Published On: Lun, Giu 17th, 2013

Cosa sono e come sono nate le rocce delle valli del Tigullio?

La Liguria e il Tigullio hanno un alto interesse geologico, dovuto al fatto che si tratta di una terra che si trova sul mare, con una scarpata continentale a volte molto ripida (nel senso che la profondità dell’acqua diventa subito molto alta). D’altro lato, camminando nelle valli, ci si rende subito conto della straordinaria ricchezza di rocce e minerali (rame, manganese, persino oro). Ma come sono nate queste formazioni rocciose? Questo articolo, tratto dal sito Maccaja, e scritto dal geologo e fotografo Stefano Bertini, spiega molto bene come sono nate la serpentinite (roccia verdastra), il basalto (roccia nerastra a forma tonda) e il diaspro (roccia rossa, presente anche in val Petronio e val Gromolo):

“…La verde Val Graveglia si trova nell’immediato entroterra del Tigullio, alle spalle di Lavagna e Sestri Levante e le rocce che la formano hanno avuto origine per la gran parte sui fondali di un profondo oceano, che naturalmente non esiste piú da decine e decine di milioni di anni. La sequenza degli strati di roccia, via via piú recenti, non si sviluppa, come si potrebbe immaginare, dal fondo valle verso l’alto ma lungo lo sviluppo della valle stessa; in pratica, percorrendo la strada provinciale che risale il corso del torrente Graveglia, in linea di massima si incontrano via via rocce di età più recente. Il fondo dell’oceano scomparso era costituito dalle cosiddette “rocce verdi”, delle quali il primo rappresentante é la serpentinite; una roccia riconoscibile facilmente anche se nascosta completamente dalla vegetazione in quanto, essendo molto ricca in magnesio e metalli pesanti non consente in pratica lo sviluppo di una vegetazione “normale”. Solo poche specie di piante, come ad esempio i pini, riescono a sopravvivere sopra questo ammasso roccioso per cui, una volta individuate e riconosciute tali essenze e valutato un minimo le caratteristiche geomorfologiche dell’ammasso roccioso, si puó avere una ragionevole certezza, almeno a livello amatoriale, di trovarsi di fronte ad un complesso serpentinitico.

(…) I diaspri sono rocce sedimentarie, composte fondamentalmente da silice (diossido di silicio) derivante dall’accumulo, per milioni di anni, di microscopici gusci silicei di animaletti unicellulari, i radiolari. Tutti questi resti, depositati sul fondo del mare si sono infine compattati dando origine alla bellissima roccia che ammiriamo oggi. I piú curiosi penseranno…. ma in quell’oceano primordiale vivevano solo dei radiolari? E se così non fosse, dove sono finiti tutti gli altri scheletri? Possibile che i diaspri siano cosí omogenei e non si trovino inclusioni significative di altro materiale sedimentario? (Segue su Maccaja)”.

Formazione rocciosa di diaspro

Formazione rocciosa di diaspro

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