaldi (Pd) e sottoscritta dagli altri consiglieri del gruppo e da Gianni Pastorino (Rete a sinistra). Il documento impegna la giunta a effettuare un monitoraggio sullo stato di applicazione della legge regionale 7 del 2012 ( “Iniziative regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità”) e contemporaneamente a costituire il “Tavolo della Legalità per la Liguria”, previsto dalla stessa legge regionale. I risultati del monitoraggi saranno presentati in Commissione.

Luca Garibaldi (Pd), presentando la mozione,  ha sottolineato la necessità di promuovere presso la società civile e le istituzioni pubbliche l’educazione alla legalità, alla coscienza democratica  e l’impegno contro la criminalità organizzata, contro i fenomeni di usura  e estorsione, le infiltrazioni di stampo mafioso nella regione. Il Tavolo dovrebbe svolgere una funzione di confronto e condivisione fra esponenti della società ligure sui temi del contrasto alla criminalità organizzata e della promozione della cultura della legalità. «Spero che su questo tema ci sia largo consenso – ha concluso – e che non ci siano polemiche perché non vorremmo fare di questa iniziativa una azione di parte, dobbiamo avere un atteggiamento aperto».

Alice Salvatore (Movimento5Stelle) dopo aver rilevato che la precedente amministrazione, di cui faceva parte il gruppo Pd, non avrebbe affrontato adeguatamente il problema della criminalità organizzata ha proposto di rinviare il documento in commissione  «per approfondire il tema e proporre anche emendamenti alla legge 7, che appare uno strumento ancora inadeguato».

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini), ricordando le poche riunioni del Tavolo,  ha condiviso le stesse accuse rivolte da Salvatore ai consiglieri Pd.

Il vicepresidente della giunta Sonia Viale ha manifestato l’intenzione di trovare un punto di intesa su questo argomento ribadendo che l’Osservatorio contro la criminalità, sempre previsto dalla stessa legge 7, non si è mai insediato mentre il Tavolo non è stato più convocato dopo il 2010. Viale quindi ha proposto alcune modifiche alla mozione garantendo l’impegno della giunta ad effettuare un monitoraggio sull’attuazione della legge  e avviare le procedure di nomina dei componenti del Tavolo.

Raffaella Paita (Pd) ha replicato a Salvatore e Pucciarelli ribadendo il ruolo della precedente amministrazione nel contrasto alla criminalità, attraverso il varo della Legge 7 e anche attraverso l’introduzione della Stazione unica appaltante. Infine, insieme a primo firmatario Luca Garibaldi,  si è dichiarata favorevole alla proposta del vicepresidente della giunta.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha chiesto la contestualità fra il monitoraggio della legge e la creazione del Tavolo proponendo il tempo massimo  di due o tre settimane, tempistica accolta dal vicepresidente e votata dall’Assemblea.

Approvati due ordini del giorno relativi all’aggressione avvenuta su un autobus a Genova ad un uomo ritenuto omosessuale

 Condanna dell’aggressione omofoba avvenuta a Genova
Il Consiglio ha approvato all’unanimità  l’ordine del giorno, presentato da Raffella Paita (Pd) e sottoscritto dagli altri consiglieri del gruppo e da Gianni Pastorino (Rete a sinistra),  che impegna la giunta a avviare interventi nelle scuole e nella società civile “per promuovere e ribadire la cultura del rispetto dei diritti civili”. L’ordine del giorno, in cui viene condannato fermamente ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, fa riferimento all’aggressione avvenuta nelle settimane scorse su un autobus di linea genovese ai danni di un quarantenne che era stato ritenuto omosessuale. Nel documento si rileva il ruolo di Genova, dove si era svolto  lo scorso 4 luglio il “Liguria Colorata Pride”, come città che tutela i diritti di tutti.

