Published On: Mar, Gen 31st, 2017

Costa Concordia: 3 incendi in pochi giorni: è dolo, l’antimafia indaga

Se è vero che tre indizi fanno una prova, nei film polizieschi e legali, a Genova gli incendi che stanno colpendo il relitto della Costa Concordia, in smantellamento nel porto, sono dovuti a una precisa volontà, a un ricatto, a una lotta per gli appalti, cosche mafiose o altro. Tutti gli episodi sono avvenuti in pochissimi giorni, il 19 e il 23 gennaio, (vedi articolo su Tigullio News). Sarebbe stato molto difficile parlare di casualità, e infatti la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti, affidando le indagini alla sezione distrettuale antimafia. Il che è un bene, visto che le mafie sono sempre attive e pronte a infiltrarsi, in Liguria come nella Locride.

E’ uno dei membri del pool anti criminalità spiega che sono state le ispezioni effettuate da Vigili del fuoco e Asl ad accertare la natura dolosa dei tre princìpi di incendio:
Tra gli scenari prevalenti c’è il movente di natura economica: qualche ricatto per ottenere denaro fra chi ha partecipato, o sta ancora partecipando, ai lavori, sebbene il quadro vada approfondito“.

La Costa Concordia viene smantellata nei bacini di carenaggio posti fra il Porto antico e la Fiera del mare, dopo la prima demolizione effettuata a Pra’. E’ una zona posta in zona centrale e controllata. I lavori vengono svolti dal Consorzio Ship Recycling (Saipem-ENI e San Giorgio di Genova). I subappalti comprendono una ventina di aziende per un totale di 150 persone in cantiere.

Oltre alle mafie, c’è la burocrazia e il falso ambientalismo italiota: i 10.000 m3 degli scarti della nave nel 2014 si sono trovati nell’impasse di un asino di Buridano: andare a due passi da Genova (ma pagando), oppure finire in Germania, dove venivano pagati, perché utilizzati per i termovalorizzatori. Siamo pazzi e suicidi.