Published On: lun, Apr 16th, 2018

Convegno tecnico sul Cromo esavalente: nascerà un Osservatorio ambientale

Si è svolto, venerdi 13 aprile a Sestri Levante, il convegno tecnico sugli inquinanti nel fiume Entella e nel torrente Gromolo, dedicato alla presenza di cromo esavalente nelle acque profonde e a uso potabile.
La presenza di tecnici competenti in materia ha permesso un incontro pubblico privo di dirette ricadute politiche (siamo pur sempre in campagna elettorale). Erano presenti, oltre all’organizzatore geologo Gian Paolo Chella:

  • il Prof. Franco Elter, Professore Associato in Geodinamica/Geologia Strutturale dell’Università di Genova (DISTAV) che ha descritto i risultati degli studi eseguiti (in sede di tesi di laurea) sui sedimenti del torrente Gromolo e del Fiume Entella nonché sui sedimenti prelevati in mare;
  • il Dott. Chimico Michele Riccobene, Chimico Industriale Libero Professionista, che sulla base degli elementi trovati negli studi del Prof. Elter, proverà a spiegare quali sono i processi industriali che possono produrli;
  • il Dott. Luigi Pio  Miglio, medico ed Oncologo (ex IST di Genova), che abita ed esercita come medico di base proprio  a  Sestri Levante.

Il nodo centrale della questione è quello del superamento dei limiti di 5 microgrammi (che decorreranno dal gennaio 2019, in quanto a oggi la legislazione in materia prevede un limite di 10 microgrammi/litro di CR VI). In alcuni pozzi dell’acquedotto si avevano superi da 2 a 4 volte, con picchi di concentrazione che hanno raggiunto anche i 14 ed i 19 mg/l di Cromo esavalente.
Dice Chella:

Essendo il Cromo esavalente presente con picchi in quantità superiore alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) previste nel suddetto decreto si sarebbe dovuto procedere con la Redazione di un Piano di Caratterizzazione e l’Analisi di Rischio per tale elemento“. …

I punti dove si è raggiunta la massima Concentrazione di Cromo esavalente nell’anno 2014, 19 mg/l e 14 mg/l, sono 2 pozzi ad uso potabile denominati rispettivamente GEG005 alias Pozzo Pila alias SL01, nonché GEG003 alias Pozzo Via Paggi.

 

Un’anomalia è questa: Nella Planimetria ho voluto anche indicare una zona (in rosso) interdetta ai pozzi ad uso irriguo e/o industriale sugli esiti di alcune Delibere di Giunta Comunale (n.164/2008 e n.01/2009) , perché volevo farvi notare che nella zona rossa (dove sono vietati i pozzi ad uso irriguo e/o industriale) c’è in esercizio un pozzo ad uso potabile GEG005 alias Pozzo Pila alias SL01. Cioé, si vietava l’uso di alcuni pozzi per l’irrigazione, ma si permetteva l’uso degli stessi per l’acqua che si beve nelle case.
Errore notevole davvero. Dice Chella:

 

LA NORMATIVA….Purtroppo nella normativa vi sono cose insensate…. Peccato che poi le conseguenze siano sulla salute. Se andiamo a vedere la Norma quella generale vigente per tutte  le acque sotterranee e quindi il D. Lgs. 152/2006, dice che le CSC sono:
50 mg/l per il Cromo totale (che è dato dalla somma di Cr III + Cr VI) :, 5 mg/l per il Cr VI.
Nella frazione di Cromo totale devo quindi verificare che non vi sia una quantità di Cr VI  superiore a 5 mg/l, perché 5 mg/l è la CSC per il Cr esavalente nelle acque sotterranee.

Bene per quanto riguarda la normativa delle acque potabili, una persona normo-dotata magari si aspetta dei parametri più restrittivi trattandosi di acque potabili, c’è in ballo la salute…non vi pare?Purtroppo non è così. Oggi nelle acque potabili e fino alla fine di quest’anno (salvo ulteriori proroghe) si ricerca solamente il Cromo totale. Il valore limite attualmente vigente a livello nazionale è 50 mg/l. (D.Lgs. 31/2001 e s.m.i.). 

Nelle acque potabili la quota parte di Cromo esavalente verrà ricercata solamente quando entrerà in vigore il Decreto Ministeriale 14 novembre 2016 che introduce tale l’obbligo quando il Cromo totale sia superiore a 10 µg/l. Il DM 14 novembre 2016 sarebbe dovuto entrare in vigore il 15 luglio 2017, ma il DM 6 luglio 2017  ne ha ulteriormente prorogato l’entrata in vigore al 31 dicembre di quest’anno.

Per cui l’acqua che oggi è ritenuta potabile dopo il 31 Dicembre 2018 potrebbe essere tossica.