 Cultura del rispetto dei diritti civili contro le aggressioni omofobe
E’ stato approvato con 16 voti a favore (maggioranza), 6 voti contrari (Movimento 5stelle) e 9 astenuti (Pd e Rete a sinistra) l’ordine del giorno presentato da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria- Salvini) e sottoscritto anche dai colleghi di gruppo Giovanni De Paoli, Stefania Pucciarelli, Alessandro Puggioni e da Angelo Vaccarezza (capogruppo FI) che, dopo avere ricordato la violenta aggressione su un autobus a Genova da parte di un gruppo di latino americani, impegna la giunta a incentivare la cultura del rispetto dei diritti civili e la difesa dei soggetti più deboli.

Nel dibattito congiunto sui due ordini del giorno Raffaella Paita (Pd) ha definito troppo generica la formulazione dell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza perché nel testo non vengono condannate specificatamente le discriminazioni legate all’orientamento sessuale che avevano causato l’aggressione.

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha replicato che il fine del suo ordine del giorno è condannare ogni tipo di violenza, anche quella nei confronti di tutti i soggetti deboli: anziani o persone con disabilità fisiche.

Francesco Battistini (Movimento5Stelle), in relazione agli autori dell’aggressione, ha chiesto a Piana di sostituire alle parole   “gruppo di latino americani”  la definizione “banda di delinquenti” . Proposta che non è stata accolta.

Andrea Costa (Gruppo misto-Ncd Area popolare) , Angelo Vaccarezza (FI) sono intervenuti per annunciare il voto favorevole ai due ordini del giorno e Marco De Ferrari (Mov.5Stelle) ha invitato a «evitare stereotipi che alimentano violenza».

Valter Ferrando (Pd) ha ribadito l’importanza dell’ordine del giorno della minoranza.

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini), al contrario, ha definito strumentale l’ordine del giorno della minoranza di centro sinistra.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra), dopo avere condiviso la richiesta di modifica di Battistiniha definito “strumentale” l’ordine del giorno della maggioranza di centrodestra annunciando la propria  l’astensione.

SESSIONE POMERIDIANA

Marco Bucci amministratore unico designato di Liguria Digitale

Con 16 voti a favore e una scheda bianca il Consiglio regionale ha votato a scrutinio segreto Marco Bucci amministratore unico per Liguria Digitale. Prima della votazione si è svolto un lungo dibattito in aula.

Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) «Anche in quest’ultima seduta di commissione non abbiamo certezze sul fatto che il  futuro amministratore unico abbandoni l’incarico attuale, quindi abbiamo deciso di non votare anche per tutelarci contro eventuali conseguenze legali».

Sergio Rossetti (Pd) ha evidenziato un possibile  conflitto di interessi tra il ruolo svolto da Bucci in una importante multinazionale che, secondo quanto detto dal consigliere, ha importanti appalti con Asl liguri.  Rossetti ha ricordato che Liguria Digitale è una importante centrale di committenza rilevando, quindi, il potenziale conflitto di interessi del candidato alla guida dell’amministrazione.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) , pur riconoscendo che si sta parlando di un manager di elevate capacità, ha ribadito il rischio di incorrere in «un guazzabuglio giuridico». Ha precisato: «Sono preoccupato per  le conseguenze giuridiche che questo atto può produrre», sottolineando di non comprendere le ragioni che hanno indotto la maggioranza a percorrere una strada che,  a suo avviso, «può mettere in difficoltà la stessa azienda».

Il presidente della Regione, Giovanni Toti ha ribattuto  «L’unico conflitto che vedo è quello  tra i liguri che, con il voto, hanno dato un segnale di cambiamento deciso e chi continua ad appellarsi   ad una serie di cavilli per non cambiare nulla ». Ha continuato: «Mi rendo conto che per  qualcuno si tratti di uno choc il fatto che si sia scelto sulla base di un curriculum il migliore e non qualche amico». Toti ha ribadito che non esistono conflitti di interessi, come hanno confermato i pareri legali, perché non c’è alcuna gara di appalto relativa a Liguria digitale e alla società di cui Bucci è un dirigente.

Assenti: o    – Quorum: 16 voti
regione liguria piccolo

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