Published On: Sab, Feb 11th, 2012

Costi della scuola, dibattito tra Nadia Molinaris e Carannante

Competenza e politiche pubbliche

Crescono le polemiche politiche a Rapallo. Una questione centrale riguarda i servizi scolastici, per i quali Andrea Carannante del Partito comunista dei lavoratori ha proposto che i pasti siano completamente gratuiti per tutti.

Per Nadia Molinaris  invece “Infrastrutture e sociale devono coesistere: le capacità di un buon Amministratore si vedono da quanto egli riesca ad armonizzarle.Quanto ai buoni pasto,  proporre di darli gratuitamente a tutti  può apparire solo “campagna elettorale”, e lo troverei sbagliato anche se il Comune avesse le casse piene, in quanto il cittadino deve comunque essere responsabilizzato nel fruire di un servizio pagato coi soldi di tutti.”

Per Nadia Molinaris, candidata della lista civica collegata al circolo La Pulce:  “Il Comune già oggi copre la metà della spesa (3 euro su 6) per tutti gli scolari; ci sono inoltre agevolazioni per i figli dal secondo in poi (2,5 euro invece che 3) e l’esonero totale per le fasce ISEE più basse.
Al contrario di quanto pensa Carannante, noi crediamo che questo sistema vada riformato in senso opposto. Se una famiglia è davvero in condizione di bisogno deve avere aiuti  concreti per tutti i giorni (non solo quelli di scuola), ma per un periodo ben preciso, coincidente con quello della ricerca di un lavoro (ricerca che deve essere sostenuta dal Comune). Non ci possono essere famiglie povere “per sempre”, altrimenti si cade nell’assistenzialismo (salvo casi di inabilità al lavoro che, però, sono assistiti con strumenti specifici anche da Enti sovraordinati). Il costo di 3 euro per un pasto completo (più una merenda pomeridiana per i bambini della scuola dell’infanzia) deve essere sostenibile da qualsiasi famiglia, per cui gli esoneri dovrebbero essere straordinari, temporanei e sottoposti ad attente verifiche periodiche“.

Secondo Nadia Molinaris aiutare davvero le famiglie significa piuttosto garantire uno standard elevato nella didattica e nell’aiuto per l’orario alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano.
Pertanto se è vero che le rette mensili di 400 euro per l’asilo nido e di quasi 500 euro per i centri estivi sono troppo elevate, è pur vero che i servizi vanno pagati, proprio per permettere di erogare i sussidi per i disagiati. 

Nessuna decisione va concepita slegata da quella consapevolezza che una città ben amministrata deve favorire e migliorare la qualità della vita di tutti perchè solo così si possono diminuire i conflitti, il tutto all’interno delle disponibilità del bilancio comunale“.

Replica di Carannante

La signora Molinaris candidata Sindaco al posto di accusare di demagogia gli altri, si vada a leggere l’articolo 34 della Costituzione Italiana che dice: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
Forse Nadia Molinaris e Giorgio Costa confondono gli aiuti con i diritti. Il diritto non si ottiene per benevolenza del politico di turno, si pretende, soprattutto a Rapallo dove i soldi ci sono
…”

La nostra analisi

La scuola italiana non è gratuita né potrebbe esserlo, visti gli alti costi di gestione e gli scarsi risultati didattici.
Nel tempo è diventata un’area di parcheggio per docenti e bidelli (pagati poco) e per gli studenti (le famiglie italiane non si possono dedicare a loro, come avviene altrove, per esempio in Francia, dove il genitore che rimane in casa riceve un sussidio per potersi permettere di educare in prima persona i figli).
I risultati didattici della scuola italiana sono tra i peggiori al mondo, incluse molte nazioni africane (vedi questi dati OCSE).

Pur spendendo complessivamente (per la didattica) meno di altre nazioni per la scuola, il costo per studente è molto più elevato del resto delle nazioni: dalle elementari alla superiore, si tratta di 100 mila dollari per alunno, 23 mila in più della media (pari a 77 mila dollari).
I costi del sistema scolastico nel 2009 erano di 44,3 miliardi di euro, pari al 48,75% del budget dello Stato. Le retribuzione per un personale (eccessivo e quindi sottopagato) pesano per il 97,4% dei costi del Ministero, compromettendo tutti i servizi utili alla scuola stessa:
1. qualità della didattica e della formazione dei docenti;
2. qualità dei locali, con aule-laboratorio moderne ed efficienti, coibentazione e scurezza degli edifici.