Il Pozzo Pila alias SL01, che è all’interno di una zona interdetta alla realizzazione di pozzi ad uso irriguo e/o industriale … è controllato molto male [dalla ASL4]:

2 volte nel 2012 riscontrando sempre 10 µg/l di Cromo totale;
1 volta nel 2013 riscontrando  i soliti 10 µg/l di Cromo totale;
0 volte nel 2014;
1 volta nel 2015 riscontrando i soliti 10 µg/l di Cromo totale;
1 volta nel 2016 riscontrando i soliti 10 µg/l di Cromo totale;
0 volte nel 2017;
0 volte nel 2018

Ma nel 2014 sul medesimo pozzo ci sono 2 analisi fatte da ARPAL che hanno dato il risultato di 9 e 19 µg/l di Cromo esavalente. Cosi come sempre  l’ARPAL nel 2016 ha rilevato 11 µg/l di Cromo esavalente (incongruenza con dato ASL che da il Cr Tot a 10 µg/l) e nel 2017 sempre le analisi condotte da ARPAL hanno rilevato 7 e 9,8 µg/l di Cromo esavalente.”

Chella ricorda che “l’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) afferma che per escludere del tutto «possibili effetti neoplastici» sarebbe meglio non superare il limite di 2 µg/l per i bimbi e di 5 µg/l per gli adulti.

Il Sindaco in videomessaggio afferma che c’è un Ente sul territorio, la ASL che è tenuta a valutare la qualità delle acque e ad informare i Sindaci qualora riscontrasse dei problemi. E la ASL non ha segnalato nulla… Ma non ha segnalato nulla perché andava tutto bene o perché non ha controllato laddove il buon senso suggeriva di controllare maggiormente?
Ma non è vero che va tutto bene, perché l’ARPAL dice che ci sono livelli elevati di Cromo esavalente e giustamente vuole attivare il procedimento di cui al comma 2 dell’Art. 244 del D. Lgs 152/06

In conclusione credo che si debbano pretendere controlli su tutti i pozzi ad uso potabile, con maggior frequenza su quelli dove il Cromo si presenta in concentrazioni più elevate, e debba anche ESIGERE l’abbattimento del Cromo  nelle acque potabili mediante la realizzazione di un impianto di trattamento… “

Nota
Il consigliere regionale Luca Garibaldi (Pd) sottolinea alcuni elementi che possono tranquillizzare l’opinione pubblica:
1. L’acqua prelevata dai pozzi che hanno presentato dei picchi fuori norma a 19 microgrammi non è mai arrivata con quei valori nei rubinetti, in quanto si è mescolata con tutte le acque dell’acquedotto, scendendo quindi significativamente dal picco;
2. La sindaca Valentina Ghio è stata la prima ad attivarsi anni fa in sede di conferenza dei sindaci, nel notare le anomalie sul cromo, e richiederà un ciclo di controlli -frequenti e accurati- nei pozzi con maggiore incidenza di Cromo VI.
Pertanto su questo punto l’Amministrazione recepirà quanto è stato detto in sede di convegno;
3. il problema è molto esteso in sede nazionale. In particolare nello spezzino, dove ci sono valori molto più elevati di quelli riscontrabili nel Tigullio.
A proposito del problema del cromo e di altri inquinanti il deputato M5S Zolezzi presenterà un’interrogazione in Parlamento.

Nota 2
Si è parlato della presenza nelle valli di Sestri Levante di rocce che potrebbero rilasciare naturalmente del cromo. Tuttavia al consumatore di acqua non interessano le cause ma la riduzione generale del rischio, una volta che il supero sia accertato come strutturale nel tempo e nei valori.

Interventi 
Le acque profonde hanno valori più alti? Ma ciò denota che la contaminazione di cromo a Sestri levante non è di origine naturale (cioé dovuta a rocce). Secondo il professor Elter ci sono nelle valli di Sestri levante due strati di rocce impermeabili e argille prima che si arrivi agli strati di rocce basaltiche e al serpentino (gruppo di rocce con minerali di caratteristiche simili). Il serpentino è molto presente nella zona e -nella forma “spinello” contiene della cromite. Per Elter ci possono essere diverse concause per i valori molto alti di cromo. Ad esempio, ci possono essere cause antropiche (cromatura nelle fabbriche ora chiuse), ma anche fratture che permettono la risalita di acqua tra rocce profonde e falde di superficie.

Il dottor Miglio ha rivelato l’alta incidenza di tumori, sottolineando che le origini possono essere genetiche ma che ormai sono moltissimi i fattori di rischio. Per esempio è grave che la UE abbia prorogato di ben 5 anni l’utilizzo di diserbanti a base di glifosate in agricoltura. Una proroga meno lunga avrebbe permesso ulteriori accertamenti per la salute.

Decisioni
Sarà costituito un “Osservatorio ambientale” permanente sul rapporto tra salute e inquinanti nel Tigullio.