Published On: Mer, Nov 13th, 2013

Continua la guerra per gli stabilimenti balneari

La terza Guerra mondiale si combatte in Italia e riguarda gli stabilimenti balneari, che ormai sono diventati parte centrale della Legge di Stabilità e del futuro economico nazionale, dopo che il ricavo derivante dalla vendita di una parte delle spiagge su cui hanno sede ombrelloni e sdraio dei balneari andrà a sostituire Imu, tassa sui frigoriferi, balzello sullo starnuto, e-sigarette e chi meno ne ha meno ne metta.

Oggi è il turno di chi difende le decine di migliaia di stabilimenti balneari, a partire da questo punto:

Chi grida alla svendita delle spiagge e alla deturpazione del paesaggio è in totale malafede. La proposta di sdemanializzazione mira a consentire la vendita non delle spiagge ma delle aree demaniali su cui insistono i manufatti degli stabilimenti balneari. Le spiagge rimarrebbero demaniali e soggette a procedimenti di evidenza pubblica come richiesto dall’Ue”, dichiarano esponenti politici come Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia (il movimento guidato dall’ex ministra Meloni), il quale aggiunge:

“Gli indignados de la playa non dicono che, senza questa soluzione, a gennaio 2021 (o forse 2016, ancora non si sa), le concessioni verrebbero messe all’asta (magari per 20 anni) e gestite ugualmente da imprenditori privati che potrebbero farne scempio tanto quanto gli attuali e che forse potrebbero rappresentare interessi meno trasparenti degli attuali. Gli indignados dimenticano anche di dire che, se tutela ambientale della costa c’è stata in questi decenni, molto lo si deve ai balneari: basta confrontare il panorama medio dei litorali dati in concessione con gli scempi di aree non concesse violentate da brutture e abusi di ogni genere”.

Anche Angelo Siclari (Agenzia Italiamare) critica alcuni luoghi comuni secondo lui non realistici, e aggiunge che alcuni articoli di Regione Liguria attinenti la pubblicazione dell’ammontare dei canoni demaniali marittimi sono scorretti, perché a fianco dell’ammontare dei pagamenti “vi è il relativo nome dell’impresa balneare e nautica.  Infatti tali articoli vengono pubblicati  all’indomani di un confronto tra le categorie dei balneari e l’Assessorato al Demanio Marittimo della nostra Regione dopo che è stato ipotizzato un aumento del 100% dell’imposta regionale sul canone demaniale che ogni concessionario versa nelle casse dello Stato. Ricordiamo che oggi è al 10%  – Es.: canone 10.000 €.  – Alla Regione vanno 1.000 €. ”

Per Siclari il dato fondamentale da rendere pubblico è un altro, ed è il numero dei lavoratori impiegati in questo importante comparto e l’indotto che ruota attorno a questo.

spiagge balneari

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