I costi dei servizi vanno ridotti con la concorrenza come avviene nel nord Europa, dove oltre alla pubblica ci sono le Free school.
Se si fanno pagare i servizi di mensa si rende possibile l’aiuto ai soli bisognosi.
Non fare pagare i servizi porterebbe a una situazione in cui il sistema implode, come avvenuto in Unione Sovietica e in Grecia (che non è stata depredata da nessuno, se non dallo spreco di denaro pubblico, cui tutti attingevano).

Come nel mondo si migliorano i sistemi scolastici

Obiettivi generali: premiare chi raggiunge risultati di eccellenza, rispetto a chi si limita a ricevere sussidi ma senza impegnarsi. Limitare gli aiuti ai ceti più bisognosi.

Cile: voucher per gli studenti di pedagogia
 Obiettivo: favorire gli studenti più capaci e migliorare così il sistema educativo nazionale, offrendo docenti più preparati e capaci di trasferire il sapere alle future generazioni. La policy è esemplare: non è totalizzante o totalitaria come le “grandi riforme” applicate nei sistemi statali di derivazione napoleonica, al contrario si concentra sul risultato di un settore ritenuto debole ma strategico.[4]  I voucher sono destinati ai neoiscritti alla facoltà di Pedagogia, previa

una prova di selezione.  Chi avrà ottenuto almeno 600 punti  otterrà una corsia preferenziale negli studi e nella successiva professione. Con oltre 700 punti lo studente otterrà insieme ai vantaggi anche 80.000 pesos mensili, di cui potrà liberamente disporre. Con oltre 720 punti otterrà anche l’accesso al programma di interscambio culturale con l’Estero.
La policy ha un solo obbligo: lo studente deve firmare un impegno scritto, col quale si impegna a lavorare per almeno tre anni presso  una scuola statale o convenzionata.

USA, rivoluzione nel campo del sapere

Negli Stati Uniti -al di là del dibattito sulla “riforma” scolastica[5]– è in atto una campagna nazionale per la rinascita della scuola: Education Nation[6]. . Il programma ha una sponda nei media, mentre gli sponsor/partner vanno dall’università

di Phoenix alla Bill & Melinda Gates foundation.  Niente “politica”: “L’educazione è la chiave per il successo della nostra terra… E’ l’ora di mettere la scuola in cima all’agenda degli interessi nazionali. E’ l’ora di reinventare l’America come una Education Nation”. Si sono organizzate conferenze con Arne Duncan – segretario di Stato per l’educazione -, il presidente del MIT, il responsabile di Harlem Children Zone’s…

Tra il 26 e il 30 settembre la Rockefeller Plaza è stata trasformata in una “Learning Plaza” (Piazza dell’apprendimento). L’intento è organizzare un appuntamento annuale sui temi del sapere. Non si tratta di happening e parole al vento di Manhattan: il programma Mentor[7]per incentivare i ragazzi disagiati, , aiuta 3 milioni di ragazzi degli States. C’è anche Grad Nation[8], promosso dalla fondazione del generale Colin Powell e di sua moglie Alma.  Si tratta di programmi

destinati a migliorare l’apprendimento e non “la scuola”, sviluppati o sovvenzionati da fondazioni per mezzo di una cultura debitrice delle policy.

Il programma 10.000 teachers, 10 million minds[9]

L’obiettivo di questa policy di intenti è migliorare la qualità dei docenti nel campo della matematica e delle materie scientifiche, allo scopo di ottenere dieci milioni di studenti formati al meglio in queste discipline nell’arco del K-12 (gli anni di formazione scolastica tra la primaria e il liceo).
Il programma si articola in tre sezioni.
Si tratta di reclutare ogni anno 10.000 nuovi insegnanti di matematica e scienze, mediante l’istituzione di borse di studio universitarie di 4 anni per coloro che vogliono insegnare. La ricetta è la stessa applicata in Cile: investire sui futuri docenti, col presupposto è che “se ci sono cattivi scolari, è perché ci sono cattivi maestri”.
Le borse di studio sono concrete: 20.000 dollari per ogni anno di studio universitario. I neolaureati che aderiscono al progetto dovranno impegnarsi per almeno 5 anni nell’insegnamento, seguendo gli indirizzi del programma. In pratica, la laurea diventa davvero gratuita -non come in Italia, ma come nei paesi scandinavi dove c’è il “prestito di onore” agli studenti, i quali poi potranno restituirlo allo Stato non appena entreranno nel mercato del lavoro-.

