Published On: Mer, Apr 24th, 2013

Costa e Capurro: il ritorno del figliol prodigo

SONY DSCRAPALLO. Parrebbe il ritorno del figliol prodigo, non fosse che lui, Armando Ezio Capurro, della coalizione che ha sostenuto Giorgio Costa alla conquista della poltrona di primo cittadino è stato in realtà il padre putativo e vero artefice. Ma poche ore dopo le gioie, gli abbracci e le lacrime di quel 21 maggio 2012, tra il Sindaco e il professore sono immediatamente iniziati dissidi protrattisi fino a ieri.

Galeotta fu l’anticipazione di quella fanta-giunta, con tanto di fotografia rituale, che Capurro rilasciò avventatamente ai cronisti che assediavano il Municipio di Piazza delle Nazioni ancor prima del beneplacito di Costa. Ancor più funesta fu l’auto attribuzione di un vasto pacchetto di deleghe che avrebbero accentrato nelle mani del futuro Presidente del Consiglio ampi poteri in materia di bilancio, gestione del personale, lavori pubblici ed urbanistica. Immediato il dietrofront: nomi ed incarichi furono repentinamente revocati (gli assessori definitivi vennero poi svelati con il contagocce) generando di fatto la prima frizione tra i due. “Il Sindaco sono io – affermava Costa rivendicando la propria autorità – spetta a me ufficializzare la squadra”.

D’altronde gli avversari di Costa, in campagna elettorale, non avevano usato mezzi termini definendo il futuro primo cittadino come “candidato sostitutivo” (Campodonico) se non addiritura come una “protesi” (Brigati) del professore. Critiche al veleno mai digerite da Costa, aggettivi che il Sindaco ha sempre voluto scrollarsi di dosso fino a rischiare di compromettere irrimediabilmente i rapporti con il suo amico d’infanzia.

Caratteri forti e contrapposti, i loro, così come i vicendevoli contrasti. Per quasi un anno il professore è stato il più agguerrito oppositore della sua stessa maggioranza. Una situazione paradossale e incomprensibile agli occhi degli elettori. Tra fraintendimenti, liti a mezzo stampa ed eccessi di orgoglio, l’Amministrazione Costa si è appropinquata nell’incertezza all’appuntamento inderogabile con l’approvazione del bilancio consuntivo 2012.

Fino a ieri aleggiava su Piazza delle Nazioni lo spettro della caduta anticipata e del commissariamento. Capurro aveva preannunciato il proprio voto contrario (presumibilmente sostenuto dai suoi “fedelissimi”) al rendiconto di bilancio qualora non fossero state inserite congrue somme a copertura delle forniture elettriche pregresse rimaste insolute. Responsabilità attribuite per mesi al Sindaco e alla maggioranza, poi, nella giornata di ieri, l’improvviso cambio di rotta che scagiona l’Amministrazione ed individuerebbe i responsabili tra i funzionari preposti a contabilità e bilancio del Comune di Rapallo.

Tutto rientrato? Così parrebbe a giudicare dai sorrisi e dalla reciproca cordialità mostrata dai due agli occhi delle telecamere che ieri sera immortalavano il Consiglio. Così parrebbe alla luce dell’intervento pubblico con il quale Capurro ha voluto difendere il Sindaco dalla denuncia presentatagli dai proprietari dell’Hotel Savoia.

Intanto il Consiglio comunale di questa sera rischia di dover essere rimandato al prossimo 30 aprile per l’assenza di alcuni Consiglieri di maggioranza che farebbero venir meno il numero legale. I più maligni leggono nel probabile rinvio la volontà dell’Amministrazione di garantirsi l’approvazione del bilancio a prescindere dalla presenza di (ormai scongiurati) franchi tiratori. Fatto sta che le nubi sulla tenuta dell’Amministrazione si sono ormai diradate e non avverrà alcuna resa dei conti come titolavano i quotidiani. La maggioranza pare aver ritrovato interamente i propri numeri e, se Capurro perdurerà nei ranghi, riuscirà a navigare a gonfie vele fino a scadenza di mandato, con buona pace dei detrattori e per la gioia dei suoi sostenitori sconcertati, almeno fino a ieri, dalle frizioni intestine.

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