Published On: Mer, Feb 12th, 2014

Corsi per maestri d’ascia per salvare gli ultimi leudi

leudo ferdinando breganteSESTRI LEVANTE. Leudi che tornano all’antico splendore, grazie a corsi per maestri d’ascia. E’ la proposta che la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali ha trasmesso al Comune di Sestri Levante a seguito della riunione che si era tenuta a Genova, sul leudo “Nuovo aiuto di Dio”, in occasione dell’ultimo Salone Nautico. “C’è stata un’altra riunione in Comune poco prima di Natale con rappresentati del Comune di Sestri Levante, del Comune di Lavagna, dell’Ente Forma di Chiavari che rappresentava anche il Villaggio del Ragazzo e di rappresentati dell’Associazione Amici del Leudo – spiega Gian Renzo Traversaro, dell’associazione “Amici del leudo” -. Si è parlato di creare una scuola di maestri d’ascia utilizzando i leudi come sede della pratica, e le sale del Musel per la parte teorica. Tutti d’accordo per una successiva riunione di approfondimento. Tuttavia negli ultimi quindici giorni il museo non ha risposto”.

leudi di Luciano Costa a ChiavariUn’occasione da prendere al volo, ultimo estremo tentativo per tentare di salvare il leudo “Ferdinando Bregante”, che da anni giace in stato di abbandono a Lavagna, in un cantiere alla foce del fiume Entella, oppure i leudi che un privato aveva acquistato alcuni anni fa perchè non andassero distrutti, e che ora giacciono in un campo vicino al cimitero di Chiavari, in attesa che qualcuno, autorità o privati, se ne interessi. “Gli esami di maestro d’ascia, che danno l’abilitazione a costruire e vendere barche, sono di competenza della Capitaneria di Porto – Ufficio Gente di Mare, sono tanti anni che non si fanno e pare vogliano finalmente fare una sessione di esami e relativi corsi – aggiunge Traversaro -. Sarebbe interessante che corsi del genere fossero fatti nella nostra zona e fossero un complemento per il proposto polo dei leudi”. Da anni infatti, quando il progetto del Musel era ancora allo stato embrionale, si parla di dedicare una porzione della spiaggia “dei balin”, in Baia delle Favole, a luogo di ricovero ed esposizione degli ultimi leudi, con scopi didattici (corsi per maestri d’ascia, tappa per le gite scolastiche di ogni ordine e grado) e turistici (un’ulteriore tappa del museo diffuso, a cielo aperto).

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