Ci sarà anche un bonus di 10 000 dollari anno per i futuri insegnanti che sceglieranno sedi disagiate e un contributo alle università che addestreranno gli insegnanti, a condizione che queste certifichino le reali capacità di insegnamento dei futuri docenti.

“Il costo annuo è irrisorio: 10.000 insegnanti x 20.000 dollari = 200 milioni di dollari per anno. Ogni docente insegnerà a 1000 studenti in media, nell’arco dei 5 anni obbligatori.
Pertanto l’azione 1 del programma avrà effetto su 10 milioni di studenti, motivandoli e offrendo loro la possibilità di diventare delle eccellenze nelle materie scientifiche.

Azione 2: migliorare, riqualificandoli, la capacità di 250.000 insegnanti, mediante corsi di addestramento e di insegnamento estivi. Si vuole che gli insegnanti conoscano il contenuto dei corsi universitari (masters), abbiano nozioni di AP (advanced placement) e del contenuto dei programmi di International Baccalaureate (IB), cioè dell’equivalente del nostro Liceo. I corsi estivi di riqualificazione devono includere gli ultimi sviluppi nelle scienze, nella matematica, nelle tecnologie e soprattutto nei “best teaching practices” (Il Merck Institute for Science Education è considerato il modello per questo tipo di addestramento). Corsi indirizzati agli insegnanti ancora non di ruolo, almeno 50.000 per anno. Altri 50.000 li si vuole piazzare, per cinque anni, nelle università dove si fa ricerca, per ricevere delle specializzazioni biennali in scienze, matematica, ingegneria. Anche qui esiste un modello cui rifarsi: University of Pennsylvania Science Teacher Institute. (…)

Complessivamente sono 150.000 gli altri insegnanti che devono specializzarsi per insegnare corsi avanzati di scienze e matematiche. Avranno incentivi sugli stipendi e per ogni studente che supera i test di ammissione IB oppure supera un test AP in matematica e/o scienze. Modello: the Advanced Placement Incentive Program. Infine, si pretende di rivoluzionare i materiali didattici del K.12 e modellarli su quello che viene definito a “world-class standard”. Si deve istituire una Convenzione Nazionale per valutare i materiali, la qualità dell’insegnamento e l’apprendimento degli studenti. Ricordo, a questo proposito, che in Italia stiamo ancora valutando i criteri con cui gli insegnanti si “autovaluteranno”.

Azione 3: Aumentare il numero di studenti preparati per accedere all’università e laurearsi in scienze, ingegneria o matematica. L’obbiettivo è quantificato: si vuole che almeno 1,5 milioni di studenti abbiano nel proprio curriculum di studi secondario un esame di scienze o ingegneria, e che per lo meno 700.000 li superino, ogni anno. Borse di studio vengono istituite per gli studenti migliori. Inoltre …offrire corsi estivi in laboratori di ricerca per studenti delle scuole medie e secondarie. Lo scopo? Appassionarli. Per l’Università lo slogan adottato è: “Best and brightest in science and engineering higher education”. Lo scopo dichiarato è rendere gli Stati Uniti il paese più attraente per studiare e fare ricerca, in modo tale da sviluppare, reclutare e trattenere gli studenti migliori e più brillanti, gli scienziati e gli ingegneri, non solo americani, ma anche stranieri”[10].

USA: altre misure per il rinnovamento del sistema scolastico.  Policy Schools choise. Con riferimenti alle iniziative nel campo scolastico[11]  Nella pagina si trovano riferimenti e link a tutto il dibattito, in particolare la policy Scholarship or tax credit program.[12]

 


[4] La policy è sintetizzata con efficacia nel sito del governo cileno: http://www.gobiernodechile.cl/infografias/2010/08/16/incentivos-para-estudiantes-de-pedagogia.htm

[5] The limits of school reform, di Joe Nocera, The New York Times, 25 aprile 2011: http://www.nytimes.com/2011/04/26/opinion/26nocera.html?_r=1&hp

[6] http://www.educationnation.com/index.cfm?objectid=E689D721-B6C9-605B-DE1D813E4CDA3339

[7] http://www.mentoring.org/

[8] http://www.americaspromise.org/Our-Work/Grad-Nation.aspx

[10] Che cosa si deve fare nell’insegnamento”, di Portoreale, The Front Page, 18 novembre 2010, http://www.thefrontpage.it/2010/11/18/che-cosa-si-deve-fare-nell%e2%80%99insegnamento/

[11] http://www.commonwealthfoundation.org/research/detail/a-school-choice-governor

[12] http://www.baeo.org/?download_option=download&download_id=67&filename=ABCs_2008-9.pdf

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