Published On: Mer, Mar 4th, 2020

Coronavirus, ripartono tutti i mercati all’aperto del Tigullio

Il coordinatore di Anva Confesercenti Liguria rivolge un plauso alle amministrazioni che hanno correttamente interpretato l’ordinanza regionale – che sospendeva le fiere ma non i mercati – e tira invece le orecchie a quelle che si sono dimostrate sorde alle osservazioni degli ambulanti. Infatti all’aperto diminuiscono considerevolmente le possibilità di contagio.

«Vogliamo ringraziare quelle amministrazioni che in questa settimana hanno permesso il regolare svolgimento dei mercati settimanali, dimostrando di avere interpretato correttamente l’ordinanza regionale». Così Daniele Mignacca, coordinatore di Anva Confesercenti Tigullio, in merito alla situazione contraddittoria venutasi a creare in seguito alle misure introdotte dalle autorità per il contenimento contagio da coronavirus.

Sebbene, infatti, nell’ordinanza n. 1/20 del 23 febbraio la Regione Liguria avesse sospeso soltanto le fiere, diversi comuni del Tigullio avevano esteso il provvedimento anche ai mercati rionali e settimanali. «I nostri ringraziamenti – riprende Mignacca – vanno alle giunte di San Salvatore di Cogorno, Camogli, Rapallo, Lavagna, Santa Margherita e Sestri Levante che, autorizzando il regolare svolgimento dei mercati, hanno permesso che la voglia di normalità prevalesse sulla paura per il virus. Resta invece il rammarico per coloro che hanno voluto fare diversamente, a cominciare dall’amministrazione di Recco che, a fronte di una possibile giustificazione per l’esiguo tempo intercorso tra l’emissione dell’ordinanza e lo svolgimento del mercato la mattina seguente, si è però rivelata sorda alle nostre indicazioni espresse telefonicamente fin dalla sera stessa del 23 febbraio quando, quindi, si sarebbe ancora fatto in tempo a chiarire il quadro normativo e permettere che il mercato dell’indomani avesse regolarmente luogo».

«Male Varese Ligure, Casarza Ligure, Zoagli e Chiavari che non hanno voluto sentire ragioni – prosegue ancora il coordinatore degli ambulanti aderenti a Confesercenti – evidenziando peraltro una palese contraddizione: da una parte, infatti, si è voluto tenere lontani gli operatori provenienti da altri territori ma, contemporaneamente, si è ribadito l’invito ai turisti a venire in Liguria senza avere timore. Come se solo gli ambulanti potessero essere veicolo di contagio».